Gladiatori di Roma

Gladiatori di Roma

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Lo script è la cartina tornasole di un progetto che scimmiotta gli schemi triti e ritriti dell’animazione in CG della DreamWorks e della Blue Sky: una trama esile, quasi invisibile, un frullato che mescola Jovanotti e Batman, Tina Turner e doping, fanciulle con vitini da vespa e curve mozzafiato, gladiatori paffuti e presunte divinità in vacanza con tanto di morale appiccicata a forza. Presentato in pompa magna e sostenuto dall’immancabile fiuto per la mediocrità della Medusa, Gladiatori di Roma è purtroppo un pessimo lungometraggio animato in computer grafica, appesantito da un inutile 3D…

Lo strabismo di Venere

Roma Imperiale. Rimasto orfano in seguito alla terribile eruzione di Pompei, il piccolo Timo viene adottato dal generale Chirone e cresciuto nell’Accademia di Gladiatori più famosa di Roma. Inizia così la storia di un grande eroe? Nemmeno per sogno, la vita da gladiatore non fa proprio per Timo, la cui unica aspirazione è spassarsela con gli amici Ciccius e Mauritius, sfuggendo alle bizzarre sessioni di allenamento del suo patrigno! Tutto cambia però quando Lucilla, figlia di Chirone, torna dalla Grecia. Adesso l’unico interesse di Timo è diventare un valoroso gladiatore per conquistare il cuore della sua bella compagna d’infanzia… [sinossi]

L’ascesa di Iginio Straffi, patron dello studio d’animazione Rainbow, creatore delle serie Winx Club e Huntik e regista dei tre lungometraggi Winx Club – Il segreto del regno perduto (2007), Winx Club 3D – Magica avventura (2010) e Gladiatori di Roma (2012), non è certamente casuale: appaiono infatti chiari strategia e obiettivi che hanno determinato fino a oggi delle precise scelte artistiche e narrative. Dietro all’arrembante merchandising, alla computer grafica e al 3D, ai corpi dai contorni anoressici delle figure femminili, alla comicità da cinepanettone, si cela un’innegabile sagacia imprenditoriale [1]. Ma se la via al successo sembra tracciata senza indugi, dal punto di vista artistico si rasenta il disastro.

L’ultimo parto creativo di Straffi, Gladiatori di Roma, presentato in pompa magna e sostenuto dall’immancabile fiuto per la mediocrità della Medusa, è purtroppo un pessimo lungometraggio animato in computer grafica, appesantito da un inutile 3D, malamente infarcito di discutibili gag, cadenzato da una colonna sonora onnipresente e totalmente fuori luogo e definitivamente affossato dalla sceneggiatura. Ed è proprio lo script la cartina tornasole di un progetto che scimmiotta gli schemi triti e ritriti dell’animazione in CG della DreamWorks (Madagascar 3 – Ricercati in Europa) e della Blue Sky (L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva): una trama esile, quasi invisibile, un frullato che mescola Jovanotti e Batman, Tina Turner e doping, fanciulle con vitini da vespa e curve mozzafiato, gladiatori paffuti e presunte divinità in vacanza con tanto di morale appiccicata a forza [2].

Non può bastare il miraggio di un rilancio dell’animazione italiana per salvare un prodotto che viene affidato alla voce di Belén Rodríguez, icona iperomogeneizzata e involontaria di una nazione alla deriva. E non può bastare la tridimensionalità per darsi un tono internazionale, quando la povertà dei fondali, la rigidità dei movimenti e del character design ed evidenti problemi col software per gli occhi sembrano catapultare la Rainbow indietro di anni.

Gladiatori di Roma si muove in un’altra dimensione, meramente commerciale, cercando di accumulare disordinatamente personaggi – i marmocchi che imperversano per tutta la durata del film e una lista interminabile di animali e animaletti, tra volatili, insetti, felini, conigli, maiali, orsi eccetera – e maldestri ammiccamenti pubblicitari. La direzione, se vogliamo parlare di Animazione, è decisamente sbagliata.

Note
1.
Per il nuovo lungometraggio, Gladiatori di Roma, abbiamo davanti ai nostri occhi una lunga serie di prodotti legati al film: patatine (con gomma e matita all’interno), arachidi  tostate e salate, delle arcinote gomme da masticare, il libro di Francesco Totti (!) E mo’ te spiego Roma, un album di figurine, il cd della colonna sonora…
2. Davvero stridente il contrasto tra i buoni propositi della proto-femminista Lucilla e le fattezze da eterna Winx.
Info
Il trailer internazionale di Gladiatori di Roma.
Il sito ufficiale di Gladiatori di Roma.
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