Chronicle

Chronicle

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Muovendosi tra le fragilità emotive dei suoi protagonisti Chronicle, dell’esordiente Josh Trank, è un film di supereroi insolito che ha diverse cose da dire, alcune anche piuttosto originali.

L’impossibilità di essere normali

Tre liceali dotati di poteri paranormali fanno un’incredibile scoperta che porterà lo sviluppo delle capacità oltre l’immaginazione. Mano a mano che imparano a controllare le loro abilità e a usarle per i propri benefici, le loro vite cominciano a sfuggire al controllo e il loro lato oscuro prende il sopravvento… [sinossi]

Sono passati diversi anni da quando The Blair Witch Project pose le basi per una nuova tendenza filmica concomitante all’avvento del digitale, ovvero l’uso del falso documentario. Come accade spesso nel cinema un’invenzione è tale non sempre quando la si vede per la prima volta ma anche in relazione alle risposte del pubblico. Snobbati esempi di parodia – ma anche di grande cinema – come F for Fake di Orson Welles o Zelig di Woody Allen, l’idea del mockumentary, abbandonata la vena satirica, si è associata quasi esclusivamente al cinema di genere; e così sulla scia del successo al botteghino della strega di Blair sono arrivati i vari [Rec], Cloverfield, L’ultimo esorcismo (per citare gli esempi migliori).
Da queste istanze, profondamente figlio dei tempi, nasce Chronicle, film dell’esordiente Josh Trank, già autore di alcuni episodi dell’apprezzata serie tv The Kill Point. Nel film vi sono dunque tutti quegli stilemi già ampiamente battuti recentemente: la videocamera a mano, l’inquadratura e il suono sporcati in modo iperrealistico, il filmare come testimonianza documentaristica di ciò che accade. Il tutto faticosamente al servizio di una vicenda fantathriller. Si narra infatti di tre comunissimi ragazzi che vengono accidentalmente in possesso di poteri extrasensoriali, in primis la telecinesi, che cambieranno radicalmente le loro vite.

La cosa sicuramente più interessante di Chronicle è l’accostamento del supereroismo con la bassa qualità, ancor più interessante per la lontananza dal monumentalismo dei rifacimenti Marveliani, già intelligentemente testato nel divertente Kick-Ass e ancor più nella serie tv Misfits. Il punto di vista del supereroe è sempre più cinico e disilluso, e diventa più un espediente per ragionare sul classico disagio adolescenziale: in questo senso, i poteri sembrano più un modo per essere accettati dalla società, che non invece differenziarsi da essa.
Non ne esce comunque menomata la messa in scena, che anzi riesce più volte a suggestionare nella descrizione del fantastico; in particolare quando i tre teenager improvvisano una partita di football mentre volano tra le nuvole. Ciò che invece paga dazio rispetto ad alcune scelte stilistiche è la progressione della storia, che talvolta si perde nella continua ricerca della giustificazione della presenza della videocamera. L’impressione è che la narrazione rimanga un po’ a metà, specie quando nella seconda parte viene abbandonato molto drasticamente l’approccio intimista per far spazio ad una serie di acrobazie action sin troppo prolungate.
Non siamo comunque dentro lo schematismo e la stucchevolezza di operazioni come Paranormal Activity, che nell’esasperazione del realismo finiscono per svuotare il fascino del sovrannaturale e dunque del genere: Chronicle ha senza dubbio diverse cose da dire, alcune anche piuttosto originali. Vedremo se in futuro Josh Trank riuscirà ad affrancarsi da talune vanità modaiole come il mockumentary, e con lui lo sceneggiatore Max Landis, figlio del grande John.

Info
Il trailer di Chronicle.
La pagina facebook di Chronicle.
Chronicle sul canale Film su YouTube.
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