Diario di una schiappa

Diario di una schiappa

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Adattamento cinematografico della saga libraria vergata e illustrata da Jeff Kinney, Diario di una schiappa di Thor Freudental ci offre uno spassoso e spietato ritratto dalla pre-adolescenza.

I dolori di una giovane schiappa

Cronaca delle disavventure dello sfortunato studente Greg Heffley, che per ottenere un po’ di fama al liceo invita tutti quelli che conosce a una serie infinita di eventi imperdibili che, chiaramente, vanno tutti a monte. E annota pedissequamente tutto ciò che gli accade sul suo diario illustrato, che lui definisce “non un diario, ma un giornale” in attesa della notorietà desiderata… [sinossi]

La preadolescenza è un momento ingrato e ineludibile dell’esistenza di ciascuno di noi, un’età indefinibile che il cinema contemporaneo tende a sfuggire, preferendole campi di indagine più nettamente delimitabili, come ad esempio l’adolescenza tout court. Un tempo ci pensava la Disney a produrre in batteria film con e per i ragazzi, ma oggi, dopo essere scomparsi anche dalla un tempo frequentatissima fantascienza (si pensi a E.T. di Spielberg o a Explorers di Joe Dante), i preadolescenti sono più un target di riferimento per il marketing produttivo (a loro si rivolgono fenomeni come Hanna Montana o Justin Bieber e l’animazione in 3D), che dei protagonisti sullo schermo. A riportarli in auge ci pensa ora Diario di una schiappa di Thor Freudental, adattamento cinematografico di una saga di libri di grande successo, vergata e illustrata da  Jeff Kinney.Dopo aver trionfato al box office statunitense, la pellicola di Freudental raggiunge le sale nostrane nel bel mezzo dell’estate 2011, mentre in patria già ha visto la luce il sequel (Diary of a Wimpy Kid 2: Rodrick Rules). Peccato, perché questa deliziosa commedia preadolescenziale avrebbe meritato una ben più vantaggiosa collocazione all’interno della stagione cinematografica, considerata anche l’entità del fenomeno editoriale da cui è tratta. Riprendendo alcune situazioni topiche dei libri di Kinney, Diario di una schiappa narra, con ritmo vivace e scanzonato, il duro impatto del piccolo Greg (Zachary Gordon) con la tremebonda scuola media, vero e proprio campo di battaglia emotivo ed ormonale per ragazzini ancora in bilico tra infanzia ed età adulta. Bellissimo ed azzeccato, a tal riguardo, il rapido montaggio iniziale che vede alternarsi in split screen le polaroid dei compagni di scuola immortalati prima e dopo l’estate, periodo che ha visto molti di loro crescere e dunque cambiare radicalmente aspetto, alcuni, come stigmatizza Greg, paiono vittime di un esperimento scientifico finito male.

L’ambientazione e i toni da commedia grottesca potrebbero riportare alla mente i prodotti ideati da John Hughes (Bella in rosa, Breakfast Club, Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare), ma in realtà il nostro Greg non brama conquistare la più bella della scuola né portarla al ballo di fine anno, per lui le “femmine” sono ancora qualcosa di indecifrabile, come ben incarnano i due prototipi qui rappresentati: la nerboruta Patty (Neil MacNeil), dalla quale Greg subisce un’umiliante sconfitta a wrestling e l’intellettuale Angie, interpretata dall’astro nascente Cloe Moretz (Kick-Ass, Let Me In). A preoccupare il nostro protagonista non sono dunque le ragazze, bensì la tanto agognata “popolarità” (mito tutto americano e classico per i college movie) nonché l’amicizia “virile” con il morbidoso e simpaticissimo Rowley (Robert Capron), un gaffeur professionista che riesce sempre a metterlo in imbarazzo di fronte ai ragazzi più grandi.

Integrando di quando in quando il film con le animazioni che riprendono lo stile dei disegni di Kinney (la grafica è essenziale, in bianco e nero, ma la sagacia è scoppiettante), Diario di una schiappa procede dunque inanellando una serie di situazioni scolastiche ed extrascolastiche. C’è la temibile ora di educazione fisica, ci sono le attività integrative più astruse, dal wrestling a una rappresentazione teatrale de Il mago di Oz (Greg ha ancora una voce da soprano, quindi gli viene inizialmente offerto il ruolo di Dorothy), dal molto macho servizio di sicurezza scolastico, all’assai meno virile giornalino della scuola. Un ritmo frenetico caratterizza il rapido apprendistato di Greg, puntellato da un gran numero di gag assai riuscite e per nulla banali e da una colonna sonora pop rock assai adeguata (tra gli altri, ascoltiamo i Kaiser Chiefs e i Beastie Boys) e non manca poi l’avventura, per una spaventosa notte di Halloween che si conclude in un bosco fitto e tenebroso. Lontano dal proporsi come ritratto edificante ed edulcorato di un’età difficile, Diario di una schiappa non lesina cattiverie e ingiustizie, fatte e subite in una scuola media che, come ci dice la piccola ma matura Angie parafrasando T. S. Eliot, è una “waste land” culturale ed emotiva che non risparmia nessuno.

Info
Il sito ufficiale di Diario di una schiappa.
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