L’orso Yoghi

L’orso Yoghi

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La computer grafica, di non disprezzabile fattura, viaggia come oramai consuetudine a braccetto con la tridimensionalità: la bocciatura senza remore di L’orso Yoghi tiene anche conto del superfluo utilizzo del 3D, farlocco toccasana di troppi progetti cinematografici, che costringe il pubblico a una spesa supplementare e ingiustificata.

Bubu e il cine(pap)occhio

Yoghi ha sempre fatto affidamento sulla furbizia e sulla rapidità di fuga per sfuggire ai campeggiatori furiosi e imbrogliare il suo avversario storico, il Ranger Smith, ma ora lui e Bubu devono affrontare una situazione nuova e preoccupante, che non si sarebbero mai aspettati… Jellystone Park sta per essere venduto! Per nascondere la pessima amministrazione dei fondi cittadini e finanziare la sua campagna elettorale, il sindaco Brown ha deciso di vendere il parco ai commercianti di legname. Le famiglie non potranno più godersi le bellezze naturali che Jellystone ha sempre offerto – e, cosa ancora più terribile, Yoghi, Bubu e tutti i loro amici verranno cacciati dalla loro terra natia… [sinossi]

La dimensione televisiva dei personaggi Yoghi e Bubu, orsi parlanti e maldestri creati da Hanna & Barbera, non si adatta alle necessità del grande schermo: nonostante gli sforzi di aggiornare con la computer grafica il modesto e spigoloso character design ideato alla fine degli anni Cinquanta, a zoppicare vistosamente è la struttura narrativa. La trasposizione cinematografica di un intreccio esile, schematico e ripetitivo richiederebbe infatti una lavoro di totale riscrittura, tradendo irrimediabilmente l’originale. Siamo intrappolati in un paradosso: L’orso Yoghi diretto da Eric Brevig – tre spanne sotto il discreto Viaggio al centro della terra, attendiamo con curiosità 17 Days of Winter – e scritto da Jeffrey Ventimilia, Joshua Sternin (L’acchiappadenti, Natale in affitto) e Brad Copeland (alcuni eisodi di My Name Is Earl e Ti presento i miei) fallisce perché rispetta a grandi linee l’originale. Solo uno smaccato tradimento avrebbe potuto salvare un simile progetto. Insomma, L’orso Yoghi si limita a rendere belloccio e simpatico il Ranger Smith (Tom Cavanagh, noto soprattutto per le serie Ed e Scrubs), affiancandolo alla bionda e bizzarra documentarista Rachel Johnson (Anna Faris), e resta intrappolato nella stanca ripetizione del furto dei cestini e delle improbabili gag tra Yoghi e Bubu. Il film, così facendo, esaurisce la sua ragion d’essere ancor più rapidamente di una qualsiasi puntata dello Yogi Bear Show.

La scelta di realizzare i due paciosi mammiferi in computer grafica, inserendoli in un contesto live action, risolve indubbiamente il problema della scadente e inadeguata animazione originale, inseguendo i gusti del pubblico (più adulto che giovane: la CG continua inspiegabilmente a essere considerata una forma matura e più accettabile dell’animazione 2D e di altre tecniche tradizionali), ma non riesce a distaccarsi più di tanto dalla piattezza estetica dello show televisivo, complice una regia svogliata che si limita spesso a una elementare e sbrigativa dialettica campo-controcampo. Del parco di Jellystone, storpiatura di Yellowstone, e delle sue bellezze naturali vediamo ben poco, costretti a un susseguirsi di primi piani e piani americani. La computer grafica, di non disprezzabile fattura, viaggia come oramai consuetudine a braccetto con la tridimensionalità: la bocciatura senza remore di L’orso Yoghi tiene anche conto del superfluo utilizzo del 3D, farlocco toccasana di troppi progetti cinematografici, che costringe il pubblico a una spesa supplementare e ingiustificata.

Stroncato dalla stampa statunitense, L’orso Yoghi cade ripetutamente nelle trappole del cinema per bambini: il birignao dei due orsi, l’estenuante esilità della trama, la caratterizzazione dei personaggi ridotti a macchiette senza spessore, l’ecologismo a buon mercato, la fattura approssimativa e via discorrendo. Se proprio si volessero passare ottanta/novanta minuti con le creature di Joseph Barbera e William Hanna, meglio ripescare il lungometraggio animato Yogi, Cindy e Bubu, datato 1964. Non che sia necessario.

Info
Il trailer italiano de L’orso Yoghi.
Il trailer originale de L’orso Yoghi.
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