The Catechism Cataclysm

The Catechism Cataclysm

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Todd Rohal torna alla regia con il folle The Catechism Cataclysm, fulgido esempio di dark-comedy psichedelica, allucinata e psicotica. Al Torino Film Festival 2011.

Shane Sings Five Octaves e altri racconti

A causa di alcune parabole non troppo canoniche raccontate ai suoi fedeli, il giovane prete William Smoortser viene invitato caldamente dai suoi superiori a concedersi un periodo sabbatico. Billy decide così di ricontattare Robbie, suo idolo ai tempi del liceo, per coinvolgerlo in un viaggio in canoa. Il primo giorno si ritrovano così a rievocare gli anni in cui Billy suonava in una band cristiana e Robbie era invece un chitarrista metal. Quando però cala la notte, scopriranno di essersi persi e dovranno affrontare una serie di strani avvenimenti… [sinossi – Torino Film Festival]

Un film come The Catechism Cataclysm, presentato fuori concorso nella sezione Festa MobileFigure nel paesaggio alla ventinovesima edizione del Torino Film Festival, dovrebbe essere preso come esempio nelle annose discussioni critiche su ciò che può essere o meno definito “indipendente” all’interno del sistema cinematografico statunitense. Già l’opera prima del giovane Todd Rohal, l’ottimo The Guatemal Handshake (che nel 2006 fece incetta di premi proprio all’ombra della Mole Antonelliana), si era segnalata per il suo essere assolutamente sfuggente, inclassificabile, fuori dai canoni estetici e contenutistici dei vari indie prodotti dalle succursali delle major, in cui la ricerca dello “strambo” a tutti i costi sembra fungere da ideale collante critico e teorico. Con The Catechism Cataclysm Rohal compie un ulteriore passo avanti, non tanto da un punto di vista squisitamente qualitativo, ma piuttosto per quel che concerne le libertà che il film si prende nei confronti della prammatica drammaturgica e di messa in scena.

La storia di Padre Billy, reverendo sui generis che intrattiene il suo gruppo di preghiera con storielle bizzarre sulla vita di tutti i giorni invece di invitare alla riflessione attraverso la parola della Bibbia, costretto suo malgrado a prendere una breve pausa dai doveri ecclesiastici per (ri)trovare un diverso rapporto con la fede, potrebbe apparire a prima vista poco più di una barzelletta, divertente ma in fin dei conti inessenziale: nel fermarsi però solo sulla superficie del video – il film è girato in digitale, e a costo davvero contenuto – si incorrerebbe però in un errore di non poco conto. Todd Rohal, perseguendo un’idea di narrazione coerente con quanto affrontato in passato, architetta l’intero impianto drammaturgico del suo film giocando non solo in bilico sulla fune sospesa che divide la realtà dall’onirismo – vortice di senso in cui sprofonda l’ultima parte di The Catechism Cataclysm – ma anche meticciando la storia di un’amicizia virile “impossibile” con altri racconti, deviazioni dal percorso folli e imperdibili. In una sorta di gioco di scatole cinesi, Billy e Robbie si trovano a vivere per interposta persona anche la storia dell’anziana signora che ruba la macchina che a sua volta crede le stiano rubando, quella dell’amore tra l’operaio messicano imprigionato nel pilone di cemento e la donna che lo accudisce, e soprattutto quella dell’aspirante suicida che, incapace di spararsi, si trasforma involontariamente in pluriomicida. Piccoli tasselli di una poetica stralunata e sadica, che non ha paura di farsi beffe anche delle istituzioni più sacre, come dimostra la bonaria presa in giro dell’universo cattolico, e che utilizza il cinema come apertura ideale su mondi credibili e irreali allo stesso tempo.
Commedia sapida, con digressioni scatologiche degne di una farsa grossolana – la Bibbia perduta nella diarrea, tanto per fare un esempio – The Catechism Cataclysm è anche allucinato percorso di formazione di un individuo incapace di crescere, road-movie (o, per meglio dire, river-movie) a pochi passi dal picaresco, sgangherata immersione nel surreale, ghignante omaggio al cinema dell’orrore. Sintomi evidenti della volontà di Rohal di abbattere le barriere tra i generi e ribadire l’assoluta indipendenza del proprio verbo cinematografico.

Anche la lungimirante scelta del cast si muove in questa direzione: Steve Little e Robert Longstreet con ogni probabilità sono due nomi oscuri per la stragrande maggioranza del pubblico, anche quello più cinefilo, ma da anni si aggirano nel composito universo Off-Hollywood, sfoderando sempre interpretazioni notevoli.
Ovviamente The Catechism Cataclysm (come già accaduto con The Guatemalan Handshake) non ha alcuna possibilità di trovare spazio sugli schermi italiani, e resterà quasi invisibile anche su quelli d’oltre oceano: perché l’indie oramai lo si accetta solo quando, iper-dialogato e colorato, si dimostra grazioso e innocuo, incapace di offendere il pensiero comune. L’industria ha vinto, ma non è detto che un Robbie/Golem, con un enorme masso al posto della testa, non possa continuare a resistere, magari sulle note imperdibili di Shane Sings Five Octaves on a Piano. Vedere (su Youtube) per credere…

Info
Il trailer di The Catechism Cataclysm.
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