Pater

Cinema che rinuncia al Cinema ragionando sul Cinema, Pater è un’opera non immediata, destinata a un pubblico limitato, a una platea da festival: autoreferenziale da qualsiasi prospettiva – personale, cinematografica, culturale – il lungometraggio di Cavalier è un leggiadro eppure complesso gioco metalinguistico, capace di strappare sorrisi grazie alla fertile contrapposizione tra due caratteri diversi ma perfettamente compatibili. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2011.

Cinéaste. Filmeur.

Vincent Lindon e Alain Cavalier sono legati da un legame d’amicizia, quasi come padre e figlio. Bevono assieme bicchieri di Porto, si chiedono quali film possono realizzare insieme. Di tanto in tanto, si mettono una cravatta e un costume. Si filmano come uomini di potere. E come sempre, l’inevitabile domanda senza risposta del cinema: è vero o falso? [sinossi]

Accolto con un lungo applauso prima della proiezione per la stampa (lievemente meno dopo…) e accompagnato da Vincent Lindon, Alain Cavalier torna con Pater al Festival di Cannes nel momento giusto, nel giorno più indicato, a braccetto con Le Havre di Aki Kaurismäki e Hanezu di Naomi Kawase: una di boccata d’ossigeno tra la magniloquenza visiva, l’artificiosità della computer grafica e le ambizioni ultraterrene di due kolossal autoriali come lo splendido The Tree of Life di Malick (in programma il giorno prima) e il meno convincente Melancholia di Lance Von Trier (il giorno dopo).

Coi suoi mezzi tecnici volutamente modesti, limitati ma estremamente agili, Pater contrappone alla grandiosità creativa di Malick una messa in scena artigianale, basilare, antispettacolare, lontana anni luce dal cinema mainstream e incollata ai due protagonisti, lo stesso Cavalier e l’amico/collega Lindon. Il regista francese rinuncia consapevolmente alla potenzialità estetiche del mezzo cinematografico, allontanandosi sempre più dal proprio passato in pellicola – si veda, ad esempio, il rigore formale di Thérèse (1986), lungometraggio vincitore a Cannes del Premio della Giuria, oltre a sei César (miglior film, regia…) – e compiendo un passo decisivo verso un cinema totalmente autoreferenziale nei contenuti e nella forma. Ancor più di Arirang di Kim Ki-duk, Cavalier riesce a essere tutt’uno con la propria opera, nonostante la magnetica e ingombrante presenza di Lindon. La telecamera (non macchina da presa) maneggiata da Cavalier e Lindon, che si riprendono e si fanno riprendere, in un continuo scambio di ruoli, tra realtà e finzione, recitazione e improvvisazione, vita quotidiana e vita da set, sembra essere una sorta di arto/occhio dei due cineasti, svelando il rapporto naturale e simbiotico dei due attori/autori con la Settima Arte. Un rapporto simbiotico che rintracciamo tra realtà e finzione, tra fiction e documentario, i cui confini sono difficilmente definibili, coi piani che si intrecciano non solo nella stessa sequenza, ma in una singola inquadratura, nel bel mezzo di una battuta. Uomo, personaggio, attore, regista, sceneggiatore, consapevole/inconsapevole, messo in scena/metteur en scène: Cavalier e Lindon, regista e attore, (quasi) padre e figlio, si sovrappongono e si confondono, (si) divertono.

Cinema che rinuncia al Cinema ragionando sul Cinema, Pater è un’opera non immediata, destinata a un pubblico limitato, a una platea da festival: autoreferenziale da qualsiasi prospettiva – personale, cinematografica, culturale – il lungometraggio di Cavalier è un leggiadro eppure complesso gioco metalinguistico, capace di strappare sorrisi grazie alla fertile contrapposizione tra due caratteri diversi ma perfettamente compatibili. L’ironia e il sottile umorismo di Cavalier e l’ingombrante vivacità di Lindon trasformano regista e attore in una navigata coppia comica. Cavalier e Lindon, che siano nei panni del Presidente e del Primo Ministro o semplicemente di loro stessi, danzano tra un ruolo e l’altro, padroni del mezzo, fino all’autoripresa finale, ancora una volta a tavola a mangiare e sorseggiare un buon vino. Campo e controcampo, regista/attore/operatore e attore/operatore. Realtà (?) e finzione (?).

Info
Il trailer originale di Pater.
La scheda di Pater sul sito di Cannes.
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