Return

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Con taglio realistico e senza eccessi narrativi, Liza Johnson racconta con Return  le difficoltà psicologiche dei reduci dai teatri di guerra, l’impossibilità di tornare a una vita normale, lo squilibrio e lo straniamento. Funzionale la scelta di un personaggio femminile, di una soldatessa che ha vissuto la guerra “meglio di altri”, di una donna dinamica, forte, apparentemente pronta a tornare nella sua casetta con giardino. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs.

Tornando a casa

Kelli, soldatessa di ritorno dal fronte, ritrova familiari e amici, casa e lavoro, ma ben presto si rende conto di sentirsi continuamente fuori contesto, incapace di riadattarsi alla vecchia vita, alla quotidianità. Kelli abbandona il posto di lavoro in fabbrica, il rapporto con le figlie e il marito Mike entra in crisi, la polizia le ritira la patente per ubriachezza… [sinossi]

Tra le tante proposte della ricca Quinzaine des Réalisateurs, sezione magmatica e stimolante che resta impigliata nei mastodontici meccanismi del Festival di Cannes, desta un certo interesse la pellicola statunitense Return dell’esordiente Liza Johnson, già autrice di alcuni corti passati alla Berlinale e al MoMa di New York (da In The Air, datato 2010, a Good Sister/Bad Sister, realizzato nel 1997). Questa opera prima è un apprezzabile esempio di cinema indie, lontano dalla solita narrazione e messa in scena à la page e impreziosito dal cast: a parte la presenza scenica e la solita performance dell’herzoghiano Michael Shannon (Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans e soprattutto My Son, My Son, What Have Ye Done), merita un applauso l’intensa interpretazione di Linda Cardellini (Kelli), attrice di piccola taglia ma di sicura personalità, nonostante la relativa esperienza cinematografica [1].

Con taglio realistico e senza eccessi narrativi, Liza Johnson racconta le difficoltà psicologiche dei reduci dai teatri di guerra, l’impossibilità di tornare a una vita normale, lo squilibrio e lo straniamento. Funzionale, in questo senso, la scelta di un personaggio femminile, di una soldatessa che ha vissuto la guerra “meglio di altri”, di una donna dinamica, forte, apparentemente pronta a tornare nella sua casetta con giardino. Col suo ripetitivo lavoro in una piccola fabbrica, le due adorabili bambine, le amiche di sempre e un marito amorevole, Kelli avrebbe mille motivi per recuperare serenità e normalità: ma è appunto la normalità che sembra deformarsi, come i suoi rapporti interpersonali, il lavoro, la quotidianità non più rassicurante.
Nella provincia operaia, fonte generosa per l’esercito a stelle e strisce, Kelli non può ritrovarsi, non può essere aiutata, compresa. La Johnson, anche sceneggiatrice, non drammatizza ma cerca di mettere in scena uno stato d’animo, le conseguenze umane di un ritorno (dal fronte e al fronte). Cosciente di “perdere tempo”, cosciente di un’impasse che potrebbe imprigionarla per sempre (funzionale ma un po’ stereotipato e prevedibile l’incontro con l’altro reduce, inevitabilmente alcolizzato e tossicodipendente), Kelli è un personaggio destinato a guardare l’abisso e a convivere con ricordi troppo dolorosi.

Liza Johnson incolla la macchina da presa al volto di Linda Cardellini e al girovagare quasi disperato del suo personaggio, alla ritualità oramai vuota delle sue giornate: la serata al pub con le amiche, la visita nella stanza delle bambine per la buonanotte, il lavoro alla catena di montaggio. E poi la quotidianità che si rivela via via più opprimente: il ritiro della patente, le sedute con gli alcolisti, gli sbalzi di umore, la separazione dal marito, gli scatti d’ira, l’avventura con l’ex-soldato.
Macchina a mano, primi e primissimi piani, una colonna sonora che alterna pezzi rap a suoni ovattati, un emblematico quadro fisso per l’inquadratura finale (in netto contrasto con la messa in scena frammentaria dell’incipit): Liza Johnson si presenta sulla Croisette con una buona opera prima, prenotandosi per un ritorno.

Note
1. La vedremo in Super (2010) di James Gunn, in una parte secondaria. Ha lavorato soprattutto per la televisione (E.R. – medici in prima linea) e, sorvolando sul non memorabile ruolo di Velma nei due tragici Scooby-Doo (2002 e 2004), non ha ancora avuto fortuna sul grande schermo.
Info
Il trailer originale di Return.
La scheda di Return sul sito della Quinzaine.
Il sito ufficiale di Return.
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