Anonymous

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Il più che rispettabile tentativo di Emmerich di modellare un blockbuster d’autore soffre di una evidente schizofrenia, dell’incapacità di liberarsi totalmente delle scorie delle pellicole passate. Anonymous non conosce soste, non lascia decantare storia e personaggi, non si sofferma mai sull’opera di Shakespeare, giocando inevitabilmente d’accumulo. È l’eccesso la cifra stilistica del nuovo Emmerich: le stesso eccesso delle opere precedenti.

L’ambizione

Edward de Vere, conte di Oxford, era un poeta e un drammaturgo affermato alla corte della regina Elisabetta nel XVI secolo. Alcune teorie letterarie del XX secolo ritengono che sia lui in realtà l’autore dei lavori attribuiti a Shakespeare… [sinossi]

Dalla Hollywood fracassona dei blockbuster all’eleganza e allo stile impeccabile degli attori inglesi. Dagli alieni alle tragedie shakesperiane. Da Dolph Lundgren a Vanessa Redgrave. La carriera del regista tedesco Roland Emmerich, prontamente adottato e assorbito dalla fabbrica dei sogni, ha subìto un improvviso scarto, un cambio di direzione apparentemente sorprendente. Abbracciando con Anonymous la teoria oxfordiana sull’attribuzione delle opere shakesperiane, Emmerich alza notevolmente l’asticella delle proprie ambizioni: dalla mera corsa al box office, già ripetutamente sbancato, al tentativo di conquistare lo spettatore con una storia complessa, intrisa di riferimenti culturali, priva di quella sovrastruttura iperspettacolare, esasperata e spesso esasperante che caratterizzava pellicole senz’anima come 10000 A.C. e 2012.

Prima di cestinare in toto la precedente filmografia di Emmerich, diamo uno sguardo al passato. Legato quasi mani e piedi alla fantascienza, il regista e sceneggiatore di Stoccarda approda negli Stati Uniti nel 1992 [1]. Il primo lavoro a stelle e strisce, I nuovi eroi, ha il grande merito di non affondare nonostante la contemporanea presenza di Jean-Claude Van Damme e Dolph Lundgren. Immediato il successo: nel 1994 scrive e dirige Stargate, e due anni dopo trionfa con l’altalenante Independence Day [2]. Ad eccezione del fluviale war movie Il patriota (2000), Emmerich inanella una serie di lungometraggi (Godzilla, L’alba del giorno dopo, 10000 A.C. e 2012) che mettono in scena caos e distruzione. L’apoteosi della catastrofe è ovviamente la mise en scène della profezia dei maya. Un punto di non ritorno? Sicuramente Anonymous, pur smontando pezzo per pezzo l’identità del Bardo, è un lungometraggio che si muove in direzione opposta, cercando di (ri)costruire un’affascinante teoria. E, cosa ancor più sorprendente, cerca di farlo sostituendo la parola all’azione. O quasi.

Il più che rispettabile tentativo di Emmerich di modellare un blockbuster d’autore soffre però di una evidente schizofrenia, dell’incapacità di liberarsi totalmente delle scorie delle pellicole passate. Anonymous non conosce soste, non lascia decantare storia e personaggi, non si sofferma mai sull’opera di Shakespeare, giocando inevitabilmente d’accumulo. È l’eccesso la cifra stilistica del nuovo Emmerich: le stesso eccesso delle opere precedenti. In questo senso leggiamo anche il ricorso agli ariosi e gratuiti movimenti di macchina sulla città e nelle sequenze in esterni, enfatiche scenografie infarcite di computer grafica.

Il cambio di direzione del regista tedesco è quindi solo parziale, ma bisogna riconoscergli il tentativo di coniugare period drama e box office, grandi attori e grande pubblico. Emmerich, in fin dei conti, regala ruoli assai appaganti a Rhys Ifans, Vanessa Redgrave, David Thewlis e al resto della compagnia. E anche se l’incipit metalinguistico, le rappresentazioni teatrali e gli intrighi di palazzo avrebbero probabilmente richiesto una mano più accurata, Anonymous può essere considerato uno dei lavori più convincenti della filmografia emmerichiana [3].

Note
1. L’esordio al lungometraggio risale al 1984, con 1997 – Il principio dell’arca di Noè. Quindi altre tre pellicole che non lasciano particolari tracce: Joey (1985), Fantasmi a Hollywood (1987) e Moon 44 – Attacco alla fortezza (1990).
2. Per quattro film (Stargate, Independence Day, Godzilla e Il patriota) Emmerich scrive le sceneggiature a quattro mani con Dean Devlin. Sarà invece Jeffrey Nachmanoff il coautore dello script della sci-fi ecologista L’alba del giorno dopo (2004), il miglior lavoro del cineasta tedesco.
3. Il film si apre con un monologo dell’attore shakespeariano Derek Jacobi, classico escamotage per intrecciare teatro e cinema, realtà e finzione.
Info
Il trailer originale di Anonymous.
Il sito ufficiale di Anonymous.
Anonymous sul canale youtube Movies.
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