Wuthering Heights

Wuthering Heights

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Wuthering Heights mostra con lucidità e una raffinata mise-en-scène un’ossessione che divora l’anima. Ed è funzionale ai marcati contrasti sociali la scelta di un Heathcliff di colore. Resta solamente il dubbio sulla reale necessità di riadattare un testo già portato più volte sullo schermo.

L’amore è più freddo della morte

Tratto dall’unico romanzo di Emily Brontë, Wuthering Heights è il tetro racconto di un amore appassionato e contrastato, rivalità tra fratelli e vendette. Un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada Heathcliff, un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, portandolo con sé tra le sperdute colline dello Yorkshire, dove il ragazzo instaura una relazione ossessiva con Catherine, la figlia del contadino. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia, alimentati da orgoglio e presunzione. Pur essendo chiaramente un dramma d’epoca, la storia affronta temi attuali, come il razzismo e la dipendenza, ed eterni, come la gelosia, l’odio verso l’altro, l’amore e la famiglia. Il film è ambientato nelle aspre campagne dello Yorkshire, che di questa storia crudele e appassionata sono lo sfondo ideale e al tempo stesso uno dei protagonisti… [sinossi – www.labiennale.org]
Bad dreams in the night.
They told me I was going to lose the fight,
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights.
Kate Bush – Wuthering Heights

Al terzo lungometraggio, presentato in concorso alla 68a Mostra del Cinema di Venezia, la cineasta Andrea Arnold focalizza la propria attenzione su un personaggio maschile, dopo gli intensi ritratti femminili di Red Road (2006) e Fish Tank (2009). Una scelta più che legittima, ovviamente, ma singolare per una trasposizione del celeberrimo romanzo Cime tempestose di Emily Brontë. Incollando la macchina da presa al passionale Heathcliff, la Arnold relega in secondo piano la coprotagonista Catherine Earnshaw, in una rilettura sanguigna ma volutamente incompleta di questo classico della letteratura inglese.
Wuthering Heights potrebbe quindi deludere le aspettative di buona parte del pubblico, anche alla luce della passate versioni cinematografiche [1]: ma alla Arnold interessava evidentemente enfatizzare la passione travolgente, quasi animalesca, dell’indomabile Heathcliff. Ed è sull’altare della centralità del desiderio, cieco e distruttivo, che il film sacrifica la seconda parte del romanzo, gli altri personaggi e la fluidità dell’intreccio, reso frammentario: la trasposizione della Arnold è un tradimento d’autore, è un’operazione di riscrittura perfettamente in linea coi precedenti lavori della regista inglese, è un adattamento infedele ma pregnante – avrebbe avuto senso, in fin dei conti, una diligente riduzione cinematografica?

Utilizzando luci naturali, l’incessante vento come colonna sonora [2] e volti freschi e rabbiosi, Andrea Arnold mette in scena una storia d’amore carica di odio, di brutale e traboccante vendetta. Un amore che uccide, ormonale, egoista e immaturo, destinato a non consumarsi mai, ostacolato dal destino, dalla crudeltà degli uomini e da un luogo dominato da una natura inospitale [3]. E proprio il paesaggio naturale, illustrato da ricorrenti dettagli e totali, è il terzo (se non secondo) personaggio del film: non tanto la modesta dimora della famiglia Earnshow o la lussuosa villa dei Linton, ma la brughiera fredda e inospitale, ma di ipnotica e brutale bellezza. È la natura che domina e guida le passioni, è la fonte della luce selvaggia che anima gli occhi della giovane Cathy (Shannon Beer) e dell’Heathcliff adolescente (Solomon Glave) e adulto (James Howson) [4].

Andrea Arnold, che incolla la macchina da presa in continuo movimento sui volti e sui corpi di Heathcliff e Cathy e che lavora sul paesaggio con quadri fissi, individua l’essenza del romanzo di Emily Brontë, dando risalto alle emozioni violente, alla prevaricazione sulle donne e sui più deboli (prima Heathcliff e poi, in una sterile vendetta, gli Earnshow e i Lindon), all’influenza della natura e dell’ambiente sull’uomo. Wuthering Heights mostra con lucidità e una raffinata mise-en-scène un’ossessione che divora l’anima. Ed è funzionale ai marcati contrasti sociali la scelta di un Heathcliff di colore. Resta solamente il dubbio sulla reale necessità di riadattare un testo già portato più volte sullo schermo.

Note
1. Molte le versioni per il piccolo e grande schermo. Ricordiamo quantomeno La voce nella tempesta (Wuthering Heights, 1939) di William Wyler, con Laurence Olivier, Merle Oberon e David Niven, Cime tempestose (Abismos de pasión, 1954) di Luis Buñuel, con Irasema Dilian e Jorge Mistral, e Cime tempestose (Wuthering Heights, 1970) di Robert Fuest, con un giovane Timothy Dalton nel ruolo di Heathcliff.
2. Sui titoli di coda la ballata The Enemy dei Mumford and Sons.
3. Il film è ambientato nello Yorkshire.
4. I tre attori sono esordienti, segno di un ispirato lavoro di casting. Convincente anche l’interpretazione di Kaya Scodelario (Moon e Scontro tra titani), che deve vestire i panni di una Cathy cresciuta, più consapevole e misurata, nonostante il costante conflitto tra la travolgente passione e il ruolo sociale.
Info
Wuthering Heights su facebook.
Il trailer di Wuthering Heights.
Il sito ufficiale di Wuthering Heights.
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