One Day

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One Day è una commedia romantica gradevole ma poco incisiva e fa della riuscita commistione fra sentimento e umorismo il suo punto di forza: buone le interpretazioni dei due protagonisti – Anne Hathaway e Jim Sturgess – che lavorano con efficienza sulle sfumature dei personaggi, dimostrandosi però entrambi più a loro agio nei segmenti spensierati che non nelle parentesi drammatiche.

A Day in the Life

Incontratisi il giorno del loro diploma di laurea, Emma e Dexter sono due persone con ambizioni e sogni diversi, ma qualcosa tra di loro li lega inesorabilmente, così, da quel momento, il giorno 15 Luglio di ogni anno, si incontreranno per vent’anni di seguito, fino a quando non capiranno di essere fatti l’uno per l’altra… [sinossi]

Nell’anno della celebrazione cinematografica dei “friends with benefits” (con l’omonimo film con Mila Kunis e Justin Timberlake distribuito in Italia come Amici di letto e Amanti, amici e… con Natalie Portman e Ashton Kutcher) One Day porta sullo schermo una storia d’amicizia/amore più classicheggiante e meglio collocabile nel repertorio delle love-comedies nate sulla scia del successo di Harry ti presento Sally del 1989.
Lone Scherfig – nel cui passato è annoverata l’esperienza del Dogma 95 di Lars Von Trier (la commedia Italiano per principianti, Dogme#12) – ha raggiunto la popolarità internazionale con uno dei film più applauditi del 2010, il pluripremiato An Education che l’ha fatta approdare anche alla corte degli Academy Awards: dopo il successo del dramma sentimentale con Carey Mulligan e Peter Sarsgaard le aspettative sul suo nuovo progetto si erano decisamente innalzate, tanto più visto che la regista danese si sarebbe dedicata all’adattamento di uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni, il best-seller inglese One Day di David Nicholls. La trama è essenziale, due ragazzi si conoscono nel giorno della loro laurea nel 1988 e da allora nasce un’amicizia che li coinvolgerà per tutta la vita, trascinandoli in un sentimento che li cambierà per sempre: la peculiarità della storia sta nella modalità del racconto, articolata in venti finestre che ricorrono annualmente il 15 luglio, anniversario del primo incontro fra i protagonisti, fotografandone le vite.

A dispetto dell’immediata ricevibilità del romanzo, il film in realtà fatica a decollare, soprattutto per la difficoltà di riprodurre lo schema episodico del libro in una struttura cinematografica e ben presto il racconto frammentato del rapporto fra Emma e Dexter perde la sua natura sincopata e mostra invece tutte le sue falle. Malgrado sia ampiamente preservata la brillantezza dei dialoghi, il difetto maggiore di One Day sembrerebbe risiedere nella sceneggiatura, fedelissima al testo originale ma poco modellata sugli schemi del grande schermo: a firmare lo script c’è proprio Nicholls, alle prese con il difficile compito di mediazione fra due mezzi di comunicazione così diversi. La scrittura fluida del romanzo si irrigidisce nel film, che pure cerca di salvaguardare l’atmosfera, il tono e lo spirito del libro: la sensazione è che invece di lavorare per sovrapposizione di spunti si sia cercato di costruire con estrema pulizia una trasposizione capillarmente esatta ma poco coinvolta emotivamente.
Lone Scherfig affronta la regia con la consueta raffinatezza, coadiuvata dalla bella fotografia curata da Benoit Delhomme, peccato che stavolta la pregevolissima cura per i dettagli che caratterizza le scelte estetiche della cineasta danese abbia finito per sottrarre credibilità alla storia: se in An Education la creazione di un’ambientazione “da favola” ricopriva un ruolo estremamente funzionale ai fini della narrazione (che si conformava allo stupore bambinesco della giovane protagonista alla scoperta del mondo sofisticato che aveva sempre sognato), in One Day il mood generale da “cartolina-chic” sembra meno calzante.

Il film è una commedia romantica gradevole ma poco incisiva e fa della riuscita commistione fra sentimento e umorismo il suo punto di forza: buone le interpretazioni dei due protagonisti – Anne Hathaway e Jim Sturgess – che lavorano con efficienza sulle sfumature dei personaggi, dimostrandosi però entrambi più a loro agio nei segmenti spensierati che non nelle parentesi drammatiche. One Day infatti pare avere una doppia anima, l’una decisamente improntata all’ironia e allo humor, l’altra più seria e commovente ed è proprio nei risvolti “dolorosi” che la narrazione si appesantisce: c’è da apprezzare però che la Scherfig riesce a evitare di rimanere inghiottita dagli slanci potenzialmente più mielosi, smorzando il sentimentalismo proprio sfruttando la vena sottilmente comica dei personaggi.
Restano però evidenti tutte le imperfezioni del progetto che – soprattutto a causa della ridondanza verbale di alcuni segmenti che lo fanno avvicinare pericolosamente ai dettami del cinema strappalacrime per eccellenza – spesso non sembra riuscire ad affermare la propria originalità e il proprio carattere e che finisce per apparire quasi anacronistica. Un’occasione non sfruttata al meglio dalla regista danese.

Info
Il trailer italiano di One Day.
One Day sul canale Film su YouTube.
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