Innocenti bugie

Innocenti bugie

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Nella leggerezza più totale, e nell’amor fou della situazione, O’Neal e Mangold riescono a divertire e a divertirsi, usando la follia della trama per cambiare di continuo le location di Innocenti bugie: dalle metropoli americane alle nevi austriache, alle isole incontaminate con Cruise perfetto intagliatore di ananas, fino ad arrivare a Siviglia, ovviamente coi due inseguiti dai tori nei viottoli.

Le bugie sono desideri

Un incontro casuale nei corridoi dell’aeroporto, catapulterà un’innocente ragazza in partenza per fare da damigella ad un matrimonio, nell’avventuroso e pericoloso mondo di un agente segreto. L’unica cosa che può fare per stare al sicuro, é stargli attaccata il più possibile… [sinossi]

Sembra che sin dal titolo, Innocenti bugie di James Mangold esplichi immediatamente la sua idea di cinema, ovvero di un intrattenimento legato ai sogni, apertamente falsi, ma legati strettamente a un sentimento nazional-popolare. Se per Inception, l’esempio alto, nonché colto di un film d’azione, i sogni sono il mistero che si dipana oltre noi stessi e la certezza delle apparenze, Innocenti bugie è invece fatto della materia di cui sono fatti i sogni delle casalinghe, del lettore di libri gialli a buon mercato, o di spionaggio, o semplicemente di chi cerca di evadere da una noiosa routine. È evidente sin dalle prime battute che l’anima del film in questo senso sia Cameron Diaz, ovvero una donna qualunque che s’innamora di uno sconosciuto piuttosto cinematografico nel modo di parlare e di atteggiarsi, che la trascinerà (è un agente segreto) in un vortice infinito di situazioni ad alta tensione: sparatorie, inseguimenti con polizia ed organi paramilitari, Cia, Fbi, trafficanti d’armi e di formule chimiche, e chi più ne ha più ne metta.
Il volto dell’invincibile action-man è quello di Tom Cruise, che si presta con un certo savoir faire al ruolo di star che certamente merita; così come altrettanto bene Cameron Diaz si abbassa a quella di fan, non più desiderata come in Tutti pazzi per Mary, non più ragazzaccia alternativa e trasgressiva come in varie pellicole anni Novanta, ma semplicemente la ragazza comune della provincia americana, che fa di tutto per star dietro all’uomo che sembra poter essere l’avventura, il picaresco fatto persona. Viene alla mente un altro bizzarro film d’azione, nonché brillante nel suo alternarsi a commedia, True Lies di James Cameron, dal titolo abbastanza simile appunto; un paragone interessante perché in entrambi si mostra come un attore di genere, da personaggi più o meno seri o violenti, finisca sempre più con l’addolcirsi e a far parti sempre più morbide. L’attore in questione nel film di James Cameron era Arnold Schwarzenegger, che forse ancor più si assunse il ruolo di vate di un genere, di icona ascesa al mito, in Last Action Hero, dove era chiaro che avevamo davanti non più il personaggio ma l’attore che rifà sé stesso, il sé stesso che la gente ha imparato ad amare.

Seppur molto più versatile, molto più capace e molto più intelligente nelle scelte di lavoro, a Tom Cruise ora capita una cosa simile: è chiaramente ormai talmente un’icona da potersi permettere di rendersi inverosimile, compiere le acrobazie più incredibili con un arma per mano, sfuggire ad eserciti e resistere in acqua più di tre minuti trattenendo il fiato, e ciò senza mai scadere nel ridicolo. Ovviamente a dare sostanza al gioco con cui Innocenti bugie si rende empatico al pubblico, è l’ironia che sottende ogni momento d’azione, ovvero il continuo tira e molla tra i due che si beccano e stuzzicano mentre rischiano la vita. Tuttavia crediamo che l’ostentata sicurezza, la divertente disinvoltura con cui l’agente segreto Cruise difende la sua donna sia anche figlia di esperienze come Collateral, l’altra faccia di un killer spietato ma sempre molto comunicativo, che tutto sommato ama socializzare e speculare sulle cose non banali della vita, novità non di poco conto all’interno di un genere rigido come il poliziesco, stretto parente del film d’azione. Anche qui Cruise è colui che ama riflettere sul significato delle cose (non a casa cambiando la vita di lei), anche se con molta meno profondità che nel film di Michael Mann. Crediamo che probabilmente senza Cruise, con la sua maturità attoriale raggiunta (si veda anche Tropic Thunder al riguardo), l’ottima sceneggiatura scritta da Patrick O’Neal, costruita anche con un occhio alle commedie hollywoodiane degli anni ’50, non avrebbe divertito troppo, come invece accade nel film.

Nella leggerezza più totale, e nell’amor fou della situazione, O’Neal e Mangold (di cui si apprezza soprattutto Cop Land, poliziesco del 1997, più che Ragazze interrotte) riescono a divertire e a divertirsi, usando la follia della trama per cambiare di continuo location: dalle metropoli americane alle nevi austriache, alle isole incontaminate con Cruise perfetto intagliatore di ananas, fino ad arrivare a Siviglia, ovviamente coi due inseguiti dai tori nei viottoli. Un po’ troppo? Forse a lungo andare sì: va anche bene lasciarsi alleggerire senza pretese ma la frenesia delle situazioni e delle immagini finisce per essere stancante. Aldilà del quasi certo buon risultato di Mangold al botteghino (proprio per la scelta degli attori), speriamo ora che il buon medico di Eyes Wide Shut non si crogioli sugli allori del mito raggiunto, e non cominci a campare di rendita infilando una serie infinita di commedie come purtroppo ravvisiamo per il vecchio De Niro.

Info
Il trailer italiano di Innocenti bugie.
Innocenti bugie sul canale YouTube Movies.

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