I cannibali

I cannibali

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Arriva in home video per RaroVideo I cannibali, uno dei film più ambiziosi e stratificati nella decennale carriera di Liliana Cavani. Un’occasione ghiotta per riscoprire un’opera affascinante, colta, dominata da un simbolismo marcato ma fuori da ogni schema costituito.

Per le strade di una umida metropoli, giacciono i cadaveri di centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze. Nessuno può dar loro sepoltura per una legge promulgata da uno Stato repressivo. Ma la giovane Antigone, con l’aiuto dello straniero Tiresia, contravviene in nome della pietas a questa regola, sovvertendo l’ordine costituito. [sinossi]  

All’interno della lunga e articolata intervista scelta tra i contenuti extra del dvd de I cannibali curato dalla RaroVideo, Liliana Cavani racconta due aneddoti particolarmente significativi del modo in cui la sua opera terza dietro la macchina da presa si relazionò con il mondo che la circondava. Il primo aneddoto riguarda la proposta da parte della Paramount di acquisto della pellicola per il mercato statunitense, legata però a una richiesta specifica, quella di cambiare il finale del film introducendo un happy end: la Cavani motivò il rifiuto ribadendo la filiazione della sua creatura dall’Antigone di Sofocle. Il secondo ricordo della regista invece torna indietro nel tempo fino ai giorni delle riprese del film: al termine dell’orario di lavoro si recò con una parte della troupe in un bar nelle vicinanze del set, da cui l’intero gruppo fu cacciato a causa dell’abbigliamento indossato, “sconveniente” per un luogo simile.  

Due racconti che ben sintetizzano sia il confronto tra l’establishment cinematografico mondiale e le nuove istanze estetiche e contenutistiche venute alla luce nel corso degli anni Sessanta sia, d’altro canto, la rivoluzione culturale che a cavallo del 1968 travolse e intaccò le certezze dell’Italia conservatrice e borghese. Non è infatti un caso che tra il 1969 e il 1970 il Festival di Cannes, oltre a I cannibali (presentato nella Quinzaine des Réalisateurs), ospitò in concorso altri due colpi allo stomaco del perbenismo nostrano, Dillinger è morto di Marco Ferreri e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri: il cinema italiano stava vivendo una delle sue palingenesi più folgoranti, e la Cavani seppe inserirsi con forza e intelligenza in questo contesto. La sua personale rilettura dell’Antigone è dominata dagli spazi aperti della città, invasa di cadaveri di giovani, e da silenzi ieratici, quasi opprimenti: non è certo un caso che il film si apra proprio sulle inquadrature impietose della metropoli, con i morti distesi a terra nel più totale disinteresse di chi passa loro accanto, sequenza anticipata da un non-morto, il dormiente Tiresia/Pierre Clémenti – qui in una delle sue performance più memorabili – che viene ridestato sulla spiaggia da un gruppo di bambini. Con uno stile che sembra muoversi tra la swinging london atrocemente cantata pochi anni prima da Michelangelo Antonioni in Blow-Up, riflessi del free cinema (e delle vague di mezzo mondo, ça va sans dire), l’America contestataria figlia della beat generation e un simbolismo forse eccessivamente marcato ma fuori da qualsivoglia schema precostituito, la regista nativa di Carpi impone alla matrice sofoclea uno sguardo perennemente in bilico tra realismo e negazione dello stesso. Il risultato è quello di un effetto straniante, in grado di rendere atemporale la collocazione di un’opera che è però altresì figlia dell’epoca in cui è venuta alla luce: un inno di pace e fratellanza che trova la sua sublimazione sia nella commovente sensibilità del cast (il già citato Clémenti, Britt Ekland e Tomas Milian in primo piano) sia nella sofferta sequenza finale. I cannibali, su cui forse la critica ha glissato con eccessiva facilità nel corso degli anni, rinfacciandogli la propria appartenenza storica neanche si trattasse di una colpa, è invece un film da riscoprire, in particolar modo per le generazioni di giovani cinefili che stanno pericolosamente perdendo dimestichezza con l’age d’or della nostra produzione cinematografica.

Il dvd della RaroVideo, oltre alla già citata intervista alla Cavani, presenta tra i contenuti speciali anche il trailer originale del film: inoltre, nella sezione ROM, è possibile trovare sia una corposa galleria fotografica (di cui potete vedere alcuni estratti nella photogallery presente in questa pagina, sotto la scheda tecnica) sia, in formato PDF, la rassegna stampa e la sceneggiatura del film. Una scelta vincente e da applaudire.

Info
Un’intervista a Liliana Cavani su I cannibali.

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