Frozen
di Adam Green
Reduce da Hatchet e Spiral, Adam Green realizza con Frozen un horror privo delle tipiche convenzioni della violenza tout court, assoldando tre giovanissimi (Kevin Zegers, Shawn Ashmore e Emma Bell) e ponendoli a decine di metri dal suolo, dondolanti su una seggiovia abbandonata, alle prese con la gelida temperatura invernale.
Un gelido inverno (sulla seggiovia)
Una divertente giornata di sci si trasforma in un incubo per tre snowboarders quando restano bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa. Dopo che le luci dell’impianto sciisctico vengono spente, i tre realizzano con orrore di essere stati abbandonati sospesi nel vuoto a svariati metri da terra senza alcuna possibilità di scendere. Con il resort chiuso fino al successivo weekend e lo spettro dell’ipotermia che avanza già in atto, il trio è costretto a prendere misure disperate per scampare alla sicura morte per congelamento… [sinossi]
Il survival-horror di Adam Green, già ampiamente apprezzato dalla stampa internazionale al Sundance Film Festival, punta tutto sull’empatia, eliminando fuorvianti effetti speciali o scene gore/splatter. Qui il terrore è reale, talmente reale che apre un vaso comunicante diretto ed esplicito verso lo spettatore, che è violato (se non addirittura violentato) dalla domanda io cosa avrei fatto? Una formula vincente e intrigante che ammicca neanche tanto lontanamente a successi cheap quali Open Water e Sanctum 3D, per poi trovare più ampio respiro in 127 ore quasi a ricreare un sottogenere cinematografico del turbamento psico-fisico, o della sopravvivenza se vogliamo dargli un accenno di definizione. Diversamente da questi però, Frozen non spinge i suoi protagonisti in una situazione di calamità naturali o di ardue imprese fisiche, ma fiorisce candidamente da una situazione comune ai più, la tipica situazione dove possiamo chiederci sul serio e senza troppo distacco poteva succedere a me?.
Sono proprio le domande il perno narrativo su cui gira Frozen e che ne puntualizza il successo. L’idea è di una semplicità sconvolgente e la trama non fornisce scappatoie: tre ragazzi del college si prendono un fine settimana libero dagli studi per godersi lo snowboard e lo sci. Unico appiglio che scatena il meccanismo della pellicola: corrompono un guardiano per non pagare la seggiovia. Il piccolo particolare, la furbizia del trio, è la tassa del contrappasso da pagare, tassa che li porterà a voler risalire fuori orario per godersi l’ultima sciata ma che si rivelerà fatale.
Il minimalismo è la chiave di lettura di questo film. Dopo solo venti minuti, la sceneggiatura ci catapulta già nel fatto: tre ragazzi vengono dimenticati a trenta metri d’altezza, seduti su una seggiovia. Intorno solo neve, freddo e vento. Niente viveri, nessun attrezzo, e nessun cellulare. Solo la sicurezza di essere stati dimenticati e di rivedere altri esseri umani al trascorrere di cinque giorni, tempo impossibile da superare per sopravvivere. Sarebbe stato semplice, a questo punto, portare avanti il plot attraverso picchi splatter o situazioni paranormali. Ma, torniamo a ripetere, l’orrore è insito nel fatto. Ed è incredibile come possa spiazzare questa semplice ineluttabilità di fronte all’assodato. L’irrazionale si mischia con il razionale, e laddove sullo schermo i protagonisti prendono decisioni quasi insensate ai nostri occhi, non possiamo ignorare che forse, in un momento così drammatico, noi spettatori avremmo agito nello stesso identico modo. Perché quando non si hanno fisicamente vie d’uscita e il trascorrere del tempo ti porta unicamente a confrontarti con te stesso, il gesto estremo può diventare l’unica risorsa concreta a cui ricorrere.
Reduce da Hatchet e Spiral, Adam Green realizza un horror privo delle tipiche convenzioni della violenza tout court, assoldando tre giovani attori (Kevin Zegers, Shawn Ashmore e Emma Bell) e ponendoli a decine di metri dal suolo, dondolanti su una seggiovia abbandonata, alle prese con la gelida temperatura invernale.
Frozen è un film di indubbio coraggio, che presenta una tensione sempre al limite e mai calante, capace realmente di disturbare grazie unicamente all’escamotage psicologico della situazione. L’unica pecca che gli si può smuovere è l’ostentato ricorso ad agenti esterni del terrore (nel caso di Frozen, i famelici lupi che monopolizzano per troppo tempo una buona parte della pellicola), mentre una focalizzazione prettamente interiorizzata dell’orrore (che non è comunque del tutto assente) gli sarebbe sicuramente valsa la nomina di miglior film horror di questo inizio d’anno.
Info
Il trailer di Frozen.
Frozen sul canale Film su YouTube.
- Genere: drammatico, horror, thriller
- Titolo originale: Frozen
- Paese/Anno: USA | 2010
- Regia: Adam Green
- Sceneggiatura: Adam Green
- Fotografia: Will Barratt
- Montaggio: Ed Marx
- Interpreti: Adam Green, Adam Johnson, Chris York, Cody Blue Snider, Dee Snider, Ed Ackerman, Emma Bell, Joe Lynch, John Omohundro, Kane Hodder, Kevin Zegers, Peder Melhuse, Rileah Vanderbilt, Shawn Ashmore, Will Barratt
- Colonna sonora: Andy Garfield
- Produzione: A Bigger Boat, ArieScope Pictures
- Distribuzione: M2 Pictures
- Durata: 93'
- Data di uscita: 25/03/2011









Arctic
Cold Skin
127 ore