Act of Valor

Act of Valor

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Etica, Onore e Morale delle forze speciali della United States Navy in Act of Valor di Mike McCoy e Scott Waugh. Il film si fa eterno vanto della presenza dei veri Navy Seals e non di attori professionisti (salvo qualcuno) a beneficio del realismo, salvo palesarsi nella sua estetica da videogame e ci fa sentire costantemente la presenza della mdp con innumerevoli effetti flare voluti e non.

Why we fight

Il più elitario, meglio addestrato team di guerrieri del mondo moderno entra in azione quando il rapimento di un agente della CIA smaschera un complotto terroristico mirato a uccidere centinaia di persone negli Usa… [sinossi]

Mai visto nulla di simile. Act of Valor si apre con un attentato a Manila (un camioncino esplode assieme ad una trentina di bambini che aspettavano il gelato), prosegue per mare e per aria, dentro una baracca nel cuore di una foresta in Costa Rica – luogo di tortura ai danni di una coraggiosa collaboratrice della CIA (le forano cristologicamente mani e piedi con un trapano) – riposa per una manciata di minuti nell’attico di un supertrafficante e superterrorista, ma prima di tutto padre e marito impeccabile, e poi sullo yacht di lui in mezzo al mare, dove ha luogo un confronto fuori da tempo e realtà tra Christo (è il nome del trafficante…) e un esponente del governo americano (spreco di barbe posticce lungo l’intero film, chissà perché) nel quale quest’ultimo finge continuamente con sprezzo di non capire il nome dell’interrogato perché pronunciato con lieve accento russo: Chr…Chrisco?,  e si conclude finalmente in un quartiere messicano controllato dai cartelli della droga al confine con gli Stati Uniti, che per l’occasione ospita: russi, filippini e jihadisti var?, tutti impegnati a tramare contro il paese delle opportunità e della libertà di pensiero e di espressione, in una scena che fa pensare a quella finale di Machete, ma senza la medesima serietà e, d’altra parte, al cenacolo di congiurati scoperto da Leslie Nielsen nel primo episodio di The Naked Gun – quello in cui cancella la macchia dalla fronte di Gorbaciov.

Questo è ciò che crediamo di aver visto in Act of Valor, film costruito a blocchi come La dolce vita, diretto dai rispettivamente motociclista e stuntman Mike Mouse McCoy e Scott Waugh. Crediamo, ma non siamo sicuri; potremmo aver visto un film che parla di Etica, Onore, Morale e vende efficienza precisione puntualità, del valoroso corpo dei Marines. Questi soldati in azione, fra il piombo rovente, trovano sempre il tempo per un consiglio cordiale come per le valutazioni più equilibrate: a chi sparare e a chi no, discorsi sulla famiglia e via disccorendo; sparano quasi sempre un colpo solo, alla testa. Arrivano, fanno tutto come si deve (un lavoro pulito) , e tornano a casa o sulla nave a discutere di onore ed altre amenità. Why we fight fu obiettivo e neutrale a confronto, mentre, per essere un po’ più attuali, gli sforzi di Redacted e di The Hurt Locker, sforzi per vedere la questione nella sua complessità, paiono fatti invano.
Il film si fa poi eterno vanto della presenza dei veri Navy Seals e non di attori professionisti (salvo qualcuno) a beneficio del realismo (ma sarebbe meglio dire realistico), salvo palesarsi nella sua estetica da videogame – le soggettive con avambraccio e pistola come negli archetipici Wolfstein 3D  o il più celebre Doom – e ci fa sentire costantemente la presenza della mdp con innumerevoli effetti flare voluti e non (volgarmente luce in macchina).

È un film ovviamente senz’anima, ma c’è un perché. Come già abbiamo fatto notare, gli autori di quest’opera vengono da ambienti altri rispetto al cinema (come spiegare sennò l’unico carrello laterale del film, quello in spiaggia, che non troveremmo nemmeno nel cortometraggio dell’esordiente più inesperto  ma almeno un poco appassionato, in quanto ad assenza di fluidità) – gare motociclistiche e di skateboard – oppure sono meri cervelloni come Rosenberg, che si è occupato della post-produzione, nato e cresciuto nella Silicon Valley, o come Shane Hurlbut, già direttore della fotografia per Terminator Salvation (dalla cui library di effetti sonori vengono probabilmente anche vetri in frantumi e cannonate di Act of Valor). Un corpo, un cervello, niente anima. Questi signori hanno infatti fondato una casa di produzione chiamata Bandito Brothers, la quale mette insieme, citiamo testualmente: cineasti, atleti e tecnici.
Mai visto niente di simile.

Info
Il canale youtube di Act of Valor.
La pagina twitter di Act of Valor.
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