W. E. – Edward e Wallis

W. E. – Edward e Wallis

di

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2011, W. E. – Edward e Wallis non si scrolla di dosso la patina della mera operazione estetica: guardando al di là dell’alternanza e della compenetrazione dei piani narrativi, della costruzione narrativamente e visivamente frammentaria, ci si trova di fronte a uno script sostanzialmente superficiale, in cui lo sviluppo psicologico dei personaggi risulta troppo meccanico, forzato, sacrificato sull’altare di alcune suggestioni.

(Non) sarò tua per sempre

Intrappolata in un matrimonio senza amore a Manhattan, maltrattata e frustrata, Wally non fa che pensare a Wallis Simpson, l’elegante divorziata americana che ha conquistato il cuore di Edoardo VIII, disposto per lei ad abdicare al trono d’Inghilterra. Come Duchessa di Windsor, Wallis passa il resto della sua vita nella luce di un esilio dorato. Ispirata dalla determinazione della Duchessa a perseguire l’amore anche di fronte all’esilio sociale, Wally finisce tra le braccia di un altro uomo, il cui amore la libera… [sinossi – www.labiennale.org]

È all’insegna del glamour il secondo film da regista di Madonna, W. E. – Edward e Wallis, accolto alla Mostra del Cinema di Venezia con una serata evento che ha regalato brividi a paparazzi e riviste patinate [1]. Smarrendo la vivacità e l’apprezzabile naturalezza dell’opera d’esordio, il gradevole Sacro e profano (Filth and Wisdom, 2008), la regista e co-sceneggiatrice italo-americana vira verso la rappresentazione di un’alta società in cerca di amore, con la storia della suggestionabile Wally che si intreccia e si riflette con la più popolare vicenda di Wallis Simpson, che cambiò le sorti del trono d’Inghilterra. Probabilmente in cerca di un’opera seconda che le assicurasse finalmente il successo cinematografico, Madonna prova a mettere in scena, inquadratura dopo inquadratura, un impianto estetico raffinato, fatto di continui movimenti di macchina, di un’impeccabile ma leccata fotografia, di una ridondante ricchezza di decori, trucchi, costumi [2].

Nonostante il tentativo di attualizzare e rendere universale la parabola amorosa di Wallis Simpson ed Edoardo VIII, e nonostante gli inevitabili rimandi alle vicende sentimentali e allo stile di vita di Madonna, W. E. – Edward e Wallis non si scrolla di dosso la patina della mera operazione estetica: guardando al di là dell’alternanza e della compenetrazione dei piani narrativi, della costruzione narrativamente e visivamente frammentaria, ci si trova di fronte a uno script sostanzialmente superficiale, in cui lo sviluppo psicologico dei personaggi risulta troppo meccanico, forzato, sacrificato sull’altare di alcune suggestioni. Ricomponendo i pezzi di questo puzzle amoroso, con l’evidente sovrapposizione Wally/Wallis, ci si ritrova a osservare un quadro incompleto e soprattutto privo di profondità [3]. Madonna ci racconta una verità banale, condita da una mise-en-scène alla lunga stucchevole: un passo indietro rispetto a Sacro e profano, che non eccedeva nella durata (ottantuno minuti) e che possedeva un retrogusto fresco, probabilmente dettato dalle esperienze e dalle sensazioni giovanili della regista. E qui torniamo al glamour, alla dimensione più nota di Madonna, regina incontrastata della ricerca e del lavoro sulla propria immagine: in questo senso, W. E. – Edward e Wallis rispecchia perfettamente l’evoluzione dell’artista e prende il sopravvento sulle possibili connotazioni autobiografiche – i numerosi matrimoni, le instabilità amorose, l’inseminazione artificiale e via discorrendo.

L’opera seconda di Madonna, scritta con Alek Keshishian, offre comunque qualche passaggio significativo, come la sagace sequenza dell’asta organizzata da Sotheby’s in montaggio alternato con la festa che si scatena grazie alla benzedrina di Edoardo VIII: una rappresentazione persino spietata delle perversioni della high class, alla ricerca di stimoli attraverso lo sperpero di denaro o il consumo di droga. Abbie Cornish, intanto, continua la sua ascesa.

Note 
1. Serata all’insegna della trasgressione, seppur declinata in modi differenti: la Sala Grande ha prima ospitato Carnage, ovviamente senza Roman Polanski, quindi si sono scatenati i fan della popstar americana con la proiezione di W. E. – Edward e Wallis.
2. Bisogna riconoscere a Madonna, oltre ai vari talenti artistici, una tenacia e una perseveranza non comune, soprattutto alla luce delle tante delusioni come attrice.
3. Probabilmente sarebbe più utile considerare la tripla sovrapposizione Wally/Wallis/Madonna.
Info
Il trailer italiano di W. E. – Edward e Wallis.
Il sito ufficiale di W. E. – Edward e Wallis.
  • W-E-Edward-e-Wallis-2011-Madonna-01.jpg
  • W-E-Edward-e-Wallis-2011-Madonna-02.jpg
  • W-E-Edward-e-Wallis-2011-Madonna-03.jpg
  • W-E-Edward-e-Wallis-2011-Madonna-04.jpg
  • W-E-Edward-e-Wallis-2011-Madonna-05.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    Sacro e profano RecensioneSacro e profano

    di Tre amici si dividono tra lavori improbabili per riuscire a sbarcare il lunario, sognando un futuro più luminoso. A.K. è un immigrato ucraino che ha un solo obiettivo nella vita: raggiungere il successo con la sua band. Divide il suo appartamento con due ragazze, Holly e Juliette...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento