Inbred

Inbred

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Con Inbred, il britannico Alex Chandon realizza, con la giusta dose di cattivo gusto, un country-horror splatter e goliardico. In concorso al Ravenna Nightmare 2011.

Gli ospiti inattesi

Per un fine settimana, un gruppo eterogeneo di giovani delinquenti e i loro assistenti sociali devono prestare servizio in un tranquillo villaggio nello Yorkshire. Un piccolo incidente con alcuni giovani del posto trasformerà la trasferta in un incubo delirante e intriso di sangue… [sinossi]

The Dirty HoleTutto gira intorno a un buco sporco, fetido, scuro. The Dirty Hole! Una tana di depravati persa nella brughiera inglese, un pub in cui la limonata sa di piscio e i ciccioli fanno vomitare. Questi giudizi sulla qualità del servizio, senz’altro inclementi, non sono nostri ma di qualche sprovveduto avventore, finito lì senza minimamente immaginare di andare incontro a una serie di efferate violenze, oltre che alla sporcizia e a robaccia scadente. Nella fattispecie gli occasionali e sfortunatissimi ospiti di quella cittadina inglese, dove The Dirty Hole è un po’ il faro della vita pubblica, sono due assistenti sociali dal temperamento opposto, piombati lì con al seguito un gruppetto di ragazzi difficili, piccoli delinquenti da “recuperare” attraverso speciali programmi educativi. E proprio in virtù del perbenismo di uno degli assistenti sociali, uomo decisamente più imbranato e bacchettone della sua collega, i forestieri commetteranno il fatale errore di entrare nel pub senza ordinare birra, così da inimicarsi una prima volta la gente del posto, trattenendosi poi troppo a lungo in un villaggio la cui popolazione è solita utilizzare quelli di passaggio, alla prima occasione utile, per sadici giochi e spettacolini tendenti al macabro… Tutto questo, però, con un sorrisetto ebete costantemente stampato sul volto e un senso della comunità, a modo suo, invidiabile.

Nel trascinante, gustosissimo Inbred, accolto dal pubblico del Ravenna Nightmare con sano divertimento e tanti, fragorosi applausi a fine proiezione, la ritualità dello slasher movie si sposa alla perfezione coi tempi di uno humour tipicamente britannico, che qui riesce però ad essere macabro e sguaiato insieme. In un tripudio di motoseghe, animali bruciati, gente fatta esplodere, letamai fatali, canzoncine sporche (il termine dirty è un po’ la chiave di volta del film), trappole disseminate nella brughiera, effettacci splatter d’ogni tipo, la demenzialità delle situazioni e in particolare delle morti è a tratti persino esagerata. Eppure i comportamenti istrionici di alcuni dei villici, ritratti in maniera estremamente caricaturale, strappano quasi sempre un sorriso, senza minare la suspance residua dovuta al destino dei ragazzi ma facendo propendere la simpatia degli spettatori verso i loro stralunati carnefici.

Formidabile è l’idea della stalla trasformata in teatrino degli orrori; un palcoscenico agreste, con tanto di biglietti venduti e paesani forniti di occhialetti speciali, tipo 3D, per ripararsi in realtà da schizzi molesti nella parte più insana dello spettacolo. Pioveranno loro addosso, nel corso della mattanza, fluidi non proprio gradevoli! Ma i rudi abitanti della brughiera daranno prova di apprezzare ugualmente. Così come sembrano provare un grande spasso, al pari degli spettatori, tutte le volte che si riuniscono per intonare la volgare canzoncina che inneggia a The Dirty Hole, nonché alle sadiche abitudini dei più assidui frequentatori del pub. I gustosi intermezzi musicali generano una specie di country/horror. Sempre con tanta goliardia. E il britannico Alex Chandon, pur con qualche scivolone nel cattivo gusto fine a se stesso (parte integrante, ad ogni modo, dell’opera), dimostra di saper guidare un affiatato gruppo di attori (bravi i ragazzi, da applausi a scena parte qualche villain residente nello Yorkshire) costruendo un film di intrattenimento adrenalinico, strafottente e indubbiamente vivace. La brughiera vince, quando The Dirty Hole esprime il peggio di sé.

Info
Il sito ufficiale del regista di Inbred Alex Chandon.
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