Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

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Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti prima in sala e ora in dvd. Tutto merito della coraggiosa scelta della giuria capitanata da Tim Burton a Cannes. Alleluja!

Scimmie dagli occhi rossi

Lo zio Boonmee, un piccolo proprietario terriero thailandese malato di insufficienza renale, passa i suoi ultimi giorni in campagna con Jai, un immigrato laotiano suo dipendente che si prende cura di lui, e con la cognata Jen e il figlio di questa, Thong, che sono appena giunti in visita dalla città. Una sera, mentre cenano nella veranda della casa all’interno del suo podere dove crescono grandi alberi di tamarindo, appaiono alla loro tavola i fantasmi della moglie Huay morta diciannove anni prima e del figlio, scomparso da qualche anno, che ora ha assunto la forma di una grande scimmia semi-umana dagli occhi rossi e fosforescenti. [sinossi]

I cinefili italiani dovrebbero davvero ringraziare di tutto cuore Tim Burton: senza il coraggio della giuria capitanata dal cineasta statunitense, Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti con ogni probabilità non sarebbe tornato dal Festival di Cannes portandosi a casa la Palma d’Oro. E senza l’ambito trofeo da sfoggiare in bacheca, l’ultimo straordinario tassello della filmografia di Apichatpong Weerasethakul avrebbe forse mai avuto l’occasione di approdare nelle sale italiane? La domanda è a dir poco retorica, come dimostrano d’altro canto i precedenti storici dello stesso regista thailandese: dei sei lungometraggi diretti fino a oggi (attualmente pare essere in lavorazione Utopia, che potrebbe essere accolto o da Cannes o da Venezia), oltre al trionfatore della Croisette solo Tropical Malady è riuscito a superare lo sbarramento dettato dall’ignoranza della distribuzione italiana. Un bottino decisamente magro per uno dei registi più acclamati dell’ultimo decennio.

È quindi in qualche modo sempre merito di Burton (senza voler in nessuna maniera sminuire il sempre apprezzabile lavoro della BIM, tra le case di distribuzione nazionali una di quelle con il listino più inattaccabile) se Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti è ora reperibile negli scaffali di tutte le videoteche: un’occasione più unica che rara per il pubblico italiano per affrontare una volta per tutte la cinematografia thailandese, universalmente riconosciuta come una tra le più innovative degli ultimi quindici anni. Autori come Weerasethakul, Pen-ek Ratanaruang, Wisit Sasanatieng, Nonzee Nimibutr, Chatrichalerm Yukol meriterebbero di essere scoperti e portati alla ribalta anche nel nostro miserando paese. Come si è scritto poc’anzi, si può sfruttare l’occasione fornita dalla BIM per iniziare il percorso di redenzione critica… Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti non è certo il film più facile in questo senso: simbolico, rarefatto, criptico, è più che altro un viaggio immaginifico nel cuore cupo e profondo della cultura thai. Praticamente impossibile da raccontare senza incappare in clamorosi nonsense e buchi sinottici, la strana e magmatica creatura di Apichatpong Weerasethakul non deve però essere scambiata per un mero ghirigoro stilistico, privo di una reale consistenza. Avvolta in una ottundente atmosfera favolistica (gli uomini-scimmia, il viaggio della principessa nel folto della boscaglia, il fantasma della moglie di Boonmee che appare durante la cena di famiglia), si nasconde una riflessione sulla Thailandia, infinito-rabberciato corpo da cui provengono detriti mi(s)tici, minato da una malattia che potrà forse anche condurlo alla morte ma per la quale è prevista una continua, incessante rinascita. Dolorosa e salvifica come la morte stessa. A rendere ancor più monolitico e annichilente il tutto ci pensa lo straordinario lavoro fotografico di Yukontorn Mingmongkon e Sayombhu Mukdeeprom (quest’ultimo storico collaboratore di Weerasethakul) che cristallizza le immagini acuendone il valore “sacrale”. È quindi quantomai fondamentale che la resa visiva del dvd lanciato sul mercato dalla BIM sia di alto livello: da un punto di vista strettamente tecnico, risulta davvero difficile trovare delle pecche nel prodotto, che riesce a rispettare al meglio la qualità della pellicola originale. Semmai è un peccato dover constatare come si sia scelto di non inserire quasi nessun contenuto speciale nel dvd, se si esclude il trailer cinematografico: perché non proporre quantomeno le immagini della vittoria della Palma d’Oro? Perché non cercare di ottenere un’intervista con il regista? Per un’opera già costretta a confrontarsi con un panorama culturale come quello italiano che non dimostra la minima considerazione per tutto ciò che esula dal pasciuto occidente, poter contare su una confezione particolarmente appetibile sarebbe stato senza dubbio d’aiuto.
Non ci resta dunque che scriverlo, e ribadirlo con forza: acquistate il dvd de Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, perché solo in questo modo si potrà dimostrare una volta per tutte come al cinema del sud-est asiatico debba essere concessa la possibilità di esprimersi anche nel nostro paese. Non ve ne pentirete.

Info
Il trailer de Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti.
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