Sapore di mare

Sapore di mare

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Sapore di mare aveva ancora la voglia di raccontare una storia, dei personaggi e persino degli stati d’animo: di questo ingenuo American Graffiti all’italiana, impreziosito dalla presenza di Virna Lisi e condito da una serie di hit degli anni Sessanta, ci resta quel retrogusto nostalgico del finale, l’intramontabile rimpianto per gli anni che passano.

Estate 1964: un gruppo di ragazzi trascorre le vacanze a Forte dei Marmi, in Versilia. Le loro storie personali si intrecciano sullo sfondo dei successi discografici dell’epoca, tra gag, giochi di spiaggia, amori contrastati, conquiste balneari e passioni proibite per signore mature. Quando l’estate finisce, il ritorno a casa è pieno di speranze e di promesse, ma solo una di queste, a distanza di vent’anni, verrà mantenuta… [sinossi]
Un’ora, un giorno, una vita
che cosa vuoi che sia…
Celeste nostalgia – Riccardo Cocciante

Di Sapore di mare c’è sempre rimasta impressa una sequenza, il gioco di sguardi finale tra Jerry Calà (Luca) e Marina Suma (Marina). La scena accompagnata dall’evocativa e a tratti struggente Celeste nostalgia di Riccardo Cocciante non sarà un capolavoro, ma è ben confezionata e soprattutto possiede un certo spessore narrativo. Insomma, una chiusura in crescendo per una pellicola esile, anche divertente, indubbiamente senza particolari pretese. Carlo ed Enrico Vanzina, allora già cineasti di successo [1], cercavano di realizzare film per il grande pubblico nostrano senza rinunciare totalmente alla qualità e senza ricorrere alle comicità grossolana, alle mediocri gag da avanspettacolo e alla carne un tanto al kilo dei cinepanettoni e cinecocomeri degli ultimi anni (e decenni, ahinoi).

Il nostalgico gioco di sguardi tra Luca e Marina, la macchina da presa che si avvicina lentamente ai due attori, in un significativo campo-controcampo, la scelta felice della colonna sonora e la “resa” dell’oramai attempato sciupafemmine Luca, incapace di reggere il confronto con Marina, maturata piuttosto che invecchiata, ci sembrano rappresentare in maniera calzante le differenze tra l’industria cinematografica italiana a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, già in crisi acclarata, e le macerie paratelevisive dei decenni successivi. Perché, in fin dei conti, più che agli sporadici capolavori, bisognerebbe guardare alla base, ai prodotti di mero intrattenimento, per valutare lo stato di salute di una cinematografia (e non solo). In questa breve ma a suo modo significativa sequenza rintracciamo un lavoro di scrittura, di messa in scena e di utilizzo della grammatica cinematografica che è via via sparito nelle produzioni successive, sempre più simili, per  povertà di stile e contenuti e per riferimenti culturali e iconografici, al piccolo schermo berlusconiano. Nonostante una sceneggiatura balbettante e un cast non sempre all’altezza, Sapore di mare aveva ancora la voglia di raccontare una storia, dei personaggi e persino degli stati d’animo: di questo ingenuo e superficiale American Graffiti all’italiana, impreziosito dalla presenza di Virna Lisi [2] e condito da una serie di hit degli anni Sessanta (da Perdono  e Nessuno mi può giudicare  di Caterina Caselli a Senza fine di Ornella Vanoni, passando per Abbronzatissima e O mio Signore di Edoardo Vianello), ci resta quel retrogusto nostalgico del finale, l’intramontabile rimpianto per gli anni che passano.

L’edizione targata Sony Pictures Home Entertainment del dvd di Sapore di mare, apprezzabile dal punto di vista tecnico – due tracce audio in italiano, in dolby digital 5.1 e 1.0, sottotitoli per non udenti e una buona resa video – non presenta purtroppo nessun contenuto extra. Ed è un vero peccato, vista l’importanza, pur squisitamente commerciale, del lungometraggio e la facilità di reperire o produrre materiale di accompagnamento o approfondimento. Inserito il dvd nel lettore e ascoltata qualche nota della celeberrima Stessa spiaggia, stesso mare, nella versione di Piero Focaccia, non rimane che la visione del film. A parte l’assenza del trailer originale, sorta di minimo comune denominatore dei contenuti extra, qualcosa poteva/doveva essere fatto sul versante interviste.

Note
1. Coadiuvato dal fratello sceneggiatore, Carlo Vanzina esordisce alla regia nel 1976 con Luna di miele in tre. Dopo il dittico Arrivano i gatti (1980) e Una vacanza bestiale (1980), legati al gruppo di comici veronesi Gatti di Vicolo Miracoli, e i film contrassegnati dalla vistosa presenza di Diego Abatantuono (I fichissimi, Viuuulentemente mia, Eccezzziunale… veramente), i Vanzina realizzano Sapore di mare che sarà seguito a breve distanza da Vacanze di Natale e Vacanze in America. Nasce il filone vacanziero.
2. Gioco facile, ovviamente, per i caratteristi Guido Nicheli e Ugo Bologna. Virna Lisi vinse per questo ruolo un David di Donatello come miglior attrice non protagonista, ex aequo con Lina Polito (Scusate il ritardo).
Info
Il trailer originale di Sapore di mare.
Il trailer originale di Sapore di mare 2.
  • Sapore-di-mare-1983-Carlo-Vanzina-01.jpg

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