IndieLisboa 2012 – Bilancio

IndieLisboa 2012 – Bilancio

L’ulteriore – anche se lieve – incremento di pubblico registrato nell’Indielisboa 2012 non è la semplice conferma del buon esito della quantità e soprattutto della qualità dei tanti sforzi dello staff, ma l’attesa e quasi miracolosa notizia che rende lecita la speranza di arrivare alla decima edizione.

Forse mai come nel caso di questa nona edizione, il bilancio è stato un momento cruciale. L’Indielisboa Film Festival è nato poco prima che la crisi finanziaria scoppiasse in Europa: per questo il successo di una formula, l’affermazione e la stabilizzazione di un nome sulla scena dei festival europei, le alleanze e le collaborazioni con altri autorevoli festival e istituzioni dentro e fuori il continente, sono stati tutti ottenuti nonostante l’inesorabile e rapido peggioramento delle condizioni di lavoro; per questo l’ulteriore – anche se lieve – incremento di pubblico registrato nel 2012 non è la semplice conferma del buon esito della quantità e soprattutto della qualità dei tanti sforzi dello staff, ma l’attesa e quasi miracolosa notizia che rende lecita la speranza di arrivare alla decima edizione. E d’altra parte niente altro che una speranza possono nutrire oggi i tre direttori del festival, dopo che il governo portoghese ha deciso di tagliare ogni possibile intervento pubblico all’intero comparto cultura a partire dal 2013 e che il destino stesso del paese sembra a ogni giorno più incerto. Da tutto questo deriva come conseguenza logica un’altra sintesi coatta, la riduzione della lista dei premi. Tra quelli più importanti e che di più dimostrano la vitalità dell’Indielisboa ci sono quelli assegnati dal pubblico. All’austriaco Michael Glawogger con il suo Whores’ Glory è andato il Premio del Pubblico per il Miglior Lungometraggio, dopo un serrato testa a testa che per giorni l’ha affiancato – nella speciale classifica composta ed esposta fuori dalle sale con tanto di aggiornamenti giornalieri a Into the Abyss, non ultima fatica dell’onnipresente e incredibilmente prolifico Werner Herzog.

Il miglior lungometraggio portoghese è stato giudicato – ancora una volta – un documentario, Jesus por um dia, diario osservativo delle due esordienti Helena Inverno e Veronica Castro. Con ironia, acume e qualche indulgente cedimento all’ameno, il film ricostruisce i lunghi preparativi dei galeotti – dentro un carcere di provincia – per la messa in scena della passione di Cristo, evento culmine della Settimana Santa. Un altro lungometraggio documentario ha ottenuto il premio della sua sezione – Pulsar do mundo – assegnato dalla RTP (Radiotelevisione Portoghese), l’olandese Meet the Fokkens – già portato dalla coppia di autori Provaas/Schroder alla prestigiosa vetrina dell’’IDFA – ritratto a due voci delle due gemelle che per buona parte della loro vita hanno lavorato come ragazze in vetrina nel centro di Amsterdam. Il premio maggiore – Gran Premio “Città di Lisbona” – se l’è aggiudicato invece il cileno De jueves a domingo – della giovane Domina Sotomayor – coprodotto con l’Olanda e forse non casualmente già vincitore dell’olandesissimo Festival di Rotterdam.

Info
Il sito ufficiale dell’Indielisboa 2012.

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