Men in Black 3

Men in Black 3

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Il fiuto produttivo di Spielberg, il talento commerciale di Sonnenfeld, le fantasiose scenografie di Bo Welch, gli effetti speciali di Rick Baker: tutto in Men in Black 3 contribuisce alla riuscita di un prodotto di intrattenimento non privo di qualche passaggio a vuoto, ma nel complesso solido e divertente.

I loro occhiali sono sempre di moda: anche in 3D!

Gli agenti J e K sono ancora alle prese con le entità aliene e malvagie che infestano il mondo. Questa volta devono occuparsi di Yaz, un essere molto violento, un motociclista spaventoso che torna nel 1969 per uccidere l’agente K giovane e per poter far partire una serie di eventi in grado di distruggere il mondo. J viene allora mandato indietro nel tempo per fermare Yaz e salvare K… [sinossi]

Diciamoci la verità. A distanza di diversi anni dai primi due episodi il ritorno di personaggi come i Men in Black, che oltre a fare sfracelli al botteghino seppero imporre all’intrattenimento di marca fantascientifica uno humour inconfondibile, è uno di quegli eventi in cui le aspettative si mescolano al timore, nel cuore degli appassionati. Il giocattolo funzionerà come aveva funzionato in passato? Quanto avranno inciso le ovvie motivazioni commerciali (ai classici occhiali oscuri dei protagonisti si sono peraltro aggiunti, secondo la moda odierna, gli occhialetti per il 3D in dotazione agli spettatori) sull’estro, la capacità di sorprendere, la tenuta e il ritmo di tale racconto cinematografico? Ebbene, premesso che l’originalità e il brio del primo Men in Black restano un obiettivo irraggiungibile, questo terzo capitolo della saga diretta ancora oggi da colui che l’aveva varata, il regista Barry Sonnenfeld, pare aver conservato sufficiente freschezza, e una qualche vitalità sia nella messa in scena che nell’approccio visibilmente divertito degli interpreti.

La chiave di volta, nonché l’arma vincente di Men in Black 3 è a nostro avviso il paradosso. Lo è innanzitutto nella sua natura più evidente: quella di paradosso temporale. Il plot della nuova pellicola si fonda infatti su un evento traumatico, l’evasione dal carcere del pericoloso criminale alieno Yaz, il quale con tutte le conseguenze del caso viene a spezzare la routine degli agenti K e J (alias Tommy Lee Jones e Will Smith, consolidata coppia investigativa) nel presente, costringendo il secondo a un complicato e rischioso salto nel tempo. Per salvare l’amico. E per salvare il pianeta! Questo perché, con l’evasione del feroce Yaz e il suo interferire per primo con il passato attraverso un sistema sperimentale di viaggi temporali, sembrerebbe propiziata, quasi a ribadire un topos della science ficton di questi anni, una devastante invasione aliena. Il ritorno del buon Will Smith a qualche decennio prima è quindi lo spunto per un movimentato e a tratti spassoso detour nell’ambito dei paradossi spazio-temporali, con le classiche teorie sugli universi paralleli o possible world che fanno capolino nel racconto assecondando uno spirito degno di quella fantascienza letteraria, dal piglio ironico e avventuroso, che un Fredric Brown o un Philip J. Farmer avevano saputo ben rappresentare.

Paradossale è anche che una saga facilmente identificabile con le divise, gli occhiali scuri, la verve e il carisma dei già citati Tommy Lee Jones e Will Smith, tragga beneficio da una inedita sostituzione: nel passato il K giovane non è più Tommy Lee Jones ma un Josh Brolin ben sfruttato a partire dalla notevole somiglianza con l’altro. C’è spazio pure per qualche attimo di commozione, in questa rocambolesca avventura che aiuta inoltre a ricostruire la genesi del legame tra J e K. Il resto lo fa il buon lavoro svolto da tutta la squadra: dal fiuto produttivo di Steven Spielberg alle capacità nell’ambito del cinema di intrattenimento riconoscibili allo stesso Sonnenfeld (brillante anche con La famiglia Addams, un po’ meno con Wild Wild West), dalle fantasiose scenografie di Bo Welch agli altrettanto appropriati costumi di Mary Vogt (da apprezzare nella parte vintage del film il look di Andy Warhol e dei suoi invitati), per non parlare delle magie nel campo degli effetti speciali di un Rick Baker capace di dar vita ad alieni irresistibili, tutto in Men in Black 3 contribuisce alla riuscita di un prodotto di intrattenimento non privo di qualche passaggio a vuoto, ma nel complesso solido e divertente.

Info
Il trailer italiano di Men in Black 3.
Men in Black 3 sul canale Film su YouTube.
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