Le amiche della sposa

Le amiche della sposa

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Una di troppo

Annie è una giovane donna dall’esistenza scialba. La sua vita subisce una brusca svolta non appena diventa damigella d’onore e riceve l’incarico di organizzare il matrimonio della sua migliore amica Lillian, mettendosi a capo di un agguerrito team di amiche della sposa. [sinossi]

Dopo aver sbancato a sorpresa il box office a stelle e strisce (160 milioni di dollari di incasso a fronte di un costo di 32), tanto da convincere la produzione a mettere subito in cantiere un sequel, per Le amiche della sposa è giunto il momento di oltrepassare i confini nazionali e sbarcare nel vecchio Continente alla conquista di quello europeo. Nelle sale nostrane arriva in piena stagione balneare, poco appetibile sul versante numerico, ma sull’onda del successo ottenuto in madre patria le possibilità di ottenere un buon riscontro di pubblico restano comunque elevate. Del resto, non c’è da sorprendersi più di tanto visto che a produrre il film ci ha pensato Judd Apatow, uno che difficilmente sbaglia quando si tratta di sfornare commedie politically uncorrect come Molto incinta, 40 anni vergine, Superbad-Tre metri sopra il pelo e Strafumati.
Conservando praticamente intatta la formula che ha fatto la fortuna delle produzioni precedenti, costruita sullo schema ormai collaudato della nuova commedia americana senza peli sulla lingua, eretta su raffiche di battutacce, doppi sensi, visioni pruriginose e gag moralmente discutibili, l’ultima pellicola “partorita” dalla scuderia di Apatow prende vita da un drastico, e a suo modo significativo, stravolgimento del punto di vista, che non è più prevalentemente maschile e cameratesco, ma in tutto e per tutto femminile.

Nel film diretto da Paul Feig (autore della serie televisiva Freeks e Geek), qui alla sua quarta prova sul grande schermo dopo i pregevoli Life Sold Separately, I Am David e Unaccompanied Minors, lo scettro del comando passa nelle mani del gentil sesso; che come si vedrà poi tanto gentile non è. Il regista porta sul grande schermo una storia che fa del predomino incontrastato delle “quote rosa” sull’universo maschile – dal quale prende vizi e difetti, volgarità e rozzezza, aggressività e complicità – la colonna portante di uno script che non ricerca l’originalità ma il divertimento senza mezze misure e fuori controllo. Bastano, infatti, le acrobazie da materasso del fulminante epilogo per mettere subito in chiaro le cose, anticipando in maniera fin troppo esplicita ciò che il resto della storia finirà con il propinare allo spettatore con scene irresistibili come quelle della festa di fidanzamento di Lillian o la prova abiti nell’atelier (che in quanto a sgradevolezza se la batte ad armi pari con un film alla Kevin Smith).
La forza dell’operazione è quella di aver incrociato la commedia in rosa alla Sexy and the City con il ricco filone matrimoniale, che ieri come oggi continua, tra alti e bassi, a proliferare sul grande schermo: da Il matrimonio del mio miglior amico a Rachel sta per sposarsi, da Il testimone dello sposo a La damigella d’onore, passando per Un amore di testimone, 27 volte in bianco, 28 giorni e 2 single a nozze.
Queste due tipologie di commedia incrociate hanno permesso al film di Feig di trovare la giusta alchimia e automaticamente la corrispondenza con il pubblico.

A differenza di tanta altra paccottiglia comica made in Usa (e non solo), che ha bisogno di attingere a piene mani solo ed esclusivamente dal pozzo della volgarità per far ridere, quello di Le amiche della sposa è un umorismo a 360° e allo stesso tempo camaleontico, in grado di mutare forma e registro a seconda della tipologia di scena da affrontare. C’è sì la volgarità, ma è bilanciata con la gag più sofisticata che ricorre a un umorismo più sottile. Merito di una sceneggiatura che sa come dosare gli elementi a disposizione, alzando di volta in volta l’asticella e il dosaggio comico da somministrare alla platea. Insomma, un tipo di commedia intelligente che sa quando spingere sull’acceleratore e quando decelerare per non tirare troppo la corda. Uno script brillante e ben costruito sui dialoghi secchi e la fisicità dei personaggi, che spiana la strada al gruppo eterogeneo di interpreti, che ha nell’incontenibile eroina del Saturday Night Live, Kristen Wiig, l’autentica mattatrice.

 

Info
Il trailer di Le amiche della sposa.
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