Notizie degli scavi
di Emidio Greco
Emidio Greco tenta con Notizie degli scavi un adattamento dal romanzo di Franco Lucentini, seguendolo alla lettera più per vezzo che per reale esigenza, e producendosi in uno sforzo intellettuale che appare purtroppo sterile, e privo di reale costrutto.
Il Professore e la Marchesa
“Il Professore”, è un quarantenne dall’aspetto scialbo, dall’espressione concentrata e stupita, che sembra vivere in un universo racchiusi solo nella sua testa e che vive in una casa per appuntamenti dove viene utilizzato come tuttofare. Complice l’amicizia con la Marchesa, una prostituta della casa che ha tentato il suicidio per una delusione d’amore, e le visite agli scavi della Villa di Adriano, a Tivoli, la sua coscienza si smuoverà tra scambi e intrecci di significati con la mediocrità della sua vita. [sinossi]
Quando Franco Lucentini pubblicò Notizie degli scavi, nel 1964, ancora non era nato il sodalizio artistico con Fruttero; la legge Merlin era entrata in vigore da poco più di un lustro; l’Italia stava da poco assaporando gli (illusori) fasti del boom economico. Elementi, quelli appena citati, tra loro apparentemente sconnessi, difficili da collegare: eppure, nel voler trasportare sul grande schermo il testo di Lucentini, sarebbe stato necessario porre una maggiore attenzione al senso stesso dell’adattamento. I rivoluzionari movimenti di teorizzazione cinematografica che si susseguirono in tutto il mondo nel corso dell’immediato dopoguerra (il neorealismo e la nouvelle vague in testa) hanno dato con il passare del tempo i natali anche a registi che prima ancora di mettere in mostra uno sguardo personale, rincorrevano (e rincorrono) senza sosta la chimera dell’autorialità, neanche si trattasse di un puro e semplice utilizzo delle tecniche cinematografiche: tra questi sembra inevitabile inserire anche il nome di Emidio Greco. Se si esclude il caso de L’invenzione di Morel, a tutt’oggi la sua opera più celebre, il cinema di Greco ha finito ben presto per parlarsi miseramente addosso, in una esibita ammirazione di sé stesso che l’ha reso inevitabilmente sterile, appiattito su un’estetica ricca di vezzi e di stilemi spesso e volentieri fuori luogo.
Notizie degli scavi, film che Greco pensava di dirigere fin dai suoi esordi, senza mai riuscire realmente a tradurre l’intenzione in atto creativo, esemplifica al di là di ogni ragionevole dubbio l’approccio alla regia del suo autore. Basterebbe in tal senso la prima sequenza per sottolineare l’inadeguatezza di Greco a una sfida di tale portata: all’interno di un’inquadratura fissa sull’ingresso di un appartamento piomba un sudato e sovreccitato Giuseppe Battiston, che va a rispondere al telefono, urlando. Colto da uno scrupolo filologico che appare in tutta franchezza più che altro come la radicata esibizione di una mise elitaria, il regista non ha toccato neanche una virgola del testo originale, mettendo in bocca agli interpreti (anche ai meno avvezzi alla recitazione) un italiano desueto, aulico, orgogliosamente anti-popolare. Il risultato, purtroppo, rasenta in ben più di un’occasione il ridicolo, anche per via di un’ambientazione contemporanea che cozza fortemente con la pagina scritta di Lucentini: checché se ne possa dire o pensare, l’Italia del 2011 non assomiglia a quella dei primi anni Sessanta, e le dinamiche sociali hanno subito una serie di modifiche che sembra davvero inutile stare a sottolineare.
Notizie degli scavi fa trasparire dunque fin dalle prime battute un’anima profondamente “finta”, allo stesso tempo comunque ben lontana anche da una pur vaga idea di completa ricreazione della realtà: l’effetto che il film produce sugli spettatori potrebbe venire paragonato a quello di uno spettacolo teatrale ambizioso ma tragicamente amatoriale, ed è un peccato che sia caduto preda in tale trappola anche un attore sensibile e intelligente come Giuseppe Battiston. Non c’è realtà, in Notizie degli scavi, ma quel che è assai più grave manca completamente anche la credibilità del tutto, a partire da una storia d’amicizia/amore che fa acqua da tutte le parti e che si trascina stancamente per l’intera durata del film tra un’illogicità e l’altra. Ed è davvero troppo comodo nascondersi dietro l’amabile coperta della licenza poetica, dello svolazzo dell’artista che non deve rendere conto a nessuno della propria ispirazione: le lunghe e sfiancanti inquadrature della Villa di Adriano, a Tivoli, non solo non aggiungono alcun sottotesto a una trama di per sé fin troppo basica, ma servono a solleticare soltanto l’ego di un regista che, forse, tende a prendersi troppo sul serio, sovrastimandosi. Un’opera sterile, che rappresenta forse la crisi culturale italiana contemporanea meglio di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Notizie degli scavi
- Paese/Anno: Italia | 2010
- Regia: Emidio Greco
- Sceneggiatura: Emidio Greco
- Fotografia: Francesco Di Giacomo
- Montaggio: Bruno Sarandrea
- Interpreti: Ambra Angiolini, Anna Paola Vellaccio, Emanuele Maggini, Francesca Fava, Giorgia Salari, Giuseppe Battiston, Iaia Forte
- Colonna sonora: Luis Enríquez Bacalov
- Produzione: La Fabbrichetta, Rai Cinema
- Distribuzione: Movimento Film
- Durata: 89'
- Data di uscita: 29/04/2011

Festival di Roma: appello degli artisti