The Raven

The Raven

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Il gotico di The Raven è troppo patinato per inquietare realmente, lontano dalle ambientazioni essenziali di Corman, parente non troppo lontano dell’Ottocento videoclippato da Guy Ritchie con Sherlock Holmes. Tuttavia, rispetto all’inverosimiglianza di Ritchie, McTeigue cerca in qualche modo di mantenere un equilibrio. Ne esce fuori un ibrido lacunoso ma che a tratti funziona.

L’ispettore Poe

Baltimora, XIX secolo. Quando una madre e sua figlia vengono ritrovate brutalmente assassinate, il detective Emmet Fields fa una scoperta sorprendente: il delitto assomiglia a un omicidio descritto fin nei minimi dettagli in un racconto dello scrittore emergente ed emarginato Edgar Allan Poe. Ma proprio mentre Poe viene interrogato dalla polizia, viene commesso un altro omicidio ispirato a una sua storia. Rendendosi conto che c’è un pazzo omicida a piede libero, che utilizza i racconti di Poe come ispirazione, Fields chiede l’aiuto dell’autore per fermarlo… [sinossi]

Considerato uno dei padri dell’orrore in senso generale, ovvero senza linee di demarcazione tra letteratura, cinema e quant’altro, Edgar Allan Poe è uno di quegli scrittori che mettono sempre timore reverenziale in un cineasta. Non solo per l’enorme popolarità che ancor oggi riscuote, ma anche perchè, come dimostrato da Roger Corman con le sue note trasposizioni cinematografiche, la scrittura del poeta di Baltimora contiene già in sé una natura cinematografica.  Difficile inoltre rendere l’ambivalenza tra l’horror con la sua immediatezza e la profondità filosofica tipicamente presente in Poe.  In altre parole, vi è sempre il pericolo di rendere l’opera di Poe una galleria di perversioni a buon mercato e di facile effetto. Non è il caso di The Raven, che porta la firma di un regista quanto meno particolare, ovvero il James McTeigue di V per Vendetta. E come il suo autore, The Raven è un prodotto particolare, non un horror come ci si aspetterebbe, bensì un thriller che porta con sé varie contaminazioni. Un thriller dove a prima vista latita, non sappiamo se per scelta o per negligenza, proprio quell’immediatezza orrorifica, la vera e propria paura che scaturisce dalla lettura di un testo di Poe.

La struttura narrativa, seppur non originalissima, è comunque interessante: un assassino uccide le sue vittime secondo le caratteristiche di alcuni racconti di Poe (vengono citati tra gli altri La maschera della morte rossa, La verità sul caso Valdemar, Il cuore rivelatore), a indagare insieme alla polizia sarà lo stesso scrittore. McTeigue pare usare l’espediente narrativo dunque per celebrare con una rapida antologia di immagini l’opera dello scrittore nativo di Boston, ma l’impressione è che si attraversi Poe superficialmente, citandolo senza cogliere realmente l’essenza delle sue parole. Quello di The Raven è una rappresentazione del gotico troppo patinata per inquietare realmente, ben lontana dalle ambientazioni essenziali di Corman, che anzi visivamente ricorda più l’Ottocento videoclippato da Guy Ritchie con Sherlock Holmes. Tuttavia, rispetto all’inverosimiglianza di Ritchie, McTeigue cerca in qualche modo di mantenere un equilibrio: ovvero portare avanti il thriller e allo stesso modo dare un ritratto biografico dello scrittore americano. Ne esce fuori un ibrido lacunoso ma che a tratti funziona. In primis grazie a un ottimo John Cusack, mai sopra le righe nell’impersonare lo scrittore maledetto, alcolizzato, che si sente mal compreso nel piattume della provincia americana.  Talvolta però, cercando di rincorrere troppo il suo protagonista senza peraltro evitare appunto i cliché sugli scrittori maledetti nel cinema (l’impressione talvolta è che si parli di Poe ma potrebbe trattarsi di qualunque altro scrittore), McTeigue finisce per allentare eccessivamente la tensione nella ricerca dell’assassino. Quello che manca a un thriller non proprio canonico come The Raven non è il ritmo né una certa dinamicità, quanto dei ritratti psicologici, morbosi o quant’altro che siano realmente allettanti per lo spettatore, o almeno che non diano il senso del déjà vu.

Tornando quindi al discorso iniziale, la prova di McTeigue su un terreno difficile come quello di Edgar Allan Poe (in cui tra i vari hanno fallito o non hanno brillato autori come Romero e Argento per fare un esempio), è da considerare rivedibile ma non da bocciare. Probabilmente fuggendo primariamente da alcuni stereotipi horror, l’autore se ne è ritrovati altri sulla strada non del tutto volontariamente. Certamente The Raven merita di essere visto anche solo per come descrive la morte dello scrittore, probabilmente il momento migliore del film. Mentre una nota decisamente negativa riguarda il finale: davvero poco necessario e molto coatto, proprio come sarebbe piaciuto al già citato Guy Ritchie.

Info
Il trailer italiano di The Raven.
The Raven sul canale Film su YouTube.
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