Powell & Pressburger

Powell & Pressburger

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Il cofanetto Powell & Pressburger aggiunge ai lungometraggi, presentati in versione debitamente restaurata e rimasterizzata, alcuni contenuti extra di ordinanza e i preziosi commenti di Vieri Razzini.

Scarpette rosse, Narciso nero e Duello a Berlino

Scarpette rosse – La giovane protagonista, Vicky Page (Shearer), è una ballerina che vede nella danza il senso della propria esistenza: portata al successo dal geniale e inflessibile impresario Lermontov (Walbrook), finisce tuttavia per innamorarsi del musicista della compagnia, Julian (Goring), e deve affrontare una drammatica scelta tra sentimenti e palcoscenico.
Narciso nero – Un gruppo di giovani monache, guidate dalla volitiva sorella Clodagh (Kerr), riceve l’incarico di creare un convento sulle cime dell’Himalaya, un luogo impervio e sospeso nel tempo. L’isolamento, il rapporto difficile con i nativi e con l’ufficiale inglese Dean (Farrar), portano alla ribalta pulsioni e ricordi prima sopiti nel cuore delle sorelle, fino a quando l’attrazione per Dean spingerà l’irrequieta sorella Ruth (Byron) a infrangere ogni regola e a trascinare il convento nella follia e nella violenza.
Duello a Berlino – Il film racconta quarant’anni di storia d’Europa, dalla guerra Anglo-Boera al secondo conflitto mondiale, attraverso l’amicizia tra un ufficiale inglese, Clive Candy (Livesey), e uno tedesco, Theo Kretschmar-Schuldorff (Walbrook), che si ritrovano su fronti opposti a condividere la stessa idea di onore e integrità, nonché ad amare la stessa donna (Kerr). [sinossi]

All’interno dell’essenziale package del cofanetto Collezione Powell & Pressburger si cela una magia: tre capolavori – Scarpette rosse (The Red Shoes, 1948), Narciso nero (Black Narcissus, 1947) e Duello a Berlino (The Life and Death of Colonel Blimp, 1943) – realizzati da Michael Powell ed Emeric Pressburger, cineasti che hanno segnato indelebilmente la storia della Settima Arte.

Maestri del melodramma e del technicolor, i due amici e colleghi hanno sempre creato opere e storie bigger than life, esaltando l’assoluta centralità dello sguardo e della visione. I loro film sono spettacolo all’ennesima potenza, sono teatro e letteratura, pittura e poesia: l’amour fou per la danza della splendida ballerina Victoria Page (Moira Shearer) di Scarpette rosse; l’ambientazione in perenne bilico tra esotico e gotico, tra colore e bianco e nero, tra devozione e passione di Narciso nero; lo spumeggiante e romantico quadro storico, tra alti ideali e inevitabile rassegnazione, di Duello a Berlino. Film pensati e realizzati per essere grandiosi, per annichilire il grigiore della vita, per dare un senso alla grandezza dello schermo e al fascio di luce che esce dalla cabina di proiezione. Il cinema di Powell e Pressburger è la gioiosa e geniale affermazione dei toni accesi e innaturali del technicolor, è la rivincita dei teatri di posa sulle location, è l’arte al servizio di una realtà altra, di una realtà che può (r)esistere solo sulla pellicola.

Scarpette rosse, Narciso nero e Duello a Berlino, come altre opere di Powell e Pressburger [1], non riproducono il nostro mondo ma lo reinventano, lo riscrivono, lo ricolorano, ne esaltano l’essenza: ogni inquadratura è un quadro, ogni dettaglio è un’intuizione artistica, ogni personaggio gronda un’umanità ideale, nel bene e nel male. Cinema di accesi cromatismi e di inarrestabili passioni, cinema che danza senza sosta, come la ballerina di Hans Christian Andersen, come la Victoria Page/Moira Shearer di Scarpette rosse: la dirompente forza visionaria di Powell e la profondità narrativa di Pressburger attraversano e permeano le magniloquenti scenografie come i vivissimi protagonisti [2]. Battono forte, infatti, i cuori di sorella Ruth (Kathleen Byron) e di sorella Clodagh (Deborah Kerr) di Narciso nero, dell’impresario Boris Lermontov (Anton Walbrook) e della amata ballerina Victoria di Scarpette rosse, degli amici/nemici Clive Candy (Roger Livesey) e Theo Kretschmar-Schuldorff (ancora Walbrook, magistrale) di Duello a Berlino. E la grandeur delle scenografie non soverchia mai gli attori, spesso gratificati da primi piani memorabili, ma ne sottolinea le intense performance: ancora Moira Shearer nel finale di Scarpette rosse o una trasfigurata Kathleen Byron, oramai schiava delle pulsioni, in Narciso nero. Il cinema di Powell e Pressburger è anche il cinema di Moira Shearer e di Anton Walbrook, del direttore della fotografia Jack Cardiff, dello scenografo Alfred Junge: una collaborazione tra talenti che ha lasciato una ricca eredità e una lezione indimenticabile, rilanciata non a caso alla fine degli anni Settanta da autori come Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, sognatori e visionari.

Il cofanetto Collezione Powell & Pressburger, targato Flamingo Video/Teodora/CGHV, aggiunge ai lungometraggi, presentati in versione debitamente restaurata e rimasterizzata [3], alcuni contenuti extra di ordinanza (trailer originali, gallerie fotografiche, immagini dietro le quinte, bozzetti originali delle scenografie) e i preziosi commenti di Vieri Razzini, che si sofferma sulle pellicole e sulla carriera dei cineasti con quattro contributi di circa dieci minuti ciascuno. Interventi puntuali, ricchi di spunti e utili osservazioni, tra aneddoti, analisi critiche, contestualizzazioni storiche, materiale fotografico e sequenze tratte dai film di Powell e Pressburger e di altri giganti del cinema – assai interessanti, ad esempio, i rimandi a Eisenstein e Renoir e l’ampia parentesi dedicata a Il ladro di Bagdad, diretto a più mani da Ludwig Berger, Michael Powell, Tim Whelan, William Cameron Menzies, Alexander e Zoltan Korda. Il piacere del cinema, senza dubbio.

Note
1. Citiamo almeno Scala al Paradiso (A Matter of Life and Death, 1946) e I racconti di Hoffmann (The Tales of Hoffmann, 1951), facilmente reperibili in ottime edizioni dvd, targate Sinister Film/CGHV. In bianco e nero, singolare e imperdibile, si recupera anche Un racconto di Canterbury (A Canterbury Tale, 1944), ancora Sinister/CGHV.
2. Powell e Pressburger hanno fondato la casa di produzione The Archers, creando le loro opere in assoluta simbiosi e firmandole con la significativa premessa “Written, produced and directed by”.
3. Il restauro di Scarpette rosse, portato a termine nel 2009, è stato curato da Thelma Schoonmaker e Martin Scorsese. Un omaggio più che significativo.
Info
Il cofanetto Powell & Pressburger sul sito della CGHV.
Powell & Pressburger sul sito della Criterion.
La pagina wikipedia di Powell & Pressburger.
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