The New Daughter

The New Daughter

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Uscito negli Stati Uniti in Dvd lo scorso 18 maggio 2010, The New Daughter trova lo stesso destino anche in Italia dove approda sugli scaffali con 01 Distribution. Come al solito ci troviamo tra le mani un prodotto qualitativamente di buona fattura, tanto dal punto di vista della grafica che da quello audio-visivo. Il supporto consente di godersi a pieno il non esaltante spettacolo offerto da Berdejo & Co., grazie alla chiarezza delle immagini e a un ottimo DTS nella traccia in italiano.

In ogni adulto si trova il bambino che fu,
in ogni bambino si trova il bambino che sarà.

Si apre così Il libro delle cose perse, raccolta di racconti brevi di John Connolly incentrati sul tema dell’infanzia perduta, tematica ricorrente in molti romanzi firmati dall’apprezzato scrittore americano. The New Daughter è uno dei racconti che la vanno a comporre e senza alcun dubbio il più riuscito. Inevitabile a questo punto che l’attenzione di qualche produttore hollywoodiano cadesse proprio su di esso, tanto da volerne realizzare un adattamento cinematografico. Detto fatto! Affidata al talentuoso esordiente Luis Berdejo, regista spagnolo classe 1975 con all’attivo una prolifica gavetta nel mondo del cortometraggio, la pellicola scritta da John Travis ha dato vita a un thriller dalle venature horror fiacco e discontinuo, che lavora sugli stereotipi del genere senza trovare il bandolo della matassa.
Gli ingredienti della suddetta ibridazione ci sono tutti, dallo scrittore in piena crisi creativa alla casa isolata nel bosco, dalla creatura non identificata venuta da chi sa dove alla prole posseduta, peccato che accatastati uno sopra l’altro raggiungano un livello di saturazione narrativa tale da causare il crollo della già delicata struttura drammaturgica eretta in fase di riscrittura da Travis. Lo script sfiora appena l’essenza del racconto e allo stesso tempo non riesce a catturare l’enorme potenziale contenuto nel dna dalla matrice originale, nella quale  normale e soprannaturale si scontrano per poi fondersi in un mix di tensione latente e orrore manifesto come solo Bava e l’Argento dei giorni migliori sapevano fare. Nella trasposizione di The New Daughter purtroppo questo elemento chiave viene quasi sempre a mancare e le volte che se ne intravede qualche traccia, non riesce mai a prendere il sopravvento in una sceneggiatura che non sembra in grado di gestire quello che le è stato messo a disposizione.

Da parte sua Berdejo si trova a fare i conti con uno script che cerca disperatamente – senza trovarlo – un equilibrio narrativo, quello che invece ha consentito a Connolly di costruire una storia nella quale persone normali si trovano a fare i conti con problemi normali (il dramma privato di un uomo lasciato dalla moglie per un altro uomo, il rapporto complicato tra un padre e i propri figli, ecc) ed eventi inspiegabili (una ragazzina posseduta, una creatura non umana che miete vittime nel bosco circostante che si nasconde in un tumulo, ecc). Nel film l’ago della bilancia pende decisamente verso la componente naturale, lasciando a quella soprannaturale il compito di manifestarsi di tanto in tanto prima del proverbiale epilogo. Il risultato è dunque un evidente squilibrio che genera un film incerto sulla strada da percorrere, che tradisce, nel momento stesso in cui prova a trasporla fedelmente, la sua fonte cartacea. Da una parte si percepisce il tentativo mal riuscito di affidarsi alla tensione e all’orrore per accaparrarsi quella fetta di pubblico di appassionati del genere, dall’altra il tentativo, solo in parte riuscito, di calamitare a sé gli amanti dei drammi casalinghi. Un mix che a nostro avviso è riuscito in un film come The Others del connazionale Amenabar, ma non di certo in questo The New Daughter.

La regia del Berdejo, ennesimo talento partorito dalla scuola iberica del cinema di genere, è la prima a risentire della debolezza narrativa dello script, ma tuttavia riesce a mettere in quadro una serie di scene visivamente apprezzabili come nel caso dell’epilogo nel tumulo che richiama alla mente la claustrofobia di The Descent, l’incubo virato in bianco e nero che rievoca il The Ring a stelle e strisce, oppure quella che mostra padre e figlio alle prese con il ritrovamento casuale di un fucile nascosto nel salotto. Anche il cast alle dipendenze del regista di San Sebastian non viene messo nelle condizioni ideali di dare il proprio meglio, soprattutto a causa di un impianto dialogico non sempre all’altezza della situazione. Se Ivana Baquero nel ruolo di Louise conferma in parte quello che di buono aveva già mostrato in Il labirinto del fauno, al contrario Kevin Costner in quello di John James non appare a suo agio.

Tutto questo evidentemente avrà influito negativamente sulle scelte distributive legate al film, tanto da spingerlo direttamente verso il mercato home video piuttosto che nel circuito cinematografico. Uscito negli Stati Uniti in Dvd lo scorso 18 maggio 2010, The New Daughter trova lo stesso destino anche in Italia dove approda sugli scaffali nostrani con 01 Distribution. Come al solito ci troviamo tra le mani un prodotto qualitativamente di buona fattura, tanto dal punto di vista della grafica che da quello audio-visivo. Il supporto consente di godersi a pieno il non esaltante spettacolo offerto da Berdejo & Co., grazie alla chiarezza delle immagini e a un ottimo DTS nella traccia in italiano. Sul versante dei contenuti extra, pochi ma buoni. Negli 11 minuti circa del Making of, cast e crew ci spiegano temi e stilemi legati al film, ma ciò che risulta più interessante è la parte nella quale vengono mostrate alcune fasi del lavoro di make up per dare vita alla creatura. Ancora più interessanti i 25 minuti circa che vanno a formare la raccolta di scene tagliate dal film, che consentono allo spettatore di giudicare con i propri occhi alcune scelte di montaggio rispetto al final cut.

Info
Il trailer di The New Daughter.
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