Il richiamo
di Stefano Pasetto
A tre anni di distanza dalla sua realizzazione trova la via della distribuzione Il richiamo di Stefano Pasetto; il regista romano firma una pellicola ellittica e sospesa, tanto nella narrazione quanto nella sua messa in quadro.
Il nostro canto libero
La passione travolgente di due donne italiane a Buenos Aires. Lucia e Lea, le loro vite appese, i loro legami incerti. Due donne dalle attitudini opposte, in un viaggio iniziatico che le porta letteralmente “alla fine del mondo”. Nella selvaggia immensità patagonica, alle prese con una barca malridotta e con i rispettivi segreti, ballando un tango che ribalta ruoli e convinzioni, riannodano i fili delle loro vite. Una storia in cui l’amore, nel bene e nel male, è maestro per tutti. [sinossi]
Se ne erano perse da tempo le tracce come spesso accade nel confuso e intricato labirinto della distribuzione nostrana, ma alla fine Il richiamo di Stefano Pasetto una via d’uscita, quantomeno dignitosa, l’ha trovata. Così a tre anni di distanza dalla sua produzione e dalla presentazione alla 35esima edizione del Toronto International Film Festival, l’opera seconda del regista del pregevole Tartarughe sul dorso (nomination come miglior esordiente ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento 2006) approda nelle sale durante l’affollato palinsesto del weekend che precede l’apertura del Festival di Cannes in venticinque copie con la JP Entertainment. Il regista romano firma una pellicola ellittica e sospesa, tanto nella narrazione quanto nella sua messa in quadro. Il tutto reso possibile da un montaggio che alterna il bisturi alla cesoia, l’incisione morbida e chirurgica sulla superficie narrativa al taglio netto e drastico che sposta lo spettatore nello spazio e nel tempo. Un montaggio che si fa a sua volta manifestazione di una pulizia visiva che mira all’essenziale, che nel cercare l’invisibilità della macchina da presa rimane comunque attaccata ai corpi, anche quando questi percorrono le vastità degli scenari incontaminati della Patagonia. Pasolini diceva: “Noi non abbiamo dei corpi, siamo dei corpi” e il film di Pasetto li mette al centro dell’immagine e della scrittura che la sostiene, attraverso uno sguardo rispettoso, mai voyeuristico o pruriginoso. Alla base dell’opera e della sceneggiatura scritta a quattro mani da Pasetto e Veronica Cascelli c’è sì un discorso sul corpo, ma attento in primis al riscatto nei confronti della rappresentazione poco dignitosa e mercificata di quello femminile, che da anni viene propinato sul piccolo e sul grande schermo. Di conseguenza, gli scambi di effusioni e l’amore saffico appaiono naturali, come espressione di un sentimento e delle emozioni che vi scaturiscono, perché è di questo che si tratta, non di morbose fantasie che da secoli affollano le menti maschili. In tal senso, Il richiamo non è un film a sfondo omosessuale e anche un film sull’omosessualità. Siamo nel terreno battuto di recente fra alti e bassi, e con non poche difficoltà, da pellicole come Riparo di Marco Simon Piccioni e da Viola di mare di Donatella Maiorca, ma rispetto a quest’ultima la storia tra Lea (Francesca Inaudi) e Lucia (Sandra Ceccarelli) non ha motivo o necessità alcuna di esistere nella clandestinità. Si tratta di un film che parla di un’attrazione fisica e celebrale, quella tra due esistenze, al di là dell’orientamento sessuale. È un affetto e un amore puro quello che investe all’improvviso le due protagonisti, consumato e vissuto lontano da Buenos Aires, non per fuggire dal pregiudizio della gente, ma per fare i conti con il passato che latente riemerge e con la malattia che si palesa.
Il richiamo è prima di tutto il racconto di un incontro tra due persone che avviene in un momento importante per entrambe, che per un motivo o per un altro salva loro la vita. Ci parla di come è possibile ritrovare le risorse in se stessi, di come trasformare un ostacolo in un’opportunità, il dolore in rinascita. Un confronto alla pari tra due facce delle stessa medaglia, agli antipodi eppure così vicine quando i corpi iniziano a comunicare, a confondersi e a mescolarsi. Sono esistenze corporee e sinapsiche che separate vivono legami incerti ed esperienze traumatiche dalle quali decidono di fuggire: una cerca stabilità, l’altra la rigetta; una vuole rivivere il passato, l’altra cerca in tutti i modi di nasconderlo. Ma le cicatrici sopra e sotto l’epidermide, quelle che si vedono e quelle che abbiamo dentro, sono li a ricordare che tutto questo è parte di loro e di riflesso di noi. Il richiamo è dunque un film costruito sui sentimenti, le atmosfere e i corpi, in un interscambio reciproco senza soluzione di continuità. Lo script si alimenta di questa fusione e la restituisce sul grande schermo, ma non con la stessa intensità, forza e coerenza che aveva permesso alla prima fatica dietro la macchina da presa di Pasetto di calamitare a sé i consensi del pubblico e soprattutto degli addetti ai lavori. È un’opera stratificata, che si presta a diverse letture, ma che ci mette un bel po’ a carburare, che sfiora sempre senza mai raggiungere un pieno equilibrio degli elementi narrativi e drammaturgici. Soffre la differenza qualitativa della recitazione convincente della Ceccarelli con quella altalenante della Inaudi, con la prima che sovrasta quasi sempre la seconda, quando invece a emergere dovrebbe essere un’alchimia tra i due personaggi. Resta comunque un’operazione che regala momenti di poesia, intensi e splendidamente fotografati, che ci portano tra le lenzuola di un letto e nei paesaggi bellissimi della Patagonia, in un tour che solleva l’anima.
Info
Il richiamo, il trailer.
- Genere: drammatico, sentimentale
- Titolo originale: Il richiamo
- Paese/Anno: Argentina, Italia | 2009
- Regia: Stefano Pasetto
- Sceneggiatura: Stefano Pasetto, Veronica Cascelli
- Fotografia: Guillermo Nieto
- Montaggio: Alessio Doglione
- Interpreti: César Bordón, Francesca Inaudi, Hilda Bernard, Juan Cresta, Julieta Cardinali, Lola Berthet, Mirta Wons, Ricardo Williams, Sandra Ceccarelli, Viviana Greco
- Colonna sonora: Andrea Farri
- Produzione: Interfilm, Rai Cinema
- Distribuzione: JP Entertainment
- Durata: 93'
- Data di uscita: 11/05/2012


