L’ora nera
di Chris Gorak
L’ora nera (The Darkest Hour) di Chris Gorak è una coproduzione tra americani e russi che scherza un po’ con la guerra fredda senza mai affondare il coltello e che scivola via banalmente lungo i suoi ottantanove minuti.
Rinunciare a combattere?
Sean e Ben, giovani imprenditori della new economy, atterrano nella capitale russa per inseguire i loro sogni economici, mentre Natalie e Anne, amiche in viaggio verso il Nepal, cercano di sfruttare l’occasione per divertirsi in una delle capitali notturne del mondo. Le due coppie si incontrano in un locale glamour, che diventa improvvisamente un luogo spaventoso quando gli alieni inizialmente invisibili invadono la Terra e tutto scivola nell’oscurità. Dopo essere sopravvissuti all’attacco iniziale nascondendosi sotto terra, i ragazzi emergono ai confini di una Mosca sempre più dominata dagli alieni. Dovranno unire le loro forze per non soccombere al nemico… [sinossi]
La parola chiave per L’ora nera, deludente B-movie fantascientifico travestito da blockbuster, potrebbe essere rinuncia. Certo, non rinunciano a combattere i giovani protagonisti e non rinunciano nemmeno il bizzarro inventore moscovita e la sua giovane ospite o i neo-partigiani russi, tutti muscoli, kalashnikov e senso della patria. Insomma, non rinuncia l’umanità, messa in ginocchio da uno spietato attacco alieno. L’unico che sembra rinunciare almeno un po’ è l’allampanato Skyler, imprenditore svedese che avrebbe fatto fortuna in Italia e che invece deve scontare le sue meschinità e illegalità, perché nei blockbuster o presunti tali la disonestà non paga (quasi) mai.
L’unica vera rinuncia è purtroppo quella del film, che vorrebbe avere un budget maggiore ma non se lo può permettere – si vedano alcuni esterni e la bassa qualità delle riprese che cozzano con alcuni effetti speciali di apprezzabile fattura – e che non prova quasi mai a scartare i binari del prevedibile, dello scontato, del già visto e rivisto. È la rinuncia della scrittura, affidata a Jon Spaihts (con Damon Lindelof ha scritto l’attesissimo Prometheus di Ridley Scott: dobbiamo preoccuparci?), che non si cura di dare un po’ di spessore ai personaggi e che sciorina una serie di dialoghi involontariamente comici; è la rinuncia degli attori protagonisti, in primis l’altrimenti bravo Emile Hirsch (Milk, Speed Racer, Into the wild), che sembrano in vacanza premio, svogliati e legnosi; è la rinuncia della messa in scena, che non appare in grado di sfruttare visivamente il suggestivo teatro di guerra, la città deserta, gli interni claustrofobici e tutto quel che segue.
L’ora nera (The Darkest Hour) è una coproduzione tra americani e russi che scherza un po’ con la guerra fredda senza mai affondare il coltello e che scivola via banalmente lungo i suoi ottantanove minuti. Ecco, due dei possibili punti a favore sono la relativa durata e la superficiale scorrevolezza: il film diretto da Chris Gorak, all’opera seconda dopo il thriller losangelino Right at Your Door (2006) e già art director per Spielberg (Minority Report), i fratelli Coen (L’uomo che non c’era) e Fincher (Fight Club), può essere assaporato con una massiccia dose di pop corn, una coca cola super-size, magari dopo un spuntino da McDonald’s. McDonald’s? Sì, lo citiamo almeno un paio di volte, ma ci è impossibile tenere il ritmo dello smaccato product placement della pellicola, che regala inquadrature ad hoc con estrema generosità.
Ci si doveva aspettare di più dal vulcanico Timur Bekmambetov (I guardiani della notte, I guardiani del giorno, Wanted e, la prossima estate, Abraham Lincoln: Vampire Hunter), qui nelle vesti di produttore? Sì, almeno sul piano immaginifico, soprattutto nelle messa in scena. Invece L’ora nera sembra un film approssimativo, realizzato sull’onda dell’entusiasmo di una buona idea (alieni a Mosca) purtroppo non sufficientemente sviluppata e gonfiato inutilmente in 3D per spremere gli spettatori. Ed è un peccato che si dissolvano nel nulla quel pizzico di cattiveria intravista in alcune sequenze e la potenziale ironia storica della resistenza moscovita, dell’arsenale bellico riesumato e della quasi innaturale collaborazione con gli yankee. In uno script definitivamente affossato dalle tirate retoriche affidate a uno spaesato Hirsch e incapace di rinunciare a un posticcio siparietto romantico, l’intuizione della gabbia di Faraday, le possibili derive claustrofobiche e il contrasto tra tecnologia avanzata e armi di fortuna sono sprecate come l’ambientazione apocalittica. Sapranno rinunciare al sequel?
Info
Il sito della Fox, che distribuisce L’ora nera.
- Genere: action, fantascienza, horror
- Titolo originale: The Darkest Hour
- Paese/Anno: Russia, USA | 2011
- Regia: Chris Gorak
- Sceneggiatura: Jon Spaihts
- Fotografia: Scott Kevan
- Montaggio: Doobie White, Fernando Villena, Priscilla Nedd-Friendly
- Interpreti: Aleksandr Chernykh, Alya Nikulina, Anna Rudakova, Artur Smolyaninov, Dato Bakhtadze, Emile Hirsch, Georgiy Gromov, Ilya Ivanov, Ivan Gromov, Joel Kinnaman, Max Minghella , Nikolay Efremov, Oleg Poddubnyy, Olivia Thirlby, Pyotr Fyodorov, Rachael Taylor, Rachel Taylor, Sem Vanin, Vasiliy Fursenko, Veronika Ozerova, Yuri Kutsenko
- Colonna sonora: Tyler Bates
- Produzione: Bazelevs Productions, New Regency Pictures, The Jacobson Company
- Distribuzione: 20th Century Fox
- Durata: 89'
- Data di uscita: 20/01/2012








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