The Town

The Town

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Alla sua seconda regia, Ben Affleck affronta con The Town il poliziesco urbano classico, forse con qualche eccesso manieristico e non molta personalità. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2010.

Tutta mia la città

Boston. Nel quartiere di Charlestown vive Doug MacCray, un ladro diverso da tutti gli altri, che ha avuto un’occasione per evitare di seguire il percorso criminale di suo padre, ma ha finito per diventare il capo di una banda di rapinatori spietati, che si vantano di prendere quello che vogliono e di uscirne sempre puliti. Sono loro la sua unica famiglia e Jem, malgrado il carattere duro e suscettibile, è per lui quasi un fratello. Le cose però prendono una brutta piega dopo che, durante l’ultima rapina, Jem ha preso per breve tempo un ostaggio, la dirigente di banca Claire Keesey. Dopo aver scoperto che anche lei vive a Charlestown Jem infatti è nervoso e vuole sapere a tutti i costi cosa possa aver visto o capito. Conoscendo bene i modi pericolosi e rischiosi di Jem, Doug decide di occuparsi personalmente della ragazza e di conoscerla… [sinossi]

Prima ancora di diventare materia cinematografica nelle mani di Ben Affleck, The Town è stato un romanzo: uscito nel 2005 con il titolo Prince of Thieves: A Novel, ha contribuito in maniera sostanziosa al successo di pubblico e critica di Chuck Hogan, già apprezzato una decina di anni prima per il suo esordio The Standoff. Anche l’esordio alla regia di Affleck, il ben più che soddisfacente Gone Baby Gone (2007), era tratto da una fonte letteraria, l’omonimo romanzo di Dennis Lehane (autore, tra gli altri, di Mystic River e Shutter Island), tradotto in Italia con il titolo La casa buia; sempre per quanto riguarda i corsi e ricorsi storici, anche in quella occasione l’attore statunitense si era avvalso, in fase di sceneggiatura, dell’apporto di Aaron Stockard.

A giudicare da questi brevi cenni statistici, la linea autoriale tracciata da Affleck potrebbe apparire piuttosto ovvia e di facile lettura: un microcosmo identificativo senza dubbio riconoscibile come la città di Boston, l’east coast in cui il regista è cresciuto e nel cui milieu culturale è spesso e volentieri tornato a immergersi; un crime movie che si muove seguendo direttrici canoniche; la tipizzazione dei personaggi, che guarda senza troppa vergogna ai cliché del genere. Insomma, un mondo che torna prepotentemente alla ribalta, ancora una volta: e già, perché anche in The Town, come già nel film d’esordio, viene raccontato un sottobosco criminale incredibilmente ricco di sfaccettature. Un universo a sé stante, che vive di regole proprie, completamente al di fuori della legge: la legalità, in un paradossale rovesciamento, acquista dunque i contorni della vera e propria anomalia. Ma se in Gone Baby Gone i nodi finivano per sciogliersi con una certa naturalezza, e il percorso umano dei protagonisti appariva realmente stravolto, modificato e in un certo senso distrutto dallo scontro con il proprio lato oscuro, lo stesso non si può dire per The Town. La storia della banda di rapinatori capitanata dall’onesto criminale Doug MacRay, e del classico colpo che può mettere tutti al sicuro per il resto della vita, parte in quarta, comandata da un gran ritmo e da almeno un paio di sequenze assolutamente convincenti – su tutte, ovviamente, il lungo e complicato inseguimento post-rapina – ma poi pian piano si ritrova a zoppicare. La storia d’amore tra MacRay e la dolce Claire (Rebecca Hall è brava, ma il suo personaggio non è scritto propriamente in punta di penna), ignara di avere a che fare proprio con colui che l’ha sequestrata, funziona davvero solo a tratti: i due attori ci mettono tutto il loro carisma e l’empatia che viene a crearsi è perfino credibile, ma la sceneggiatura non li aiuta di certo a superare gli ostacoli che si trovano a dover fronteggiare. Il problema, forse, è che Affleck rimane indeciso fino all’ultimo su quale strada intraprendere: scandaglio della multiforme umanità del quartiere o puro e semplice action schizzato qua e là di melodramma?

Un quesito non di poco conto, certo, ma che lascia inevitabilmente aperte troppe porte: a dirla tutta, funziona meglio e con più coerenza la verniciatura di genere della pellicola. Inseguimenti, sparatorie, rapine, tutto possiede invariabilmente il ritmo giusto: anche la mano di Affleck in questi frangenti appare assai più ispirata. Molto meno a suo agio il vincitore dell’Oscar con la sceneggiatura di Good Will Hunting lo è quando invece deve confrontarsi con i laceranti dilemmi interiori dei suoi protagonisti: in questi casi il ricorso allo stereotipo prende realmente i contorni e le forme di una scorciatoia imboccata nella speranza di venire a capo del progetto. Si prenda a paradigma esemplificativo il personaggio dell’ex amante di Doug, la giovane sbandata e innamorata Krista: il suo carattere non ha un’evoluzione, ma soprattutto non sembra aver ricevuto a monte una reale pianificazione. Per questi motivi The Town appare riuscito solo a metà: un progetto affascinante che non riesce a convincere fino in fondo. Un peccato, anche perché quando mostra personalità, la mano di Affleck si conferma davvero ispirata. Ci sarà tempo, ovviamente, per altre incursioni in un ruolo, quello del regista, che potrebbe segnalarlo come un sicuro e onesto mestierante. Nel frattempo ci si consola con un cast stellare, per il quale davvero non vale neanche la pena sprecare parole: in questo senso crediamo proprio che basti il volto segato e crudelmente quotidiano del sempiterno Pete Postlethwaite.

Info
Il sito ufficiale di The Town.
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