Rock of Ages

Rock of Ages

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Sincero e accorato omaggio a un’era in cui si collezionavano vinili autografati e non esistevano i raggelanti mp3, Rock of Ages di Adam Shankman è il musical perfetto per i rocker di ieri e di oggi e garantisce un ruspante intrattenimento.

We Love Rock’n’Roll

1987, Los Angeles. Arrivata da un piccolo paese, una ragazza entra nel più popolare rock club della metropoli, dove incontra la star del momento e se ne innamora. La vita del rocker però non é facile e le circostanze non giocheranno in favore del loro amore… [sinossi]

È tempo di inforcare la bandana e cotonare la chioma, rigorosamente tinta di biondo e preferibilmente permanentata, dagli altoparlanti sul palco stanno per esplodere note ruggenti e fuochi d’artificio: il glam rock è ritornato. Almeno sul grande schermo, grazie al sorprendente Rock of Ages,  diretto da quell’Adam Shankman che già con Hairspray – Grasso è bello (2007) aveva sorpreso non poco, realizzando una rivisitazione del classico di John Waters del 1988 (e del relativo musical di Broadway) che puntava tutto su un casting azzeccato e convincente, specie nei ruoli dei comprimari, con punte di sublime nei duetti canori e danzanti tra John Travolta in versione “Divine” e un altrettanto divino Christopher Walken. Il musical sul grande schermo in realtà non se la passa molto bene negli ultimi anni, se pensiamo che dopo il grande successo e i vari Oscar (ben 6) di Chicago nel 2002, il superflop di Nine, pomposa fantasia kitsch post-felliniana del 2009 deve aver frenato non poco le fantasie cine-musicali dei mogul hollywoodiani. Ma si è profilata anche un’interessante nuova via in quello che, insieme al western, merita l’appellativo di “genere hollywoodiano per eccellenza” e ad aprire le danze è stato probabilmente Mamma Mia (2008), che inserendo le hit più celebri degli Abba in una romance multi generazionale era riuscito a coinvolgere una vasta fetta di pubblico.

Ecco dunque un nuovo capitolo del “cover musical” e questa volta suona orgogliosamente il rock, anzi il glam rock. A partire da una storia d’amore adolescenziale che vede protagonisti l’usuale bionda naive della provincia americana e un cameriere losangelino che sognano di sfondare come cantanti, Rock of Ages intesse un affresco composito e assai ironico sul mondo perduto dei rocker esibizionisti e ipercinetici di fine anni Ottanta e si affida (saggiamente) a una galleria di comprimari di sicura presa. Accanto alle giovani star in ascesa, la graziosa Sherrie incarnata da Julianne Hough e il ruspante Drew interpretato da Diego Boneta, ecco che Shankman snocciola un gruppo agguerrito di magnifici quaranta-cinquantenni (in qualche caso anche qualcosina di più) che annovera tra gli altri Alec Baldwin, Bryan Cranston, Catherine Zeta-Jones, Paul Giamatti e uno strepitoso Tom Cruise, qui nei panni di Stacee Jaxx, rocker sul viale del tramonto ma capace ancora di far svenire e ululare le fan. Tutto si svolge sulla Sunset Strip di Los Angeles, dove ha sede il Bourbon Room, vero e proprio tempio del rock che, gestito da Baldwin insieme al sodale incarnato da Russell Brand, rischia ora la chiusura a meno che un salvifico show di Stacee Jaxx non faccia l’auspicato pienone. Mentre la love story di Sherrie e Drew procede su binari ben oliati (passione, fraintendimento, separazione e successivo ricongiungimento) non si può evitare, e in questo il regista è senz’altro complice dello spettatore, di centrare l’attenzione sugli “adulti”: rockstar disilluse (Cruise), cinici manager col codino (Giamatti), austere signore antirock (capeggiate da un’agguerrita Zeta-Jones), giornaliste musicali inacidite (Malin Akerman) e vecchi rocker indomiti (Baldwin). Come richiesto dalle regole ben consolidate del genere, l’azione è di quando in quando interrotta da sequenze musicali e danzerecce, ma come preannunciato non si tratta di canzoni “originali” composte per l’occasione, bensì di hit d’epoca riadattate per meglio scandire e sottolineare i vari passaggi narrativi. Ecco allora brani come Paradise City dei Guns’n Roses, Just Like Paradise di David Lee Roth, I Remember You degli Skid Row, Nothin’ But A Good Time dei Poison e Wanted Dead or Alive dei Bon Jovi susseguirsi una dopo l’altro in un tripudio di ninnoli fluorescenti, chiome fluenti, esuberanza, e, perché no, sano esibizionismo. I protagonisti adolescenti di Rock of Ages si configurano dunque gradualmente come una mera concessione fatta a quel pubblico giovane che da anni l’industria hollywoodiana insegue, mentre a mangiare letteralmente la scena sono proprio quei personaggi che, infondo, gli anni Ottanta li hanno vissuti veramente.

Troneggia su tutti un gigionissimo (ma del tutto a ragione) Tom Cruise: il suo Stacee Jaxx, perennemente preda di un misticismo alcolico vaneggiante (ottimi i dialoghi) è il perfetto compendio dell’intera iconologia della rock star dell’epoca. L’attore, che proprio negli anni Ottanta vide il suo massimo fulgore, arricchisce dunque il suo ruolo di quella corposa autoironia che caratterizza molti dei suoi exploit recitativi più o meno recenti: dal predicatore machista di Magnolia al laido produttore Less Grossman di Tropic Thunder, personaggio  che potrebbe essere presto ripreso da Cruise per uno spin off molto atteso dai fan del film di Stiller e non solo. Irresistibile è poi anche l’interpretazione del semprevalido Paul Giamatti, uno dei pochi attori capaci di sdoganare ben due espressioni facciali per sottolineare un unico, magari anche banale, vocabolo.

Sincero e accorato omaggio a un’era in cui si collezionavano vinili autografati (non esistevano certo i raggelanti mp3) e il palcoscenico di un locale era l’unico vero banco di prova che poteva fare la differenza tra una vita da sguatteri e gli stravizi da rock star (altro che i reality show contemporanei) Rock of Ages è il musical perfetto per i rocker di ieri e di oggi, un ruspante intrattenimento che negli States si è guadagnato un divieto ai minori di 13 anni (il famigerato PG-13), ma se è a causa del rutilante amplesso tra Cruise e la Akerman sulle note di I Want To Know What Love Is dei Foreigner, ne valeva davvero la pena.

Info
Il sito ufficiale di Rock of Ages.
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