Portrait of the Fighter as a Young Man

Portrait of the Fighter as a Young Man

di

Studenti, operai, professori, tra i venti e i trent’anni, i partigiani di Portrait of the Fighter as a Young Man ci vengono mostrati giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, fino all’inevitabile epilogo: la vita sulle montagne, gli agguati e i rapporti con la popolazione sono tutti avvenimenti riportati con distaccato equilibrio da Popescu.

Gli eroi son tutti giovani e belli

Subito dopo la Seconda guerra mondiale, in Romania si instaura al potere una dittatura comunista. Alcuni gruppi di partigiani armati si rifugiano allora sulle montagne cercando con ogni mezzo di contrastare il nuovo regime. I componenti di una di queste bande, guidati da Ion Gavrila Ogoranu, vivono per oltre dieci anni nascosti nei boschi inaccessibili del sud dei Carpazi riuscendo a organizzare la resistenza e sfuggendo alla persecuzione della Securitate, la polizia segreta del regime… [sinossi]
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l’immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli…
La locomotiva – Francesco Guccini

Presentato durante la sessantesima edizione della Berlinale e giustamente riproposto dal Torino Film Festival, Portrait of the Fighter as a Young Man (Portretul luptatorului la tinerete, 2010) di Costantin Popescu si muove su un territorio minato, ripercorrendo fatti e avvenimenti che molti vorrebbero non affrontare, cancellandoli dalla memoria collettiva. E le polemiche, infatti, non sono mancate [1]: uno dei protagonisti della pellicola, nonché leader del gruppo di anticomunisti, è Ion Gavrila Ogoranu, figura controversa, fascista e antisemita. Gli eroi (non) son tutti giovani e belli? La resistenza – perché è proprio di questo che stiamo parlando – può avere un solo colore politico? Senza impantanarci troppo nella retorica, sposiamo le scelte narrative di Popescu, che riesce a dare la migliore delle risposte alle suddette questioni: Portrait of the Fighter as a Young Man, dal punto di vista storico, segue due strade differenti, riservando alla dittatura comunista i giudizi di ordine morale e riportando in maniera cronachistica le imprese dei partigiani rumeni. Perché, in fin dei conti, prima di analizzare al microscopio eventuali meriti e colpe dei giovani combattenti, non bisognerebbe mai perdere di vista il Mostro. Il nemico del mio nemico è un mio amico… Poi si vedrà.

Studenti, operai, professori, tra i venti e i trent’anni, i partigiani di Portrait of the Fighter as a Young Man ci vengono mostrati giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, fino all’inevitabile epilogo: la vita sulle montagne, gli agguati, i rapporti con la popolazione e via discorrendo sono tutti avvenimenti riportati con distaccato equilibrio da Popescu. Il giovane cineasta rumeno dimostra di avere le idee chiare: “Ho deciso di girare tre film sulla lotta al comunismo nel mio paese dopo aver cominciato a leggere materiali d’archivio […] Alcuni hanno accusato i partigiani di avere motivi personali […] di essere nazionalisti, estremisti di destra. Il fatto è che oggigiorno, nel mio paese, nessuno sembra voler conoscere il passato né le reali condizioni di ciò che è successo e perché”. Un interesse per il passato che ci porta quasi automaticamente a pensare al cileno Pablo Larraín, giovane cineasta che con Tony Manero ha vinto nel 2008 proprio il Torino Film Festival e che successivamente ha realizzato l’ottimo Post Mortem, in concorso nel 2010 a Venezia.

Portrait of the Fighter as a Young Man procede, come detto, su due binari. Con un montaggio alternato che enfatizza la violenza verbale e fisica e la profonda ipocrisia del Direttorato Generale per la Sicurezza, organo del partito comunista rumeno, Popescu indica con chiarezza la disumanità della dittatura, la violenza che non risparmia neppure le donne, la crudeltà che corrompe gli animi, divorando anime, generando mostri. La struttura rigida e ripetitiva scelta da Popescu illustra una condizione morale e storica che si è protratta nel corso degli anni e dei decenni. Il cineasta rumeno mette in scena l’efferata violenza del potere.

Popescu sceglie un punto di vista e uno stile diverso per i giovani combattenti, raccontati anche attraverso le immagini di una piccola cinepresa, di un finto 8mm. Non c’è una netta presa di posizione, solo cronaca. In questo senso, con estremo pudore e con un approccio realistico, Portrait of the Fighter as a Young Man si avvicina a un film di guerra, seppur dai tempi dilatati, reiterati, mostrando qualche impresa, qualche scontro a fuoco. Eppoi le montagne da scalare, i rigidi inverni, la neve, la carenza di cibo, i campi di grano, le corse a perdifiato per sfuggire al fuoco nemico, i tradimenti dei contadini e degli amici, il coraggio e la paura.

Note
1. Riportiamo quantomeno l’articolo Protests from Holocaust Institute, pubblicato sullo Spiegel Online.
Info
Il trailer di Portrait of the Fighter as a Young Man.
Portrait of the Fighter as a Young Man sul sito della Berlinale.
Portrait of the Fighter as a Young Man sul sito del Torino Film Festival.
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-06.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-05.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-11.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-04.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-08.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-13.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-07.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-03.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-09.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-14.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-15.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-16.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-17.jpg
  • Portrait-of-the-Fighter-as-a-Young-Man-2010-Constantin-Popescu-18.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    Tony Manero

    di Santiago del Cile, 1978. Il Paese è governato da Pinochet, molte persone spariscono nel nulla e per alcuni La febbre del sabato sera è una sorta di filosofia di vita, un raggio di luce nel buio. Tra questi, il non più giovane ballerino Raùl Peralta, uomo schivo, burbero...
  • Archivio

    Defiance RecensioneDefiance – I giorni del coraggio

    di Trasposizione in chiave avventurosa e action della storia vera che coinvolse tre fratelli di origine ebraica nel 1941, quando per sfuggire ai nazisti si nascosero nella foresta salvando la vita a oltre 1000 civili.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento