The Bourne Legacy

The Bourne Legacy

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Già sceneggiatore dei tre precedenti capitoli della saga sul personaggio creato da Robert Ludlum, Tony Gilroy con The Bourne Legacy dirige un film professionale, consapevole, ma anche un po’ scolastico, con qualche sequenza mozzafiato.

Una scomoda eredità

A Yukon, in un paesaggio immerso nella neve, un uomo riemerge dalle gelide acque di un fiume, afferra un oggetto nascosto sul fondo e va a scaldarsi vicino a un falò, prima di lanciarsi in un’altra missione. L’uomo è Cross, un agente che lavora per il programma segreto Outcome. Giunto in una casupola di legno, trova un altro agente, il cui nome in codice è #3, ma improvvisamente un drone fuori programma prende di mira i due. Mentre, dall’altra parte del mondo, un uomo di nome Jason Bourne ha deciso di rivelare il programma segreto, i vertici hanno deciso che ogni singolo agente dovrà essere eliminato… [sinossi]

Non era affatto facile riprendere il filo della saga dedicata all’ormai leggendario agente Bourne, viste le premesse. Nel momento in cui il nuovo film entrava in produzione, già si era dovuto rimediare a defezioni importanti. Il primo a chiamarsi fuori era stato Paul Greengrass, regista di culto, che in precedenza aveva firmato sia The Bourne Supremacy (2004) che The Bourne Ultimatum – Il ritorno dello sciacallo (2007); e a ruota aveva dato forfait lo stesso Matt Damon, presenza a dir poco fondamentale trattandosi di Jason Bourne in persona, protagonista indiscusso della serie. Che fare? La soluzione, per tenere in vita il ciclo inaugurato a livello letterario da Robert Ludlum e portato poi avanti da un altro consumato scrittore, Eric Van Lustbader, è stata trovata pescando direttamente in casa: la regia di The Bourne Legacy è stata difatti affidata a quel Tony Gilroy, che dei precedenti capitoli era stato sceneggiatore. E come protagonista della nuova avventura è stato scelto il coriaceo Jeremy Renner (28 settimane dopo, The Hurt Locker e più recentemente The Avengers nei panni di Barton alias Occhio di Falco), il quale nella circostanza riveste però il ruolo di Aaron Cross, un altro super-agente reso oggetto in passato, al pari dello stesso Bourne, di misteriosi esperimenti.

Insomma, in questo The Bourne Legacy l’agente speciale Jason Bourne perennemente braccato dai suoi vecchi nemici/amici fa un po’ la parte del convitato di pietra: citato di continuo, ancora in fuga, ma mai in scena. Il bel faccione di Matt Damon farà forse ritorno in qualche futuro lungometraggio, galvanizzando così gli aficionados di questa epopea cinematografica? Più che probabile. Intanto, però, è spettato al collega Jeremy Renner portare avanti il lavoro sporco, spaccando le ossa ai nemici di turno in un film dal passo un po’ incerto ma caratterizzato comunque da bei momenti. L’incipit di The Bourne Legacy è in qualche modo rappresentativo dell’approccio registico di Tony Gilroy, professionale, consapevole, ma anche un po’ scolastico. Il lungo montaggio alternato iniziale sembra già voler esplicitare, in maniera financo pedissequa, la doppia natura di questa odissea spionistica sospesa tra le azioni superomistiche dei suoi eroi e il torbido dietro le quinte che li ha generati: da un lato, quindi, la spietata lotta per la sopravvivenza intrapresa dall’agente Cross in una remota regione del continente nordamericano, in piena “wilderness” alla Into the Wild; dall’altro le decisioni ciniche e spietate prese in cabina di regia, ovvero presso quei burocrati e dirigenti dei servizi segreti che qui paiono intenzionati a terminare del tutto lo speciale programma di addestramento, grazie al quale gli agenti in questione hanno potuto sviluppare particolari capacità. Tra i capi del programma vi è anche Byer, interpretato dal bravo Edward Norton, che in verità appare qui un po’ ingabbiato nel ruolo. Se la partenza del film risulta quindi un po’ leziosa, prevedibile, le quotazioni di Tony Gilroy, salgono strada facendo, sia per come viene giocata la difficoltosa relazione sentimentale tra il nuovo protagonista e la dottoressa Snyder, incarnata da Rachel Weisz con la grazia e la bravura che le appartengono, sia per lo sviluppo delle scene d’azione. In tal senso la parte conclusiva nelle Filippine è una fucina di sequenze mozzafiato, che terranno qualunque appassionato di action movies con gli occhi incollati allo schermo fino alla fine.

Info
Il sito ufficiale di The Bourne Legacy.
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