This Movie is Broken

This Movie is Broken

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Bruce McDonald, cineasta canadese irrequieto e brillante, conferma la sua poliedricità con This Movie is Broken, che è infatti insieme un concerto dei Broken Social Scene, la descrizione di una storia d’amore forse irrealizzabile, un fermo immagine sulla Toronto dei nostri giorni – il problema dell’immondizia, che suona anche alle nostre orecchie estremamente familiare – un gioco sul cinema e sulle sue infinite possibilità. Al Torino Film Festival.

La notte del concerto

Per Bruno, Caroline è più di un’amica e, quando una mattina d’estate si sveglia con lei al suo fianco, gli sembra che si sia avverato un sogno. Ma l’indomani la ragazza partirà per la Francia e la notte passata insieme potrebbe essere solo un modo per accomiatarsi dall’amico di sempre. È l’ultima possibilità di Bruno per conquistarla e il destino sembra giocare in suo favore: quella sera la band preferita di Caroline, i Broken Social Scene, suonerà infatti a Toronto. Gli restano quindi poche ore per trovare i biglietti e rendere indimenticabile la loro ultima notte. [sinossi]

La stretta connessione che unisce il mondo del cinema a quello della musica rock, fin dalle prime apparizioni di quest’ultima sulla ribalta internazionale, non necessita senza dubbio di alcun cappello introduttivo: l’appeal del rock, squisitamente “ribelle” (nelle molteplici chiavi di lettura che questo termine può vedersi assegnare), ha trovato un partner ideale nella settima arte, costretta per sua stessa natura a glorificare e magnificare l’iconico. In tal senso un’opera paradigmatica la si è vista a Torino in questi primi giorni del festival: si tratta del divertito Suck di Rob Stefaniuk, in cui veri e propri mostri sacri dell’industria musicale, come Iggy Pop e Henry Rollins, se la devono vedere con una band di vampiri piuttosto famelici. Ben altra materia, rispetto alla mise en scène del Mito, spesso e volentieri sopra le righe, è invece rappresentata dai cosiddetti film-concerto: una pratica, quella della ripresa cinematografica di eventi live che, pur potendo contare nel corso degli anni su autori a dir poco essenziali nel panorama internazionale, non ha mai trovato molto spazio nella memoria cinefila media.

Al di là di casi specifici, come Jonathan Demme che intrappola sullo schermo la vitalità post-punk dei Talking Heads (Stop Making Sense) e quella di Neil Young (Heart of Gold e Trunk Show), o come Martin Scorsese alle prese con le bizze dei Rolling Stones, il genere ha ottenuto ben poca visibilità, probabilmente per via di quell’aura da fermo immagine fuori tempo massimo che spesso prodotti di questo tipo non riescono a scrollarsi di dosso.
Ci voleva con ogni probabilità un regista pazzoide e fuori dagli schemi come il canadese Bruce McDonald, per provare a tracciare percorsi sicuri in territori selvaggi e (parzialmente) inesplorati: già alle prese con il mondo del rock all’epoca dell’imperdibile (e ovviamente dalle nostre parti mai vista) trilogia di inizio anni Novanta comprendente Roadkill, Highway 61 e soprattutto il miracoloso mockumentary Hard Core Logo, Mcdonald si getta stavolta a corpo morto nella sfida di trasformare il filmato di un concerto dei Broken Social Scene a Toronto nella cornice ideale per raccontare una storia d’amore. Se la punteggiatura di This Movie is Broken è interamente studiata attorno all’esibizione della comune-rock band più famosa del Canada (un complesso di una ventina di persone tra strumentisti e cantanti, che professa ideali d’amore, amicizia e anarchia in egual misura), con riprese piuttosto canoniche e montaggio piano, efficace ma basilare, nelle partizioni di pura fiction ci si imbatte nel regista mai prono nei confronti della materia trattata che era stato possibile apprezzare in opere assolutamente da riscoprire come Knock! Knock!, The Tracey Fragments e Pontypool.

Sono questi, ovviamente, i momenti migliori di This Movie is Broken nonché quelli che segnalano a suo modo l’unicità del percorso autoriale del cinquantunenne regista nativo di Kingston, Ontario: pur senza mettere la firma in calce a una delle sue creature più esaltanti, McDonald riesce nell’intento che si era prefissato, vale a dire quella di riscrivere le regole – qualora fossero mai state tracciate in precedenza – del film concerto. Non più un evento fine a sé stesso, che acquista senso e valore solo nella propria stessa essenza, vale a dire quella di freeze frame di un momento, ma bensì attimo da cui è possibile generare altre istantanee, siano esse di finzione o reali, a loro volta in grado di esistere come elementi creati e creatori allo stesso tempo. E così via, in un ciclo apparentemente infinito.
This Movie is Broken è infatti insieme un concerto dei Broken Social Scene, la descrizione di una storia d’amore forse irrealizzabile, un fermo immagine sulla Toronto dei nostri giorni – il problema dell’immondizia, che suona anche alle nostre orecchie estremamente familiare – un gioco sul cinema e sulle sue infinite possibilità. E non è cosa da poco.

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