Marley

La firma di Macdonald, che con Life in a Day si era confrontato con una mole enorme di materiale, è prontamente riconoscibile: ordinato, puntuale, didascalico ma mai banale o scontato, Marley ripercorre l’arte e vita dell’icona del reggae, sondandone ispirazione e vita privata, luci e ombre, nobiltà ed eccessi.

Everythings Gonna Be Alright

Bob Marley. La sua musica e il suo messaggio di amore e redenzione sono conosciuti in tutto il mondo e la sua storia è stata finalmente riportata in vita grazie al lavoro e al talento di Kevin Macdonald. Il fascino universale di Bob Marley, il suo impatto sulla storia della musica e il suo ruolo di profeta politico e sociale restano ineguagliati. La sua musica e il suo messaggio trascendono le barriere culturali, linguistiche e religiose, echeggiando ancora oggi in tutto il mondo, con la stessa forza di quando lui era ancora in vita. Solo pochissimi musicisti hanno avuto un impatto così forte sulla cultura e Bob Marley, nonostante la breve vita, è tra questi… [sinossi]

Bisogna prenderlo come un concerto. No, non per le (tante e trascinanti) canzoni di Bob Marley, ma per l’unico giorno di uscita della pellicola, il 26 giugno 2012. Un evento singolo, sparpagliato in contemporanea per varie sale della Penisola, più simile alla data unica di un tour che a una consueta distribuzione cinematografica. Meglio di niente, anche se la visione sul grande schermo del documentario diretto da Kevin Macdonald sarà probabilmente riservata a pochi. L’idea della Lucky Red non è nuova – si veda il recente George Harrison: Living in the Material World di Martin Scorsese o i cartelloni in cerca di nobiltà di alcuni circuiti, tra opere liriche e documentari d’autore – e rappresenta un buon lancio per la successiva uscita home video, prevista per ottobre: un dvd/blu-ray che si annuncia già come un ghiotto boccone per i fan dell’indimenticabile musicista giamaicano.

Marley non delude certamente le attese, nonostante la lunga e travagliata genesi produttiva: inizialmente affidato a Scorsese, il lungometraggio è passato poi a Jonathan Demme, per essere concluso dal solido Macdonald, regista scozzese in perenne bilico tra fiction (The Eagle, State of Play, L’ultimo re di Scozia) e documentario (Life in a Day, Il nemico del mio nemico, Un giorno a settembre). E la firma di Macdonald, che con Life in a Day si era confrontato con una mole enorme di materiale, è prontamente riconoscibile: ordinato, puntuale, didascalico ma mai banale o scontato, Marley ripercorre l’arte e vita dell’icona del reggae, sondandone ispirazione e vita privata, luci e ombre, nobiltà ed eccessi. Fondamentale, ovviamente, il contributo della famiglia Marley, che per la prima volta ha aperto gli archivi privati: concerti, interviste, fiumane di voci e testimonianze, immagini e ricordi. E dalla ricostruzione della figura del cantautore e attivista giamaicano, inevitabilmente idolatrato, emerge la straordinaria capacità comunicativa e seduttiva, la forza della musica e delle parole: il riscatto non è solo del singolo ma si allarga a macchia d’olio, andando ben oltre il successo commerciale di No Woman, No Cry, I Shot the Sheriff o Redemption Song.

Macdonald riesce a mettere ordine, non dimenticandosi di trasmettere emozioni, a sequenze e canzoni, concetti politici e semplici suggestioni, battaglie ideologiche e visioni planetarie: dal villaggio di Nine Mile all’immortalità, da una piccola e sgangherata sala di registrazione a patrimonio culturale e morale dell’umanità, il viaggio personale, professionale e politico di Bob Marley è fedelmente impresso sulla pellicola. Probabilmente mancano le intuizioni di Scorsese e Demme, autori meno “diligenti”, ma Macdonald ha realizzato l’ennesimo inattaccabile documentario, presentato con ottimi riscontri di critica al Festival di Berlino 2012. Da Oscar (1), con tutti i limiti che ne conseguono.

I dreadlocks, il Rastafarianesimo, Haile Selassie, la Giamaica, gli Stati Uniti, le donne, il calcio, i Wailers, la marijuana, lo Zimbabwe, l’Africa, Londra, la fredda Germania, la malattia, la politica, Kingston, Exodus, Jammin, One Love, Get Up Stand Up… Nei centoquarantaquattro minuti di Marley troviamo tutti i passaggi fondamentali dell’uomo e dell’artista, del bambino con sangue misto e della voce che ha creato e cantato il reggae, elevandolo a linguaggio universale.

Note
1. Macdonald, che ha esordito col documentario televisivo The Making of an Englishman (1995, sul nonno Emeric Pressburger), ha vinto un Oscar con Un giorno a settembre (1999), fedele ricostruzione del tragico sequestro durante le Olimpiadi di Monaco del 1972.
Info
La pagina facebook di Marley.
Il tumblr ufficiale di Marley.
Marley sul sito di Magnolia Pictures.
Il trailer italiano di Marley.
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