The Autobiography Of Nicolae Ceausescu
di Andrei Ujica
Con The Autobiography Of Nicolae Ceausescu il regista Andrei Ujica compie una monumentale operazione documentaria sull’evoluzione e le mutazioni in atto in Romania sotto il controllo di Nicolae Ceausescu, segretario generale del Partito Comunista Rumeno dal 1965 al 1989, quando venne deposto e processato per crimini contro lo Stato.
Le vere immagini del potere
Nicolae Ceausescu (Scornicesti, 26 gennaio 1918 – Târgoviste, 25 dicembre 1989). Segretario generale del Partito Comunista Rumeno dal 1965, fu il dittatore della Romania dal 1967 al dicembre 1989, anno in cui fu deposto e processato con le accuse di crimini contro lo stato, genocidio e “distruzione dell’economia nazionale”. Il 22 dicembre 1989, con decreto di Ion Iliescu (CFSN), fu istituito il Tribunale Militare Eccezionale. Il 25 dicembre i coniugi Ceausescu furono giudicati a seguito di un processo sommario e condannati a morte. La loro esecuzione fu effettuata alcuni minuti dopo la pronuncia della sentenza. Quello fu l’atto finale della rivoluzione rumena del 1989… [sinossi]
Braccio destro di Chivu Stoica, principale artefice della trasformazione del partito socialista rumeno nel partito comunista più solido dell’Europa dell’est per trent’anni, segretario di partito e dittatore. Trentadue anni di vita politica durante la quale ogni singola giornata di Nicolae Ceausescu è stata filmata dall’unica troupe autorizzata a girare immagini che lo riguardassero. Migliaia di ore di pellicola originali realizzate per promuovere il potere e fare propaganda, che il regista Andrei Ujica ha rimodellato, montato e sonorizzato per dipingere un ritratto grottesco di un piccolo uomo che ha saputo cavalcare l’ondata patriottica degli anni ’60, la necessità di uguaglianza di un popolo che non aveva mai avuto una guida forte e con sotterfugi e alleanze, con il sovvertimento delle leggi, se ne è fatto unico capo. Un uomo furbo che ha saputo usare a piacimento gli strumenti della comunicazione e dello sciovinismo fino all’estremo per mantenere il potere, fino però a esagerare, fino a perdere il contatto con la realtà, fino a perdere il controllo del paese e ordinare un massacro inumano, quello del 16 dicembre 1989 a Timisoara, che gli è poi costato la destituzione, il processo militare e l’esecuzione.
C’è tutto questo nel documentario, The Autobiography of Nicolae Ceausescu, presentato al quarantesimo International Film Festival Rotterdam nella sezione Spectrum.
Un racconto che dura tre ore e che attraversa tre decenni, un susseguirsi di immagini mai viste prima perché sepolte negli scaffali inaccessibili (fino a poco tempo fa) degli archivi di stato rumeni, dove giacciono i filmati una volta inutili alla causa del dittatore ma che sono stati perfettamente usati da Ujica per il suo film. Nessuna scena girata ex-novo, tutti filmati di repertorio, un lavoro di montaggio incredibilmente efficace che sovverte il senso stesso di questo materiale, che ridicolizza la dittatura con i suoi propri strumenti, che annienta la propaganda e la fa diventare scomoda testimonianza. Il senso più profondo di questo film, travalica la bravura artistica di questo regista impegnato, è proprio la trasformazione del filmato di regime in documento vero e proprio, laddove per documento si intenda filologicamente un mezzo per narrare, per mostrare la realtà. Di solito i filmati del potere, e noi italiani lo sappiamo bene per aver visto decine e decine di ore firmate Istituto Luce ai tempi del fascismo, hanno come scopo l’esaltazione di colui che guida il paese. Ujica con Ceausescu è stato in grado di rendere quell’uomo ancorato al proprio piedistallo, adoratore di un’utopia non più realizzabile dopo la caduta del muro di Berlino, un personaggio ridicolo, un personaggio che al cospetto di altre personalità politiche di altre nazioni (da Nixon a Mao passando per i maggiori capi di stato mondiali del trentennio in questione) sembra un sindaco di provincia.
Eppure alle adunate popolari e alle riunioni del partito, scrosci di applausi accompagnano le sue parole, inni e benedizioni assecondano la sua retorica, in quello che a venti anni di distanza sembra un delirio di massa incomprensibile, viste le condizioni in cui Ceausescu aveva ridotto il paese. Povertà e stallo economico mettevano in ginocchio la Romania mentre feste e viaggi diplomatici erano all’ordine del giorno per la classe dirigente. Il comunismo dei potenti, quello che più ha fatto male alle democrazie dell’est.
The Autobiography Of Nicolae Ceausescu ha il merito di scorrere rapido e fluido da un anno all’altro, da un evento a quello successivo, senza bisogno di commenti o didascalie. Parlano le immagini, la forza di un film, e tanto basta. Le associazioni tra una sequenza e l’altra vengono lasciate al pubblico, che viene così integrato totalmente nella narrazione e nell’interpretazione. Non serve sottolineare i passaggi fondamentali di una carriera politica arrembante e controversa come quella di Ceausescu, bastano pochi stacchi di montaggio. La grammatica del montaggio diventa significato, la forma si trasforma in senso. Siamo di fronte a una pellicola che ha un doppio merito: è testimonianza leggittima di un periodo storico per chi vuole avvvicinarsi allo studio di quegli anni e lezione di stile per chi vuole fare del cinema.
Info
Il trailer di The Autobiography Of Nicolae Ceausescu.
- Genere: documentario
- Titolo originale: Autobiografia lui Nicolae Ceausescu
- Paese/Anno: Germania, Romania | 2010
- Regia: Andrei Ujica
- Sceneggiatura: Andrei Ujica, Răzvan Rădulescu
- Montaggio: Dana Bunescu
- Produzione: Centrul National al Cinematografiei (CNC), ICON production, Societatea Româna de Televiziune
- Durata: 180'




