Immaturi
di Paolo Genovese
Sorta di bizzarro teenage-movie adulto, Immaturi segue il cliché di altre commedie viste nel panorama italiano degli ultimi anni, riportando più volte alla mente il nome di Fausto Brizzi, dimostrando dunque di non sapersi distaccare da una prassi che sta monopolizzando la nostra produzione popolare, standardizzandone contenuti e riflessioni, e arrivando addirittura a rendere prevedibile le scelte di messa in scena.
Gli esami non finiscono mai, e a volte ricominciano
Dopo che il Ministero dell’Istruzione ha annullato il loro esame di maturità, che avevano sostenuto vent’anni prima, un gruppo di ex-compagni di classe si ritrova tra i banchi di scuola per rifare l’esame. Per alcuni giorni torneranno a essere un gruppo affiatato, proprio come tanti anni prima, anche se alcuni di loro hanno già i primi capelli bianchi e qualche ruga, poi si renderanno conto che il periodo della giovinezza è finito per sempre e si ritroveranno anche ad affrontare un bilancio sulle loro vite tra i sogni del passato e le disillusioni del presente… [sinossi]
Chi non si è mai svegliato di soprassalto, impaurito e sudato, dopo aver sognato di dover ancora affrontare l’esame di maturità? Dopo alcuni istanti di confusione, una volta appurata la natura onirica del tutto, ci si riavvolge nelle coperte sgravati dal peso dell’angoscia. Ma se non si trattasse solo di un incubo? È da questa idea (esile, in effetti) che prende il via Immaturi, opera quinta di Paolo Genovese, la seconda da quando si è spezzato il sodalizio con Luca Miniero. I due registi hanno letteralmente cannibalizzato negli ultimi mesi la distribuzione italiana: Miniero ha sbancato i botteghini con Benvenuti al sud, stanco remake del già non entusiasmante Giù al nord, e lo stesso ha fatto Genovese con il pessimo La banda dei babbi natale, costruito su misura per la comicità – oramai annacquata e statica – di Aldo, Giovanni e Giacomo. Tra l’altro Immaturi, destinato a sua volta con ogni probabilità a recitare una parte non indifferente al box office, esce in sala quando ancora è possibile rintracciarvi il film con il trio meneghino/siciliano: curiosità a parte, lo scarto in avanti compiuto da Genovese è sensibile.
Pur non brillando sotto il punto di vista della sceneggiatura, la storia di un gruppo di quasi quarantenni, al tempo del liceo inseparabili compagni di classe, e ora alle prese con una vita che non li soddisfa a pieno, centra in alcune occasioni il bersaglio, convincendo soprattutto per la scelta di una commedia non puramente bozzettisca (o per lo meno, quasi mai) e incentrata sulla coralità.
Che Genovese, al momento di buttare le idee sulla carta, si sia arrangiato lavorando più su dei “tipi” che su dei personaggi a tutto tondo, lo dimostrano le peculiarità dei vari ri-diplomandi: Francesca, chef sesso dipendente, Giorgio, affermato psichiatra, Lorenzo, agente immobiliare viziato dalla madre, Luisa, responsabile del marketing per un’azienda di surgelati con figlioletta a carico, Piero, deejay radiofonico incapace di impegnarsi con la sua fidanzata, e Paolo, infantile dongiovanni spaccone e istrionico. I sei scoprono che il loro diploma è stato invalidato dal ministero della pubblica istruzione, e sono dunque costretti a fronteggiare di nuovo l’ansia dell’interrogazione, in un processo di regressione all’adolescenza che li costringerà comunque a confrontarsi con i fantasmi del proprio presente.
Prendendo spunto da un cult-movie d’oltre oceano come Il grande freddo di Lawrence Kasdan e meticciandolo con commedie nostrane (Compagni di scuola di Carlo Verdone), Paolo Genovese compone un quadro corale leggero e disincantato, in cui il grigiore della quotidianità viene combattuto dalla memoria di una fase della crescita, l’adolescenza, idealizzata e cristallizzata nel tempo. Sorta di bizzarro teenage-movie “adulto”, Immaturi segue il cliché di altre commedie viste nel panorama italiano degli ultimi anni, riportando più volte alla mente il nome di Fausto Brizzi, dimostrando dunque di non sapersi distaccare da una prassi che sta monopolizzando la nostra produzione popolare, standardizzandone contenuti e riflessioni, e arrivando addirittura a rendere prevedibile le scelte di messa in scena. Ed è un peccato che il risultato a conti fatti sia ancora una volta troppo altalenante: alcune soluzioni narrative convincono, su tutte quelle relative al personaggio di Lorenzo, interpretato da un magistrale Ricky Memphis, ma l’impressione è che molte delle svolte della trama siano del tutto inadeguate a un’opera di questo tipo. L’intera architettura relativa al personaggio interpretato da Ambra Angiolini soffre di una mancanza di ispirazione che la scollega giocoforza dal resto del film. Forse il problema risiede anche nella scelta di cast: se, come si è detto, Memphis concede una performance davvero convincente, lo stesso non si può dire di volti più adatti al piccolo schermo che a una commedia “sofisticata” come quelli di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Allo stesso modo probabilmente Barbora Bobulova non sa gestire le timbriche necessarie per rendere credibile un prodotto di questo tipo.
Quel che rimane è dunque una commedia che non lascerà troppa traccia di sé, e si farà ricordare per alcune soluzioni apprezzabili, disperse però in un insieme sbiadito e zoppicante. O, forse, semplicemente immaturo…
Info
Immaturi, il sito ufficiale.
- Genere: commedia
- Titolo originale: Immaturi
- Paese/Anno: Italia | 2011
- Regia: Paolo Genovese
- Sceneggiatura: Paolo Genovese
- Fotografia: Fabrizio Lucci
- Montaggio: Patrizio Marone
- Interpreti: Alessandro Tiberi, Ambra Angiolini, Anita Caprioli, Barbora Bobulova, Giovanna Ralli, Giulia Michelini, Isabelle Adriani, Luca Bizzarri, Luisa Ranieri, Maurizio Mattioli, Michele La Ginestra, Nadir Caselli, Paolo Kessisoglu, Raoul Bova, Ricky Memphis, Simona Caparrini
- Colonna sonora: Andrea Guerra
- Produzione: Lotus Production, Medusa Film
- Distribuzione: Medusa
- Durata: 108'
- Data di uscita: 20/01/2011








The Place
Perfetti sconosciuti
Tutta colpa di Freud
Una famiglia perfetta