Super – Attento crimine!!!

Super – Attento crimine!!!

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Macchina comica puntuale e spesso sorprendente, in grado di trascinare alla risata anche e soprattutto sfruttando in maniera sapiente l’arte del paradosso, Super è la versione slabbrata, ineducata e sanamente menefreghista del prodotto tipico dell’indie statunitense.

Crimson Bolt vs. the World!

Quando la moglie ex tossicodipendente lo lascia per uno spacciatore, Frank non sa come affrontare la situazione fino a quando non gli viene un’illuminazione: vestirà i panni di un supereroe chiamato Crimson Bolt. Sapendo però che per riconquistare la moglie dovrà compiere una vera e propria scalata nell’ambiente criminale, Frank inizia con l’aggredire una coppia in coda per il cinema. Ma, come ogni vero supereroe, Crimson Bolt necessita di un assistente, che troverà in Libby, la zelante commessa di un negozio di fumetti… [sinossi]

«Dirigere è in un certo senso scrivere il film; per questo gli sceneggiatori sono spesso persone tristi». Parole di James Gunn che, nello note di regia rintracciabili sull’esaustivo catalogo del Torino Film Festival, aggiunge: «molti miei film sono nati con il cesareo, invece questo è stato un parto interminabile e molto faticoso». Affermazioni tutt’altro che trascurabili, soprattutto se si sta puntando l’occhio su una delle figure più inafferrabili e a tratti incomprensibili che il panorama statunitense abbia portato alla luce nel corso degli ultimi dieci anni: nato e cresciuto in Missouri, il cosiddetto Gateway to the West, il primo avamposto dell’Ovest a stelle e strisce, Gunn deve il suo ingresso nel mondo del cinema al folle Lloyd Kaufman e alla sua ancor più fuori di testa Troma, per la quale scrive Tromeo & Juliet, rivisitazione in chiave splatter/erotica/ironica del testo shakespeariano (collabora con Kaufman anche alla regia, pur non essendo accreditato, interpreta un ruolo minore e si occupa della produzione esecutiva). Dopo alcuni anni passati alla Troma si ritrova nel cuore pulsante di Hollywood, responsabile degli script di alcuni prodotti mainstream come Scooby-Doo e il suo altrettanto evitabile seguito e, soprattutto, del remake del romeriano Dawn of the Dead, affidato alle cure di un allora sconosciuto Zack Snyder. Nel frattempo è arrivato il momento di esordire alla regia: Slither, che vede la luce nel 2006, è uno sconvolgente e irriverente horror che vagheggia echi fantascientifici, e punta a mescolare (con indiscutibile competenza) i tracimanti umori derivati dall’esperienza-Troma con la messa in scena della carne e della riscrittura della geografia umana di veri e propri cult come Society di Brian Yuzna e Splatters – Gli schizzacervelli di Peter Jackson. Dai tempi di Slither sono passati quattro anni, e si iniziava ad avere il timore che Gunn non avesse poi molte cartucce da sparare. È stato anche per cercare di comprendere fino a dove fosse in grado di spingersi il suo totale e finora spudorato disconoscimento del bon ton che ci si è avvicinati con curiosità e interesse a quest’opera seconda. Laddove Slither si confrontava senza alcun timore reverenziale con i dogmi dell’horror e dello splatter, Super prende di petto il mito del superhero, del giustiziere al di sopra della legge stessa: un universo a sé stante anche all’interno della già magmatica cultura statunitense, stratificato nel corso dei decenni attraverso l’utilizzo di qualsiasi medium culturale, dal cinema al fumetto, dai drammi radiofonici alla musica, dalla pittura all’arte concettuale. La giustizia privata, in un mondo che affonda le sue radici nella frontiera del west, millantato baluardo a difendere la società civile dalla barbarie, trova dunque un nuovo capitolo. Gunn, lavorando ancora una volta su un materiale grezzo, persino ottusamente volgare, denota la solita sfacciataggine: la storia (a suo modo tragica e penosa) del grassoccio e beota Frank Darbo, che per riacciuffare la moglie fuggita via con uno spacciatore d’alto calibro è disposto a trasformarsi in un eroe notturno, con tanto di maschera e identità parallela – Crimson Bolt – viene schiaffata in faccia al pubblico con uno stile colorato e al contempo smunto, ironico e sardonico, crudele e privo di alcun compromesso. All’apparenza lo stralunato modo di vendicarsi di Frank potrebbe apparire come un’accettazione di un giustizialismo di stampo quasi fascistoide: la messa alla berlina del sistema poliziesco e, soprattutto, il plauso che Crimson Bolt riceve dalla cittadinanza (nonostante alcune scelte non proprio avvedute, come quella di pestare a sangue due persone colpevoli solamente di aver rubato posti in fila), sembrerebbero infatti dirigere lo sguardo di Gunn in questa direzione. Ma la verità è che Super si rivela essere la grottesca e sguaiata descrizione di un mondo putrefatto, in cui le regole più basilari del rispetto altrui e della convivenza sono stati progressivamente gettati alle ortiche: tutto appare ribaltato, stravolto, come se l’America di Gunn fosse finita improvvisamente sottosopra, e il sangue affluisse al cervello in quantità eccessiva.

Macchina comica puntuale e spesso sorprendente, in grado di trascinare alla risata anche e soprattutto sfruttando in maniera sapiente l’arte del paradosso, Super è la versione slabbrata, ineducata e sanamente menefreghista del prodotto tipico dell’indie statunitense: luciferino invece che delicato, stolidamente carnale invece che romantico, sconcio invece che alternativo. Cucito letteralmente addosso a una coppia di protagonisti (il sorprendente Rainn Wilson ed Ellen Page, indimenticabile nei panni della pazza esaltata Libby/Boltie: i due avevano già recitato insieme nell’ottimo Juno di Jason Reitman) in stato di grazia, e in grado di avvalersi di comprimari di assoluto livello come Kevin Bacon e Liv Tyler, Super è una commedia espansa, dimessa e iper-violenta che cerca – in buona parte trovandole – nuove soluzioni narrative al termine surreale… surreale? È notizia di questi giorni, ma nella zona nord di Seattle, nel cuore della notte, si aggira Phoenix Jones, inguainato in un costume verde con i pettorali in bella evidenza. Dopo aver salvato alcune persone da furti d’auto e borseggi, è divenuto un vero e proprio beniamino degli abitanti della zona. Beata quella terra che non ha bisogno di (super)eroi.

Info
Il trailer italiano di Super.
Super sul sito del Festival di Torino.
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