Parto col folle

Parto col folle

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In questo road movie assolutamente scorretto, nelle cui vene scorrono dosi incontrollate di demenzialità e goliardia, il regista  statunitense si appoggia in tutto e per tutto sulla coppia Robert Downey Jr/Zach Galifianakis per dare vita a un viaggio coast to coast capace di regalare momenti di irresistibile comicità.

Un viaggio indimenticabile

Peter Highman si ritrova a intraprendere un viaggio on the road con l’aspirante attore Ethan Tremblay, un partner che non potrebbe essere più diverso da lui. In una corsa contro il tempo per giungere a destinazione prima che nasca suo figlio… [sinossi]

In attesa di rivedere il quartetto delle meraviglie formato da Bradley Cooper, Ed Helms, Justin Bartha e Zach Galifianakis alle prese con l’attesissimo Una notte da leoni 2 (in uscita nel 2011), sequel della fortunata pellicola del 2009 vincitrice del Golden Globe come Miglior film nella categoria commedia o musical, Todd Phillips torna sul grande schermo con Parto col folle. In questo road movie (si confronta con il genere per la seconda volta dopo Road Trip) assolutamente scorretto, nelle cui vene scorrono dosi incontrollate di demenzialità e goliardia allo stato puro degne del miglior Kevin Smith, il regista  statunitense si appoggia in tutto e per tutto all’inedita coppia composta da Robert Downey Jr e Zach Galifianakis per dare vita ad un viaggio coast to coast capace di regalare alla platea di turno momenti di irresistibile comicità.

Il duo fa letteralmente scintille e rappresenta senza ombra di dubbio la carta vincente di un’operazione che non fa gridare certo all’originalità dal punto di vita del plot – due tipi male assortiti sono costretti a intraprendere un viaggio in macchina insieme – ma che a conti fatti regge l’urto con il più scontato dei parallelismi, vale a dire con cult del calibro di Prima di mezzanotte di Martin Brest e soprattutto Un biglietto in due di John Hughes, con i quali l’ultima fatica di Phillips ha moltissimi punti in comune. In entrambi i casi, i film sono animati da performance irripetibili e duetti storici che hanno messo Robert De Niro-Charles Grodin nel 1988 e Steve Martin-John Candy nel 1987 davanti alla macchina da presa. Diversamente, in Parto col folle l’accoppiata Downey Jr-Galifianakis è ugualmente riuscitissima, ma modellata su un tipo di comicità meno sofisticata e decisamente più prorompente rispetto a quelle proposte dalle coppie sopraccitate. Downey Jr nel ruolo di Peter Highman dimostra ancora una volta la sua estrema versatilità, dote artistica poco comune che gli consente di spaziare liberamente senza alcuna difficoltà da cine-comics (Iron Man) a pellicole più impegnate come Il solista. A lui il compito della “vittima sacrificale”, chiamata a sopportare e supportare le angherie della controparte come vuole la tradizione, che ha il volto e la fisicità di Zach Galifianakis nei panni dello svitato aspirante attore Ethan Tremblay con tanto di cagnolino che si masturba al seguito. Azzeccate anche le spalle che di volta in volta si succedono sullo schermo e consentono allo script di godere dell’importante contributo da parte di bravissimi interpreti nei ruoli secondari. Qui ritroviamo la sempre eterea sensualità di Juliette Lewis nei panni di una spacciatrice, Michelle Monaghan nella tenera moglie incinta e un Jamie Foxx che presta il volto ad un amico di famiglia. La scelta del cast e la sua ottima gestione rappresentano dunque le frecce nell’arco di Phillips, che a sua volta dimostra dal primo all’ultimo fotogramma di saperne sfruttare le potenzialità interpretative.

Sul versante drammaturgico e narrativo, la sceneggiatura di Parto col folle non ha la schiettezza e lo humour irriverente di Una notte da leoni, ma vive comunque di sussulti comici e sequenze spassose efficacissime (il pugno nello stomaco del figlioletto della Lewis, l’incidente quasi mortale con tanto di volo da un ponte, lo sparo accidentale su una gamba di Downey Jr durante la fuga dal confine messicano con rigurgito sulla ferita da parte di Galifianakis, ecc…). Il resto è intrattenimento a buon mercato servito con gag esilaranti e battute al vetriolo, che sono ancora una volta il menù offerto da Phillips per il suo settimo lavoro nel cinema di finzione, ai quali si va ad aggiungere una fortunata gavetta in quello documentaristico che lo ha visto autore di apprezzate opere come Frat House (racconto schietto della vita nei club maschili delle università americane) e Bittersweet Motel (sul fenomeno cult musicale Phish). Pensando alla sua intera filmografia si può notare dunque che Phillips in tutte le sue creazioni, sia che si tratti di fiction (dall’esordio Hated a Una notte da leoni, passando per Road Trip, Old School, Starsky & Hutch e Scuola per canaglie) che di documentari o sceneggiature (Borat), in un modo o nell’altro, esplora la natura dei rapporti maschili e Parto col folle è senza alcun dubbio uno dei capitoli più divertenti del suo personale discorso a riguardo.

Info
Il trailer italiano di Parto col folle.
Parto col folle sul canale Film su YouTube.
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