L’ultimo dominatore dell’aria

L’ultimo dominatore dell’aria

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L’impianto spettacolare de L’ultimo dominatore dell’aria, in primis le maestose ambientazioni, è più che convincente e le magie dei quattro elementi (aria, acqua, terra, fuoco) sono ottimamente realizzate, ma sono la trama ridotta all’osso, l’eccessiva rapidità degli eventi e la totale mancanza di momenti di respiro e riflessione a lasciare l’amaro in bocca.

Le sabbie mobili del cinema per ragazzi

Il mondo è inghiottito da fuochi di guerra e nessuno ha avuto il potere di fermare l’inevitabile distruzione. È da quasi un secolo che la Nazione del Fuoco porta avanti la sua campagna mortale per il dominio globale, contro le altre nazioni tribali di Aria, Acqua e Terra. Non offre che una scelta alle tribù che cadono in suo potere: la resa completa o il completo annientamento. Nel vano tentativo di difendersi, gli abitanti dei villaggi si mettono dietro ai pochi prescelti in grado di comandare l’elemento della loro nazione e “piegarlo” alla loro volontà. Sostenuti da possenti eserciti e armi di distruzione, i dominatori del fuoco hanno però già eliminato tutti i dominatori dell’aria del pianeta e ora, dedicano le loro attenzioni alla Nazione dell’Acqua, che ha il suo quartier generale nelle fortezze del Nord… [sinossi]

Il destino commerciale di M. Night Shyamalan è un po’ strano, persino paradossale. Il grande pubblico, nonostante le buone parole della critica, il tam tam pubblicitario e via discorrendo, non lo ama particolarmente e non lo premia. A spulciare i passati box office, infatti, non si rintracciano successi eclatanti e per l’ambizioso L’ultimo dominatore dell’aria, primo e forse ultimo capitolo di una trilogia fantasy dalle ottime premesse, la china sembra confermata. Alla base di questo disamore c’è sempre stato il fraintendimento, l’idea che il cinema di Shyamalan fosse di genere, puramente di genere. Ed ecco, allora, la delusione di chi voleva sangue e salti sulla poltrona durante la visione di The Village (2004) o una sfrenata science fiction per Signs (2002). Al contrario, il regista di origine indiana, artista di talento, ha utilizzato il cinema di genere per raccontare altro, giocando con le attese del pubblico, scardinando le regole e gli schemi, mostrando uno sguardo umanista, a tratti persino minimalista: Shyamalan, in fin dei conti, è il regista di Unbreakable – Il predestinato (2000), ispiratissima trasposizione di un teorico supereroe degli albi a stelle e strisce, esempio perfetto di ribaltamento delle attese, di negazione della spettacolarità, di riflessione che prende il posto dell’azione. Con la sua ultima fatica cinematografica, il paradosso è completo: finalmente di genere, finalmente spettacolare, Shyamalan non riesce a fare breccia nei cuori del pubblico, non riesce a sbancare il box office (americano) – sarà difficile, tra l’altro, non essere travolti nel Bel Paese dalla contemporanea uscita nelle sale del monumentale Inception di Christopher Nolan, abbacinante punto d’incontro tra velleità autoriali ed esigenze di botteghino [1].

In 3D più per necessità commerciali che per reali esigenze estetiche e visive, L’ultimo dominatore dell’aria si trascina dietro un pesante fardello: il progetto è dichiaratamente destinato a un pubblico giovane [2]. Il punto di partenza è una nota serie televisiva d’animazione yankee, Avatar – La leggenda di Aang (2005-08). Insomma, cinema per ragazzi, territorio minato. Dopo la favola moderna Lady in the Water (2006), altro film indigesto alle larghe platee, Shyamalan si confronta nuovamente con una storia apparentemente semplice, spogliandola ulteriormente, anche nello stile di regia: messo da parte il fuori campo, cifra stilistica delle opere precedenti [3], a far bella mostra di sé restano i calibrati movimenti di macchina, con un apprezzabile dosaggio tra spettacolari totali e seducenti primi piani, e un tripudio di effetti speciali firmati dalla Industrial Light & Magic di George Lucas. L’impianto spettacolare, in primis le maestose ambientazioni, è più che convincente – era dai tempi della trilogia tolkieniana che un fantasy non offriva orizzonti così ampli – e le magie dei quattro elementi (aria, acqua, terra, fuoco) sono ottimamente realizzate, ma sono la trama ridotta all’osso, l’eccessiva rapidità degli eventi e la totale mancanza di momenti di respiro e riflessione a lasciare l’amaro in bocca. L’ultimo dominatore dell’aria è, purtroppo, un film che limita volontariamente le proprie potenzialità, rinunciando a qualsiasi complessità narrativa, mettendo in scena personaggi monocromatici, appena tratteggiati. Shyamalan e i suoi facoltosi produttori avrebbero probabilmente dovuto osare di più, dilatare la durata del film, concedere tempo non tanto all’intreccio, ma allo sviluppo dei personaggi, al respiro epico: altro paradosso, al nuovo film di Shyamalan mancano almeno una cinquantina di minuti, forse di più.

Appesantito da una colonna sonora invadente, sempre tambureggiante, L’ultimo dominatore dell’aria ha comunque qualche motivo per farsi apprezzare, dalle buone scelte di cast, senza volti particolarmente noti, alle magie della computer grafica, dal buffo bisonte volante alla città fortificata della Tribù dell’Acqua del Nord e via discorrendo. Convince poco il lancio (inevitabile) dell’episodio successivo. Ottimi, invece, i titoli di coda, con le silhouette dei personaggi composte dai vari elementi. Poi si vedrà.

Note
1. Christopher Nolan, in un certo senso, ha compiuto un percorso quasi antitetico rispetto a Shyamalan. Per usare una definizione cara al regista di Unbreakable, Nolan è “l’altra parte dello spettro”. Ma chi dei due sarà l’uomo di vetro?
2. Ma quali sono, a parte Avatar (2009) di James Cameron, Coraline e la Porta Magica (2009) di Henry Selick e poco altro, i film che sfruttano a dovere le possibilità offerte dalla tridimensionalità?
3. Risultava persino eccessivo, forzato in alcune sequenze (ad esempio, la telefonata al cellulare tra la madre terrorizzata e la figlia oramai in preda al delirio), l’utilizzo del fuori campo nell’altalenante E venne il giorno (2008).
Info
L’ultimo dominatore dell’aria sul canale Paramount.
Il trailer italiano de L’ultimo dominatore dell’aria.
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