Valhalla Rising – Regno di sangue

Valhalla Rising – Regno di sangue

di

Disponibile in dvd grazie a un accordo distributivo che vede lavorare fianco a fianco BIM e 01 Distribution, Valhalla Rising appare in tutto e per tutto come un corpo a sé stante, monolite davanti al quale non si può far altro che cadere in soggezione.

Per anni One-Eye, un guerriero muto dalla forza sovrannaturale, è stato tenuto prigioniero dal capo Barde. Aiutato da un ragazzo, Are, uccide il suo rapitore e insieme fuggono, iniziando un viaggio nel cuoire delle tenebre. Nella loro fuga dai cacciatori di taglie, One-Eye e Are si imbarcano su una nave di crociati, ma la nave è presto inghiottita da una nebbia infinita che comincia a disintegrarsi quando sono in vista di una terra sconosciuta. Mentre i vichinghi scoprono i segreti del Nuovo Mondo, One-Eye scopre se stesso… [sinossi]

«In the beginning there was only man and nature.
Men came bearing crosses and drove the heathen to the fringes of the earth». Queste sono le lapidarie scritte bianche su sfondo nero che introducono lo spettatore alla visione di Valhalla Rising – Regno di sangue, penultimo parto creativo di Nicolas Winding Refn – l’ultimo, l’ottimo Drive, ha bagnato il definitivo battesimo oltreoceano del talentuoso cineasta danese –, presentato in anteprima mondiale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2009 e quindi, nel novembre dello stesso anno, al Torino Film Festival, nel quale la kermesse sabauda ospitava una retrospettiva integrale del regista. Ed è abbastanza singolare notare come i due anni o poco meno che sono trascorsi dalla presentazione al Lido di Valhalla Rising abbiano segnato un avvicinamente abbastanza imprevedibile tra il mondo cinematografico del Belpaese e Winding Refn. Laddove per anni un incomprensibile e ottuso ostracismo aveva impedito ai migliori film di questo autore, dalla trilogia di cui si compone Pusher fino al sublime Bleeder, di relazionarsi con il pubblico nostrano, si avverte ora un movimento in netta controtendenza. Nel giugno di quest’anno è stato distribuito in sala (e quasi contemporaneamente nel mercato home video, per conto della 20th Century Fox) Bronson, che Winding Refn diresse nel 2008 costruendo l’intero film sull’esuberante e folle presenza scenica di Tom Hardy, e a ridosso della fine del Festival di Cannes è stato annunciato l’acquisto, da parte della IIF, di Drive, che verrà dunque distribuito in autunno. Sempre a giugno poi, in base a un accordo distributivo che vede lavorare fianco a fianco la BIM e la 01 Distribution, in dvd è arrivato anche Valhalla Rising.

Se fino a questo momento l’approccio alla regia di Nicolas Winding Refn si è distinto per la straordinaria capacità di lavorare sul genere senza farsi schiavizzare dallo stesso, ma piuttosto tentando di trovare vie alternative in grado di ibridare i differenti umori che trasudano dai suoi film (il noir in primo luogo, ma anche il melodramma, l’action e, perché no, una sardonica e crudele vena ironica), Valhalla Rising appare in tutto e per tutto come un corpo a sé stante, monolite davanti al quale non si può far altro che cadere in soggezione. La storia delle cruente avventure del guerriero One-Eye, accompagnato dal fido Are, non solo mescolano con sapienza derive estetiche e contenutistiche che vanno dai wuxia attraverso i quali è ancora ricordato il cinema di Zhang Che fino a retaggi di Terrence Malick e Werner Herzog – questo apparentamento vale soprattutto per le modalità in cui è messa in scena la natura, vero e proprio personaggio del film – ma costringono allo stesso tempo lo spettatore a una prova di forza. Perché Valhalla Rising non è certo un film comodo: per quanto sia possibile scambiarlo per un film d’azione, dato il ricorso frequente a sequenze di combattimento e al sangue che scorre a flutti per buona parte della pellicola, si tratta in realtà di una cupa immersione nella base stessa dello scontro tra le esigenze dell’umanità pre-cristiana e quelle della comunità già evangelizzata. Il barbaro One-Eye, che conosce solo la legge del proprio corpo – e la mette in pratica senza alcuno scrupolo apparente, distante com’è dai concetti di colpa ed espiazione – viene accolto nella folle spedizione marina per raggiungere la terra santa e combattere in difesa del dio del nuovo ordine sociale: ma la sua è una presenza ingombrante, visto che le sue preoccupazioni sono ben diverse da quelle di una ciurma che vive il credo più come una paranoia incubale che come una reale illuminazione.

Questo scontro dialettico – svolto, come gran parte del film, nel silenzio più totale: le parole sono inessenziali, quando si ha la possibilità di scavare attraveso l’utilizzo delle immagini – trova la propria sublimazione nel Nuovo Mondo, paradiso terrestre e inferno fusi insieme e intrecciati in maniera indissolubile. Un’opera maestosa e affascinante, che trova finalmente la via della distribuzione (pur senza ricevere la gratificazione dell’uscita in sala) e sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire dalle mani, nonostante un dvd scarno come non mai. L’unico contenuto extra è infatti il trailer internazionale del film: per il resto una buona resa audio e video e la possibilità di godersi l’opera in originale – opzione assai consigliata – con sottotitoli.

Info
Il trailer di Valhalla Rising.

  • valhalla-rising-2009-nicolas-winding-refn-002.jpg
  • valhalla-rising-2009-nicolas-winding-refn-001.jpg
  • valhalla-rising-2009-nicolas-winding-refn-003.jpg
  • valhalla-rising-2009-nicolas-winding-refn-004.jpg

Articoli correlati

  • Buone feste!

    bleeder recensioneBleeder

    di Bleeder, con cui l'allora ventinovenne Nicolas Winding Refn torna alla regia a tre anni di distanza dall'esordio Pusher, cerca il bizzarro punto d'incontro tra le ossessioni cinefile di Clerks e il racconto del sottobosco criminale danese, quei sobborghi proletari che saranno sempre in patria l'epicentro dell'autore di Bronson e Drive.
  • Venezia 2022

    copenhagen cowboy recensioneCopenhagen Cowboy

    di Copenhagen Cowboy è la seconda "serie" diretta per piattaforme digitali da Nicolas Winding Refn dopo Too Old to Die Young. Viaggio notturno e soprannaturale in una Danimarca abitata da disperati, criminali, e maiali, la serie esalta la speculazione del regista sull'immagine come veicolo prediletto della visione.
  • Cannes 2016

    The-Neon-DemonThe Neon Demon

    di In concorso a Cannes, The Neon Demon è un thriller/horror che prosegue la radicale stilizzazione narrativa e la costante ricerca estetica/estetizzante di Only God Forgives. Refn tratteggia una metafora piuttosto scarnificata ed evidente, caricandola di una sovrastruttura visiva coerente, ricercatissima.
  • Torino 2015

    Intervista a Nicolas Winding Refn

    Raffinato cinefilo, alacre ricreatore di immaginari, Nicolas Winding Refn è tra i registi contemporanei più influenti e amati. Lo abbiamo intervistato al Torino Film Festival, dove ha presentato la versione restaurata di Terrore nello Spazio di Mario Bava.
  • Interviste

    Intervista Refn/Jodorowsky

    Dell'arte e della divinazione, tra questioni edipiche e passioni cinefile: di questo e di tanto altro hanno parlato Alejandro Jodorowsky e Nicolas Winding Refn, in occasione di un incontro con la stampa, a Roma, per presentare il doppio DVD refniano Drive/Solo Dio perdona.
  • Archivio

    Solo Dio perdona RecensioneSolo Dio perdona

    di Visivamente debordante, giustamente ambizioso e lontano anni luce dal comune concetto di spettacolarità, Solo Dio perdona è una discesa agli inferi...
  • Blu-ray

    Drive

    di Driver ha più di un lavoro: è un esperto meccanico, fa lo stuntman e accompagna rapinatori sul luogo del delitto garantendo loro una fuga a tempo di record...
  • Interviste

    Nicolas Winding Refn intervistaNicolas Winding Refn. Cronaca di un incontro ravennate

    Intervista a Nicolas Winding Refn, realizzata in occasione del Mosaico d'Europa Film Festival di Ravenna.
  • Archivio

    BronsonBronson

    di Michael Peterson è un cittadino britannico. Rinominato Charles Bronson, come l'attore americano, per la sua attitudine alla violenza, ha trascorso quasi interamente gli ultimi 37 anni in prigione, dove ha preso spesso in ostaggio guardie e altri prigionieri...
  • Archivio

    Drive RecensioneDrive

    di Il riuscito approdo hollywoodiano di Nicolas Winding Refn è un action che, a partire da una serie di cliché perfettamente equilibrati, riesce a far convivere suggestioni melò con momenti di parossistica violenza.
  • AltreVisioni

    Valhalla Rising

    di Con questo suo nuovo film, sia pur intriso di rimandi al wuxia cinese e ai pepla, Nicolas Winding Refn costruisce una tensione emotiva ed estetica - con al centro la forza ineluttabile della natura - che arriva a lambire il terreno del cinema di Werner Herzog e quello di Terrence Malick.

Leave a comment