Duch, le maître des forges de l’enfer

Duch, le maître des forges de l’enfer

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In Duch, le maître des forges de l’enfer Rithy Panh torna una volta di più a ragionare sulla dittatura di Pol Pot, inferno nel quale il regista perse l’intera famiglia.

Vita di un torturatore

Tra il 1975 e il 1979, il regime degli Khmer rossi ha causato la morte di almeno un milione e ottocentomila persone, circa un quarto della popolazione della Cambogia. Kaing Guek Eav, detto Duch, ha diretto M13, una prigione degli Khmer rossi, per quattro anni prima di essere nominato dall’Angkar, “l’Organizzazione”, al centro S21 a Phnom Penh… [sinossi]

Ci sono poetiche autoriali che non possono essere in alcun modo scisse dalle esperienze di vita affrontate dall’artista. Nel campo cinematografico uno dei palesamenti più rilevanti di quanto appena affermato lo rappresenta senza alcun dubbio l’opera omnia di Rithy Panh. Nato in Cambogia nel 1964, Panh ha subito sulla propria pelle le terribili atrocità perpetrate dai Khmer rossi a partire dalla loro presa del potere nell’aprile del 1975: i suoi genitori, le sue sorelle, i suoi nipoti, la sua intera famiglia perse la vita per via delle privazioni cui fu condotta dallo scellerato dispotismo degli uomini di Pol Pot. Come elaborazione del lutto di un’intera nazione, Rithy Panh ha dunque deciso di focalizzare il suo intero percorso artistico sulla dolorosa memoria di un’epoca storica che ha visto la popolazione cambogiana ridursi addirittura del venticinque per cento, vittima di torture, omicidi, sparizioni improvvise, seppellimenti in fosse comuni.

Chiunque abbia dimestichezza con i film documentari del quarantasettenne cineasta cambogiano (proveniente comunque da un’opera di finzione, Un barrage contre le Pacifique, che fu ospitata in concorso dal Festival di Roma e rappresenta a suo modo, comunque, un’incursione nella storia dell’Indocina) non potrà che trovare conferme in questo suo Duch, le maître des forges de l’enfer. Si ritrovano qui l’S-21, la terribile punta dell’iceberg del sistema di prigioni “rivoluzionarie”, e nel quale operò Kaing Guek Eav, meglio conosciuto con il soprannome “Duch”, protagonista unico del documentario di Panh. Duch, le maître des forges de l’enfer dà infatti voce al torturatore per eccellenza del sistema pol potiano, ora agli arresti dopo aver ammesso le proprie responsabilità in relazione alle innumerevoli morti avvenute all’interno delle carceri cambogiane. Nel corso dell’ora e tre quarti in cui si dipana il documentario, Duch non ha praticamente alcun controcampo, se si eccettuano sporadici interventi di altri intervistati: una scelta coraggiosa e assolutamente di non secondaria importanza, perché così facendo Panh sposta l’attenzione dalla Storia e costringe lo spettatore a confrontarsi con il singolo. Non è più il sistema organizzato da Pol Pot e dai suoi scherrani a prendere corpo sullo schermo, ma piuttosto l’umanità ambigua di quello che universalmente viene riconosciuto come “mostro”. Il Kaing Guek Eav raccontato da Panh è un uomo colto, intelligente, in grado di riflettere sulla propria vita con lucidità, pur senza negare nulla di quanto compiuto: questa scoperta squarcia il velo di ipocrisia che spesso si nasconde dietro la rilettura degli eventi storici, spersonalizzati. La profonda umanità di Duch (che in qualità di segretario di partito condusse la “macchina della morte” tra il 1975 e il 1979, periodo durante il quale si stima che perirono almeno 12.380 persone), la sua verve oratoria, la naturalezza con cui descrive le modalità di tortura seguite con rigore e precisione, rende ancora più straziante e disturbante il ricordo degli eventi.

Meno completo e inattaccabile del precedente S21 – La macchina di morte degli Khmer Rossi (2003), questo Duch, le maître des forges de l’enfer colpisce però forse con ancora maggior forza l’immaginario collettivo, rivendicando il ruolo dell’uomo anche dietro la dittatura più bieca e folle.
L’elaborazione del lutto di Rithy Panh si arricchisce di un nuovo tassello, gesto d’amore e inconsolabile disperazione di fronte al quale è impossibile non lasciarsi annichilire.

Info
Duch, le maître des forges de l’enfer, il film su Youtube.
  • duch-le-maitre-des-forges-de-lenfer-2011-rithy-panh-01.jpg

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    di Rithy Panh continua a elaborare il lutto personale e universale di una nazione, la Cambogia, che ancora soffre le ferite della dittatura di Pol Pot. A Cannes tra le séances spéciales.

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