Kung Fu Panda 2

Kung Fu Panda 2

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Cura dei dettagli, ottima scelta dei colori, fluidità dell’animazione, fotorealismo: Kung Fu Panda 2 sembra ribadire le potenzialità parzialmente dilapidate della DreamWorks, che dal punto di vista narrativo si limita a replicare l’operazione, montando 3D e CG su una sceneggiatura troppo esile, incapace di rinunciare a gag e citazioni.

Il ritorno del Guerriero Panzone

Po sta vivendo il suo sogno come Guerriero Dragone, proteggendo la Valle della Pace insieme ai suoi amici maestri di Kung Fu, i Cinque Cicloni: Tigre, Scimmia, Mantide, Vipera e Gru. La nuova vita di Po è però offuscata dall’arrivo di un nuovo formidabile cattivo, Lord Shen, che cercherà di usare un’arma segreta e inarrestabile per conquistare la Cina e distruggere definitivamente il kung fu. Po dovrà scoprire i segreti delle sue misteriosi origini e solo a quel punto sarà capace di sbloccare la forza che gli serve per raggiungere la vittoria… [sinossi]

Siamo rassegnati da tempo alla politica della DreamWorks Animation, avvinghiata alla logica dei sequel: abbiamo assistito al triste tracollo in quattro atti dell’orco verde [1], guardiamo con timore al terzo episodio di Madagascar, nonostante la sceneggiatura sia firmata da Noah Baumbach [2], e avremmo preferito non rivedere su grande schermo il simpatico panda Po [3], a prescindere dalla fattura del secondo capitolo. Ma il grande pubblico si affeziona, è abitudinario, alla costante ricerca di facili e rassicuranti conferme. E l’animazione in computer grafica, inevitabilmente pompata da un 3D che si rivela quasi sempre inutile, garantisce incassi anche a pellicole raffazzonate, stanche, ripetitive. E Kung Fu Panda, una delle produzioni più ispirate della recidiva DreamWorks, non poteva sfuggire alla frenesia dello sfruttamento commerciale: il bis delle avventure del pigro e paffuto Po non ha altra ragion d’essere.

Mentre il colosso rivale Pixar sta attraversando brillantemente la rischiosa fase-sequel [4], la DreamWorks sembra voler competere solo sul piano tecnico: Kung Fu Panda 2, affidato alla solida regia dell’esordiente Jennifer Yuh [5], mette in mostra una computer grafica raffinata, che in alcune sequenze e dettagli sfiora il fotorealismo – dall’arrivo di Po e dei Cinque Cicloni nella città agli interni luccicanti della pagoda di Lord Shen. E risultano gradevoli e funzionali gli inserti bidimensionali: a parte i flashbalck che tormentano Po, via via meno efficaci, segnaliamo l’incipit che coniuga eleganti silhouette colorate e un 3D al servizio della profondità di campo. Come spesso accade, il ricorso a tecniche diverse stempera la freddezza della computer grafica – il richiamo a tecniche più tradizionali era un elemento centrale anche in Kung Fu Panda di Mark Osborne e John Stevenson.

Cura dei dettagli, ottima scelta dei colori, fluidità dell’animazione, fotorealismo e via discorrendo: Kung Fu Panda 2 sembra ribadire le potenzialità parzialmente dilapidate della DreamWorks, che dal punto di vista narrativo si limita a replicare l’operazione, montando 3D e CG su una sceneggiatura troppo esile, incapace di rinunciare a gag e citazioni. Divertente, a tratti persino commovente, ma già visto, già pensato ancor prima di entrare in sala: Kung Fu Panda 2 è un sequel che ripercorre diligentemente lo stesso sentiero, che si regge sull’incipit e sul lungo scontro finale, dilatando i tempi di una storia superficiale, di una fiacca rielaborazione di un classico canovaccio dei wuxiapian. Tra complesse e acrobatiche coreografie e ralenti in cerca di una risata, restano relegati in secondo piano i Cinque Cicloni (Tigre, Scimmia, Mantide, Vipera e Gru), ridotti a quasi impalpabili comparse, mentre i tormenti shakesperiani di Lord Shen (affidato al bravo Massimo Lodolo) avrebbero meritato scelte narrative più coraggiose.

Non giova alla versione italiana la scelta di (ri)affidare a Fabio Volo il doppiaggio del personaggio principale. Siamo fortunatamente assai distanti dai disastri di Francesco Facchinetti (Robots) o Natalia Estrada (Nel magico mondo di Gaya), ma la voce di Volo non sembra sostenere l’evidente e debordante fisicità e vitalità di Po [6].

Note
1. Poteva mancare uno spin-off? È prevista per il 16 dicembre 2011 l’uscita di Puss in Boots (Il Gatto con gli Stivali) diretto da Chris Miller (Shrek terzo).
2. Riuscirà il talentuoso Baumbach a compiere il miracolo? Madagascar 3 come Fantastic Mr. Fox?
3. Stesso discorso per Dragon Trainer 2, previsto per il 2013.
4. Persino Cars 2, il titolo meno ispirato di Lasseter e soci, mostra la chiara volontà di sperimentare, di battere nuovi sentieri, di non accontentarsi della solita minestra riscaldata.
5. Una lunga gavetta alla HBO Animation (da una versione di Cinderella per il mercato home video fino alla regia di alcuni episodi della serie Spawn) e poi il passaggio alla DreamWorks. Dopo aver lavorato in Spirit – Cavallo selvaggio, Sinbad: La leggenda dei sette mari e Madagascar, Jennifer Yuh ha catturato l’attenzione dei più con la sequenza iniziale in animazione tradizionale di Kung Fu Panda.
6. La versione originale può contare sulle voci di Jack Black, Angelina Jolie, Dustin Hoffman, Gary Oldman, Jackie Chan, Seth Rogen, Lucy Liu e Michelle Yeoh.
Info
Il sito ufficiale di Kung Fu Panda 2.
La pagina facebook di Kung Fu Panda 2.
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