After the Battle

After the Battle

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After the Battle funziona davvero quando ragiona sulla rivoluzione, filtrando i fatti di Piazza Tahrir attraverso gli occhi della popolazione, di persone semplici come Fatma.

Dopo aver fatto parte del gruppo armato che ha sferrato violenti attacchi ai manifestanti in Piazza Tahrir il 2 febbraio 2011, Mahmoud è rimasto senza lavoro ed è umiliato e ostracizzato dalla sua comunità che vive presso le piramidi. L’uomo, ormai disperato, incontra Reem, una divorziata dalla mente aperta che lavora nella pubblicità. Fervente ecologista, Reem è giunta nei pressi della casa di Mahmoud per occuparsi dei cammelli e cavalli abbandonati della zona. Il loro incontro si trasforma in una storia d’amore che cambierà il corso delle loro vite… [sinossi]

Pochi applausi alla proiezione stampa di After the Battle / Après la bataille di Yousry Nasrallah, coproduzione franco-egiziana in concorso alla sessantacinquesima edizione del Festival di Cannes. Non è difficile, in fin dei conti, intuire i motivi della fredda accoglienza: all’ammirevole urgenza di questa operazione non sembra corrispondere un altrettanto convincente risultato artistico, zoppicante soprattutto nella scrittura. Nell’intrecciare il quadro storico-politico con vicende personali dai contorni marcatamente melodrammatici, Nasrallah [1] sembra infatti molto più a suo agio nel tratteggiare il contesto politico e sociale, perdendo invece il filo del discorso amoroso/interpersonale, soprattutto nella seconda metà del lungometraggio.

Ed è la stessa messa in scena, a tratti particolarmente ispirata (l’integrazione tra riprese reali degli scontri in piazza e le sequenze di finzione, la corsa dei cavalli nel deserto, la struggente ascesa di Mahmoud verso la cima della piramide), a evidenziare il differente peso specifico tra politico, efficace e “vero” anche quando non documentario, e privato, a tratti smaccatamente posticcio: l’ipotetica liaison dangereuse tra l’ingenuo Mahmoud (Bassem Samra) e la volitiva Reem (Menna Chalaby) – e la relativa e del tutto superflua sottotrama sul divorzio di Reem – si sfilaccia e si ripete inutilmente, diventando una sorta di corpo estraneo all’interno di un più convincete affresco sociale. Ma le scelte di Nasrallah sono dettate probabilmente anche dalla volontà di ripercorrere la tradizione cinematografica egiziana, di forzare un po’ la mano dal punto di vista narrativo: cinema popolare tinto d’impegno, politica e storie d’amore, immagini documentarie e fiction, quadro generale e dettaglio. Ma After the Battle funziona davvero quando ragiona sulla rivoluzione, filtrando i fatti di Piazza Tahrir attraverso gli occhi della popolazione, di persone semplici come Fatma (Nahed El Sebai), la moglie di Mahmoud: cosa ha cambiato la rivoluzione? Quali sono le prospettive per le fasce più deboli? Quali muri (non solo metaforici) saranno abbattuti? L’Egitto post-Mubarak appare come un groviglio di buone intenzioni e di spinte controrivoluzionarie, perfetto per finire in un patinato spot progressista ma lontano anni luce dalle periferie, dalla difficile vita di tutti i giorni, da chi sopravvive grazie a un cavallo o un cammello.

A Nasrallah interessa soprattutto indagare la partecipazione popolare ad alcuni momenti chiave della stagione rivoluzionaria, dalla Bataille des Chameaux del 2 febbraio 2011 alla Dimanche Noir del 9 ottobre, quando l’esercitò e dei gruppi armati attaccarono i manifestanti, uccidendo trentaquattro persone. Pur sfilacciato nella sceneggiatura, After the Battle può comunque contare su un solido cast – sottolineiamo soprattutto le performance di Bassem Samra [2] e di Nahed El Sebaï [3]. Difficilmente arriverà nelle sale italiane.

Note
1. Autore della sceneggiatura con Omar Shama.
2. Bassem Samra ha lavorato con Yousry Nasrallah in The Aquarium (2008), La porte du soleil (2004), El Medina (1999) e Marcides (1993).
3. Avevamo già potuto apprezzare Nahed El Sebaï in Scheherazade, Tell Me a Story di Nasrallah, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009.
Info
After the Battle sul sito del Festival di Cannes.
Il trailer originale di After the Battle
Il sito della New Century Productions, casa di produzione di After the Battle.
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