Phoebe in Wonderland

Phoebe in Wonderland

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Presentato al Sundance 2008, Phoebe in Wonderland è un’opera prima narrativamente e visivamente ambiziosa, un ottimo esempio di cinema destinato principalmente a un pubblico giovane che fortunatamente non si accontenta del “messaggio”.

Stregat(t)i da Elle

Phoebe è una bambina che sogna di partecipare alla rappresentazione scolastica di Alice nel Paese delle Meraviglie. Viene scelta come protagonista da Miss Dodger, la sua maestra, un temperamento anticonformista. Per non perder la parte, Phoebe cerca di mantenere un comportamento diligente, ma la tensione e lo stress fanno peggiorare la condotta della bambina, e preoccupano i suoi genitori. Phoebe comincia a vivere in un mondo immaginario tutto suo, popolato dai personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie… [sinossi]

Uno dei grandi vantaggi dell’home video, oltre alla pigra comodità casalinga, è la possibilità di recuperare pellicole inedite o film troppo frettolosamente passati nelle sale. Nell’universo parallelo degli inediti abbondano infatti buoni o ottimi titoli, dal piccolo e indifeso indie a stelle e strisce fino al blockbuster asiatico ignorato sistematicamente dalle nostre distribuzioni. Più che positiva, in questo senso, l’uscita in dvd di Phoebe in Wonderland, scritto e diretto dall’allora esordiente Daniel Barnz [1] e recuperato dalla Koch Media. Un’edizione basilare, priva di extra, ma dalle buone caratteristiche tecniche, soprattutto sul versante video – le tracce audio in inglese e italiano sono in dolby digital 2.0, con opzione per i sottotitoli in italiano. Si consiglia comunque la versione originale, nonostante il buon lavoro di doppiaggio.

Presentato al Sundance 2008, Phoebe in Wonderland è un’opera prima narrativamente e visivamente ambiziosa, un ottimo esempio di cinema destinato principalmente a un pubblico giovane che fortunatamente non si accontenta del “messaggio”. Barnz cerca con costanza e coerenza di imbastire una messa in scena preziosa, ricamata nel minimo dettaglio, funzionale all’atmosfera sospesa del racconto e alla deriva psicologica della piccola protagonista. Piccola e fenomenale.
Tra le tante sequenze, due sembrano riassumere perfettamente lo stile di Barnz e il talento fuori dal comune di Elle Fanning. Nella prima, i provini per la recita scolastica, Barnz gioca con la scarsa vena artistica degli scolari che si alternano sul palcoscenico, tra quadri fissi e misurati movimenti di macchina: un preambolo che enfatizza le successive performance di Jamie (Ian Colletti) e Phoebe (Fanning), attori in erba. Barnz si pone ad altezza di bambino e calibra questa sequenza e l’intero film sulla Fanning e sulla sua performance. Nella seconda sequenza, quando i bambini provano un numero musicale lasciando il legnoso preside (Campbell Scott) senza parole, Barnz celebra tra sgargianti colori e sano ottimismo il punto d’incontro tra l’universo instabile e imprevedibile di Phoebe e il resto del mondo: è il tripudio del palcoscenico, la forza liberatoria e terapeutica del teatro. E ancora una volta, ovviamente, è un sfoggio della potenzialità della Fanning, in convincente versione musical.

Classe 1998 e sorella di Dakota Fanning [2], la giovanissima Elle ha debuttato ad appena due anni in Mi chiamo Sam (2001) e può già vantare una corposa filmografia. Proprio con Phoebe in Wonderland ha avuto la possibilità di confrontarsi con un ruolo da protagonista ed è successivamente salita alla ribalta con Somewhere (2010) di Sofia Coppola, Super 8 (2011) di J.J. Abrams e il sottostimato Twixt (2011) di Francis Ford Coppola. Un talento cristallino, capace di cambiare registro espressivo in un istante, in una singola espressione, come nella magnifica sequenza della zombie di Super 8. Nel film di Barnz il suo talento emergeva già con impressionante chiarezza.

Phoebe in Wonderland è un fantasy psicologico che affronta con solarità e senza inutili patetismi un disordine neurologico, cercando di sondare in punta di piedi il lato umano – non infastidiscono più di tanto alcune ridondanti parentesi didascaliche. Ammirevole nella direzione dei piccoli attori, Barnz può contare sull’apporto degli adulti: oltre al suddetto Campbell Scott, segnaliamo la presenza di Felicity Huffman e Bill Pullman, nei panni dei genitori di Phoebe, e di Patricia Clarkson, insegnante fuori dagli schemi. Curiosa la presenza nel cast di Bailee Madison, baby-attrice dalla guance paffute che si era già fatta notare in Un ponte per Terabithia, altro fantasy sui generis di ispirata fattura.

Note
1. Barnz ha diretto nel 2001 il cortometraggio The Cutting Room. Dopo Phoebe in Wonderland (2008), ha scritto e diretto Beastly (2011), poco apprezzato dalla critica e distribuito anche in Italia. A fine settembre uscirà negli Stati Uniti il suo nuovo lungometraggio, Won’t Back Down, interpretato da Viola Davis, Maggie Gyllenhaal, Holly Hunter, Rosie Perez, Ving Rhames e Oscar Isaac.
2. Dakota Fanning, ex-bambina prodigio in attesa di un convincente rilancio, si è fatta notare con Mi chiamo Sam ed è diventata una piccola star coi successivi Man on fire – Il fuoco della vendetta, La guerra dei mondi e La tela di Carlotta. Nelle ultime stagioni la ricordiamo in Push, nella saga di Twilight e come doppiatrice in Coraline e la Porta Magica. Le due sorelle Fanning hanno prestato le loro voci alla versione americana di Il mio vicino Totoro.
Info
Il trailer di Phoebe in Wonderland.
Phoebe in Wonderland su Dvd-Store.
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