Qualunquemente

Qualunquemente

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Il personaggio di Albanese, Cetto La Qualunque, che mosse i primi passi nel 2003, diventa film in Qualunquemente di Giulio Manfredonia e riesce a cogliere con sapida ironia la degenerazione politico-sociale del nostro paese.

Soprattuttamente una beata minchia

Perché Cetto La Qualunque torna in Italia dopo una lunga latitanza all’estero? È stata una sua scelta? O qualcuno trama nell’ombra? Con lui rientrano anche una bella ragazza di colore e un bambina di cui non riesce a ricordare il nome: la sua nuova famiglia. Al ritorno in patria Cetto ritrova il fidato braccio destro Pino e la famiglia di origine: la moglie Carmen e il figlio Melo. Ovviamente far convivere il tutto non sarà facile. I suoi vecchi amici lo informano che le sue proprietà sono minacciate da una inarrestabile ondata di legalità che sta invadendo la loro cittadina. Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un “pericoloso” paladino dei diritti. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze non ha dubbi e decide di “salire in politica” per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare… [sinossi]
Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare
abusiva.
Elio e le storie tese, La terra dei cachi

Strana creatura Qualunquemente. Il fatto che questo paese sia oramai diventato un puttanaio a cielo aperto ha fatto sì che un personaggio di invenzione abbastanza lunga nel tempo (ha mosso i primi passi nel 2003 in televisione alla RAI) alla sua apparizione cinematografica venga travisato come una improvvida canzonatura delle ultimissime notizie sul fronte politico-gossipparo. Niente di più sbagliato, ovviamente, ma tant’è, la realtà spesso supera l’immaginazione del cinema. Vista già per questo in malo modo, la pellicola firmata con mano sicura da Giulio Manfredonia (un paio d’anni dopo il buono Si può fare) è tutto fuorché un film disonesto, o supposto tale, men che mai furbo, ma anzi una onesta commedia (tragi)comica con la quale fotografare (e deformare) alla maniera della commedia all’italiana la realtà del nostro paese, e per realtà intendiamo non un semplice riferimento temporale quanto qualcosa di ben più denso e corposo, con echi e sentori dal tessuto sociale italiano.

Ma chi è e cosa vuole Cetto La Qualunque? “La politica è il miglior business dopo il mattone” con questo slogan comincia ad occuparsi della cosa pubblica, dopo qualche anno di “latitanza” passato lontano dall’Italia. Ad attenderlo nella sua cittadina calabrese c’è una terribile ondata di legalità che minaccia pesantemente tutti gli interessi e le proprietà dello stesso La Qualunque: per difendersi, dunque, non resta altro che candidarsi a sindaco e cominciare una durissima e implacabile campagna elettorale.
È tutta qui l’essenza di Qualunquemente, non solo un manifesto di intrattenimento e di risate (assicurate), ma un vero e proprio atto politico e civile, di fronte a un paese che non riesce più a capire se stesso.
Quello che era dunque nato semplicemente come una macchietta, in qualche breve sketch televisivo, si è trasformato in un qualcosa di esistente, di tangibile, capace di intercettare un sentimento diffuso di insoddisfazione per deformarlo completamente. Ecco perché Cetto La Qualunque ci sembra di averlo già visto nel salotto di Vespa come nelle aule parlamentari, ma anche in piazza mentre arringa la folla (“Cosa farò per i più poveri una volta che sarò eletto? Una beata minchia!” applausi scroscianti che per certi versi ricordano quelli della Corazzata Cotionkin fantozziana…). E la paura più grande quando ci si avvicina a un’opera di questo genere ci sembra possa essere definitivamente esorcizzata: ovvero che la pellicola non fosse altro che un lungo sketch “strecciato”, allungato a dismisura insomma, cinema espanso per diretta filiazione televisiva dunque e per questo giustamente temuto (magari dalla critica, perché il pubblico ha dimostrato di saper apprezzare, vedi il Checco Zalone miglior incasso della storia del cinema italiano!!!).
Anzi, ci azzardiamo a dire che Qualunquemente ha il pregio di raccontarci senza troppi giri di parole un paese, l’Italia, che è lo stesso al centro di Gomorra, facendoci solo ridere un poco di più, ma a denti stretti e con la tragedia sempre dietro l’angolo ad aspettarci.

Info
Il trailer di Qualunquemente.
Qualunquemente sul canale Film su YouTube.
Una clip di Qualunquemente.
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