Una notte da leoni 2

Una notte da leoni 2

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Secondo episodio della saga, Una notte da leoni 2 non regge comunque il confronto con l’originale, perché ne ricalca pedissequamente la struttura e l’unica vera novità è rappresentata da una spinta ancora maggiore sul pedale dell’eccesso fracassone.

Il branco stanco

Phil, Stu, Alan e Doug decidono di fare un viaggio nell’esotica Thailandia per festeggiare il matrimonio di Stu. Dopo l’indimenticabile addio al celibato di Las Vegas, Stu non ha intenzione di ripetere l’esperienza e ha deciso di optare per un tranquillo brunch pre-matrimonio. Le cose, però, non andranno come previsto. Ciò che accadde a Las Vegas fu memorabile, ma ciò che accade a Bangkok è inimmaginabile… [sinossi]

Altro matrimonio, altro addio al celibato, altro hangover, altro delirio: Una notte da leoni 2. Nell’insieme, la struttura della seconda notte da leoni diretta da Todd Phillips ricalca in tutto e per tutto le dinamiche della precedente nottata da folli di due anni fa. Pretesto praticamente uguale, causa scatenante molto simile, persino l’espediente di raccontare parte del film in flashback e parte seguendo la linearità narrativa viene riproposto. Ovviamente stessi attori, con qualche minimo innesto nel cast per creare il contorno giusto, stesso altissimo grado di pazzia (se non a volte addirittura superiore), e naturalmente, fotografie sui titoli di coda che sono parte integrante del film e spiegano i momenti irrisolti della sceneggiatura, un po’ per gioco un po’ per necessità (chi è uscito dalla sala appena finito il primo film ora resterà incollato alla poltrona per evitare una nuova delusione).

Fosse stato questo il primo film della finora breve serie (ma mancano ancora due protagonisti da far sposare), sarebbe stato sorprendente e divertente come è riuscito ad essere in maniera in parte inaspettata il suo predecessore (anche se è giusto ricordare che negli USA l’originale The Hangover era già un successo straordinario quando è stato distribuito in Italia). Come secondo episodio, la storia dei quattro amici che stavolta si ritrovano in Thailandia per il matrimonio del dentista Stu non stupisce più di tanto, resta nei binari previsti, con buoni risultati, sia chiaro, ma senza riuscire a innescare quella scintilla di genialità che aveva fatto tanto amare la prima avventura di questo gruppo di simpatici matti.
Esprimere un’opinione basandosi soltanto sul paragone con Una notte da leoni “parte prima” non sarebbe tuttavia onesto. Una notte da leoni 2 merita comunque i giudizi positivi guadagnati come commedia vivace e fuori dagli schemi classici, anzi con il pregio di consolidare uno schema che nell’episodio precedente era stato valorizzato perfettamente, quello di un contemporaneo comedy/thriller di cui i due film sono probabilmente gli unici esempi di valore. Bravi gli attori, ciascuno con la sua caratterizzazione ben determinata, dal “capobranco” Phil, all’equilibrato Dough, alla povera vittima sacrificale Stu, fino al folle Alan con l’ingresso di Teddy, il cucciolo di turno di cui il branco perde improvvisamente le tracce e un efficace cameo di Paul Giamatti.

È evidente l’investimento che la Green Hat Film e Legendary Pictures compiono per rendere il più spettacolare possibile un film che per stupire deve necessariamente per sua natura strafare. Se a Las Vegas era stata reclutata una tigre, qui una scimmietta sebbene ammaestrata divinamente, non può bastare, e allora spunta un elefante. Laddove c’era un inseguimento con una classica macchina della polizia, ora abbiamo una elegante e potente berlina semidistrutta dopo corse allucinanti tra le viuzze cittadine, motociclisti dal grilletto facile, esplosioni e motoscafi. Tutto si duplica, si triplica, si esagera. È questo probabilmente l’unico modo per non far sembrare questa storia soltanto un doppione, ma è questo allo stesso tempo il limite più grande del film. Per dare più spettacolarità alle sequenze e sfruttare al meglio una location colma di ambiguità come la città di Bangkok, piena di lussuosi alberghi e terrificanti vicoli pieni di bancarelle traballanti e night club, è stato penalizzato l’aspetto umano della storia. L’amicizia è in secondo piano relegata a pochi dialoghi un po’ prevedibili e a scene comunque secondarie. Il paradosso e l’assurdo prendono il sopravvento, a volte anche lo scurrile e il volgare eccedono, e non si intravede più quella malinconia nei personaggi che stanno per vivere il momento del passaggio definitivo dalla spensieratezza dell’immaturità all’età adulta. Il matrimonio non dà senso alla storia, è soltanto un pretesto e la ricerca dell’amico smarrito (acquisito e quindi neppure vero elemento del gruppo) è più che altro mossa dalla necessità di tirarsi fuori dai guai più che da vera fratellanza tra i protagonisti.
Le quasi due ore di proiezione passano con leggerezza e in allegria e probabilmente i risultati al box office saranno comunque favorevoli, ma Una notte da leoni 2 è una semplice commedia senza picchi di genialità, gradevole ritorno del branco, ma senza quell’acuto che forse un po’ ci si aspettava.

Info
Il trailer di Una notte da leoni 2.
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