Il volto di un’altra

Il volto di un’altra

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A conti fatti, pur nella sua stranezza di base, come soggetto e come scelte visive, Il volto di un’altra sembra una commedia come tante altre, che fa al massimo sorridere (in certi punti) e in cui l’originalità a cui ci aveva abituato Corsicato cede il posto stavolta alla stravaganza.

Le maschere marroni

Bella è la splendida ed esuberante conduttrice di un famoso programma televisivo sulla chirurgia estetica. René è suo marito, un medico chirurgo che nello stesso programma effettua gli interventi sugli ospiti. Il film inizia con il licenziamento di Bella. La motivazione è che gli ascolti dello show sono in calo, il pubblico è stanco ormai di vedere la sua faccia. Bella, infuriata, lascia lo studio televisivo e, sulla via del ritorno a casa, ha un brutto incidente d’auto e rimane fortemente sfigurata . Quello che potrebbe sembrare il colpo di grazia che sancisce la fine della carriera di Bella, si rivela invece essere un’ottima occasione per rilanciare la propria immagine… [sinossi]

A distanza di quattro anni da Il seme della discordia, Pappi Corsicato torna al film di finzione con Il volto di un’altra. Corsicato conferma con quest’ultimo lavoro di essere ancora una mina vagante del cinema italiano, a prescindere da quello che può essere un giudizio sulla qualità della sua opera. Lo fu sin dall’inizio con Libera, primo film datato 1993, ancor di più col successivo I buchi neri, fino a essere incluso a livello critico in quel gruppo poco omogeneo del cosiddetto “nuovo cinema napoletano” insieme a Martone e Capuana, autori che tuttavia, a parte aver girato insieme il film ad episodi I Vesuviani, hanno davvero poco o niente in comune. Corsicato meno di tutti perché davvero è difficilmente classificabile. Curiosamente però il talento che gli era stato riconosciuto nei primi due film, ha poi alzato le aspettative che non sono state ripagate negli anni a venire. Certamente non finisce di spiazzare con dei soggetti sempre diversi Corsicato, storie in cui i punti in comune sono soprattutto il protagonismo della figura femminile e il contesto surreale.

Il volto di un’altra è dunque pienamente in linea con questi due elementi, visto che la vicenda di cui è protagonista la bella Laura Chiatti è ambientata in una clinica di bellezza e di chirurgia estetica. Un solito insolito dall’aspetto davvero poco italiano. È probabilmente questa sua lontananza dai canoni della commedia italiana, perché di commedia si tratta, il miglior pregio del film di Corsicato. Tuttavia lo spaesamento geografico, la raffinatezza col quale viene ricreato lo spazio, pulito e scenograficamente lussuoso, che va di pari passo con la bellezza dei suoi protagonisti, cede mano a mano il posto a una storia che non riesce ad affascinare allo stesso modo né a condurre lontano lo spettatore. Il film crea delle aspettative nella rappresentazione di una società assuefatta all’immagine, rappresentata dalla tv e dai suoi corpi armonici, seduttivi nei confronti dello spettatore, che prima o poi si pensa verrà sbugiardata e svelata per la sua ipocrisia e indecenza.

La mascherata di cui si fa riferimento già nel titolo però è un qualcosa che ingloba ognuno, anche il volto che vorrebbe essere sincero sotto la maschera, una menzogna che incarna un’altra menzogna. In un meccanismo senza soluzione di continuità di bugie e tradimenti nessuno può salvarsi ci dice Corsicato, che aldilà di ogni metafora non trova altra soluzione, efficace certamente, che inondare letteralmente di merda tutti i protagonisti della vicenda. Una “scelta marrone” che tuttavia non graffia né scalfisce tutto ciò che l’ha preceduta. I personaggi e le situazioni raccontate vorrebbero forse passare più per grotteschi che ilari, ma i vari tentativi di estetizzare, in due occasioni anche col muto e col bianco e nero, danno più una sensazione di “simpatia” che inevitabilmente finisce per lasciare il tempo che trova. A conti fatti Il volto di un’altra, pur nella sua stranezza di base, come soggetto e come scelte visive, sembra una commedia come tante altre, che fa al massimo sorridere (in certi punti) e in cui l’originalità a cui ci aveva abituato Corsicato cede il posto stavolta alla stravaganza. Un passo indietro per l’autore di Chimera, che speriamo riesca a ritrovare un po’ di forza eversiva, come ci aveva abituato in alcuni suoi film precedenti.

Info
Il trailer de Il volto di un’altra.
Il volto di un’altra sul canale Film su YouTube.
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