Life in a Day

Life in a Day

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Prodotto da Ridley e Tony Scott e diretto da Kevin Macdonald, Life in a Day è la rappresentazione cinematografica del fenomeno YouTube, della voglia della gente di condividere i propri video, la propria vita.

La rivoluzione di youtube

Il 31 luglio 2010 era la data limite di invio per un progetto lanciato dalla società di produzione inglese di Ridley Scott, in collaborazione con YouTube. Invitati a illustrare una giornata della loro vita, gli utenti di centonovantasette paesi hanno inviato circa ottantamila cortometraggi. Così è nato un gigantesco progetto mondiale che assembla delle immagini della vita sulla Terra riprese durante il 24 luglio 2010. Chiunque poteva partecipare, senza nessuna indicazione sul contenuto. [sinossi]

L’idea è suggestiva: raccontare un giorno sulla Terra, ventiquattro ore della gente comune, montando e intrecciando immagini e storie, nazioni e popoli. L’ordinario diventa straordinario. I mezzi a disposizione di (non proprio) tutti come mezzo per creare cinema, grande cinema. Le videocamere per lanciare un messaggio al mondo, al futuro e all’universo: questa è la vita del genere umano… Life in a Day, prodotto da Ridley e Tony Scott e diretto da Kevin Macdonald, è la rappresentazione cinematografica del fenomeno YouTube [1], della voglia della gente di condividere i propri video, la propria vita. Un po’ mettersi in mostra, un po’ farsi ricordare, un po’ partecipare. Una data: 24 luglio 2010, il giorno delle riprese in giro per il mondo. Una montagna di materiale: ottantamila video, più di quattromilacinquecento ore di girato provenienti da centonovantasette nazioni, dall’Australia allo Zambia. E, ovviamente, una grossa post-produzione alle spalle.

Life in a Day nasce dal popolo del web e viene filtrato, rielaborato, integrato, abbellito, montato e reso cinematografico da artisti di talento, in primis il regista Kevin Macdonald (State of Play, L’ultimo re di Scozia) e il montatore Joe Walker (Hunger): il risultato, in un certo senso, è splendidamente fasullo… Il film è, al tempo stesso, una grandiosa campagna pubblicitaria per il colosso YouTube (la posta in palio è elevatissima, come ci insegna The Social Network di David Fincher) e un documentario che cerca di fotografare con apprezzabile sincerità il brulicare dell’umanità sul pianeta: un doppio volto inevitabile, soprattutto dal punto di vista artistico. Degli ottantamila video rimane ben poco e quel poco finisce per rappresentare un giorno ideale, quindi inesistente, fittizio. Eppure il lavoro di Macdonald, cineasta che alterna documentario (Un giorno a settembre, vincitore di un Oscar, Il nemico del mio nemico, La morte sospesa) e fiction con ottimi risultati [2], riesce a catturare il pulsare dell’umanità, il ritmo della vita moderna, cercando di rappresentare un ampio ventaglio di stili di vita. Solare e ottimista per scelta, nonostante qualche passaggio abbastanza crudo e l’inevitabile cronaca dei drammatici avvenimenti della LoveParade [3], questo atipico documentario racconta la vita soprattutto attraverso i gesti, la ritualità quotidiana, declinata secondo le diverse usanze e possibilità: Life in a Day è la fatica del risveglio, è il primo raggio di sole, è la sveglia che suona, è il canto del gallo, è la (prima) barba, è la colazione, è la gente per strada, al lavoro, a pranzo… Grazie a un lavoro di montaggio imponente e assai ispirato, la costruzione della/e giornata/e riesce a farsi racconto: Macdonald, facilitato dalla coinvolgente colonna sonora, costruisce un prodotto visivamente sorprendente e narrativamente godibile. Perché Life in a Day, almeno per un momento, racconta ognuno di noi.

YouTube e le nuove tecnologie, paesi ricchi e paesi poveri, sorrisi e lacrime, giorno e notte, vita e morte, pubblicità e arte. Giustamente selezionato per la sezione Panorama del sessantunesimo Festival di Berlino, questo documentario dall’andamento incalzante contribuirà probabilmente a innalzare le vendite delle telecamere digitali: molte finiranno presto in fondo a un armadio, ma qualcuno potrà (ri)scoprire una nuova passione. Raccontare e raccontarsi. Come la piccola Cecilia, bimbetta dal faccino irresistibile che apre questa pagina. La vita è meravigliosa quando è un puzzle.

NOTE
1. Il film, non a caso, è prodotto da YouTube, con i fratelli Scott nel ruolo di produttori esecutivi.
2. The Eagle, film storico ambientato nell’anno 140, sembrerebbe il suo primo passo falso, a giudicare dalle recensioni poco favorevoli provenienti dagli Stati Uniti. Il film è uscito nelle sale americane da pochi giorni.
3. Il 24 luglio 2010, nel corso della diciannovesima edizione del festival musicale LoveParade (Duisburg, Germania), sono morti ventuno spettatori, quasi tutti per schiacciamento della cassa toracica, travolti dalla folla in un tunnel inadatto a convogliare un così alto numero di persone.
INFO
La pagina facebook di Life in a Day.
Il sito ufficiale di Life in a Day.
Life in a Day su twitter.
Il canale youtube di Life in a Day.
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