Vita di Pi

Vita di Pi

di

Vita di Pi avvinghia lo sguardo dello spettatore soprattutto con la composizione delle inquadrature, con gli effetti visivi, con gli accesi cromatismi, mentre il coinvolgimento sensoriale della tridimensionalità possiede ancora i contorni della forzatura, dell’orpello troppo costoso.

La tigre è ancora viva: Pi(scine) alla riscossa!

Uno scrittore in cerca d’ispirazione s’imbatte nella storia incredibile di Piscine Molitor Patel. Piscine, che tutti conoscono come Pi, conduce una vita serena: suo padre possiede uno zoo e Pi trascorre le giornate tra tigri, zebre e ippopotami. Dopo avere tentato di fare amicizia con una tigre del Bengala di nome Richard Parker, il ragazzo impara dal padre una dura lezione sui rapporti tra uomini e animali. Il mondo di Pi viene scosso quando i genitori decidono di emigrare in Canada. Chiuso lo zoo, famiglia e animali s’imbarcano su una nave giapponese: durante la notte, quando la nave è al largo, l’impetuosità della natura che tanto piace a Pi si trasforma all’improvviso in una tragedia. La nave affonda, ma Pi miracolosamente sopravvive e si trova alla deriva in pieno Pacifico su una barca con un inaspettato compagno di viaggio: la tigre Richard Parker… [sinossi]

La vita, il viaggio, la natura, la scoperta di se stessi, il racconto, la favola, la costruzione dell’immagine, il cinema: Vita di Pi di Ang Lee è un’opera che intreccia e affastella temi e significati, ondeggiando tra la spiritualità e la mera estetica, tra un’autorialità fieramente esibita e la costante ricerca di appigli per il grande pubblico. Un film costruito con precisione certosina, fotogramma dopo fotogramma, centellinando dramma e risate, avventura e slanci poetici. Un blockbuster raffinato, griffato, persino onesto nel suo essere 3D – cosa davvero rara nell’attuale panorama cinematografico.

Nell’abbacinante calderone del miracoloso naufragio di Piscine finisce un po’ di tutto, anche se a prendere il sopravvento è l’impianto visivo, rimarcato da una tridimensionalità finalmente convincente, ma non ancora indispensabile. Uno degli aspetti più interessanti di questa ambiziosa produzione è proprio l’utilizzo e la resa del 3D: Ang Lee dimostra ancora una volta la propria duttilità e l’invidiabile capacità di adattarsi a generi, tecniche e industrie cinematografiche differenti, confezionando uno dei pochi titoli degni di nota dell’era post-Avatar. Eppure, paradossalmente, è proprio l’utilizzo propositivo e non gratuito del 3D a rinforzare il sospetto che le mirabilie stereoscopiche siano tutt’altro che irrinunciabili. Vita di Pi avvinghia lo sguardo dello spettatore soprattutto con la composizione delle inquadrature, con gli effetti visivi, con gli accesi cromatismi, mentre il coinvolgimento sensoriale della tridimensionalità possiede ancora i contorni della forzatura, dell’orpello troppo costoso. Gli ingredienti essenziali dello spettacolo visivo/emotivo di Vita di Pi, tra sospensione dell’incredulità e il sense of wonder, sono infatti gli occhi della tigre, i volti degli attori, i paesaggi, la qualità pittorica delle immagini. I tableaux vivants risplendono di luce propria.

Ancora immagini. Altro dato significativo è il fotorealismo raggiunto dalla computer grafica. Ad accompagnare la navigazione del naufrago Pi è infatti una tigre del Bengala, ovviamente in CGI. Vita di Pi è un ulteriore passo in avanti dopo L’alba del pianeta delle scimmie di Rupert Wyatt. Prossimi alla perfetta riproduzione degli animali, ai maghi dell’immagine digitale resta da superare il grande ostacolo della bestia più difficile, l’essere umano.

Alla ricchezza visiva corrisponde con un segno meno positivo una ridondanza narrativa, un surplus di temi e suggestioni che appaiono compresse, un po’ sacrificate e frettolose, soprattutto nella seconda parte. L’induismo, l’islamismo, il cristianesimo, la magica sospensione del racconto, le metafore più o meno evidenti, il rapporto tra l’uomo e la natura, la scoperta dell’io, lo scorrere del tempo: Vita di Pi è un film ambizioso ma anche dispersivo, una trasposizione forse troppa attenta al grande pubblico. Un altro tassello della filmografia di Ang Lee, con pochi passi falsi (Motel Woodstock) e alcune pellicole memorabili (Tempesta di ghiaccio, La tigre e il dragone).

Info
Il sito ufficiale di Vita di Pi.
Vita di Pi su facebook.
Il trailer italiano di Vita di Pi.
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-01.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-02.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-03.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-04.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-05.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-06.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-07.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-08.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-09.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-10.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-11.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-12.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-13.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-14.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-15.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-16.jpg
  • vita-di-pi-2012-ang-lee-17.jpg

Articoli correlati

  • In sala

    Billy Lynn – Un giorno da eroe

    di Affrontando il fertile tema del conflitto iracheno, Ang Lee dissemina il suo Billy Lynn - Un giorno da eroe di buone suggestioni e di sequenze pregevolmente costruite, a dispetto di una struttura diseguale e di un plot non privo di lungaggini.
  • Archivio

    L'alba del pianeta delle scimmie RecensioneL’alba del pianeta delle scimmie

    di Superate alcune incongruenze, L'alba del pianeta delle scimmie decolla grazie alla componente action e ad alcune sequenze particolarmente commoventi, dimostrando di avere imboccato una strada assai diversa rispetto al film di Schaffner e alla saga post-sessantottina.
  • Archivio

    Avatar

    di Avatar, ovvero il ritorno dietro la macchina da presa di James Cameron, a dodici anni di distanza dal clamoroso successo planetario di Titanic.
  • Archivio

    Lussuria RecensioneLussuria – Seduzione e tradimento

    di Come Hong Kong e Shanghai, anche la protagonista Wong Chiah-chih - una straordinaria Tang Wei - è una colonia, controllata di volta in volta dagli uomini che la circondano e che, per un motivo o per l'altro, si trovano a sfruttarne il corpo...
  • Archivio

    All Is Lost RecensioneAll Is Lost – Tutto è perduto

    di Un'avventura intensa, realistica, senza sbavature narrative o parentesi melodrammatiche: solo una barca, il mare infuriato e Redford.
  • In sala

    il ritorno di mary poppins recensioneIl ritorno di Mary Poppins

    di Il ritorno di Mary Poppins in casa di Michael e Jane Banks, oramai cresciuti e a loro volta incapaci di cogliere il supercalifragilistichespiralidoso della vita. Un film di restaurazione, che propone un immaginario oramai sperduto, cosa che però lo rende affascinante.
  • Rotterdam 2019

    Intervista a Samson WongIntervista a Samson Wong

    Samson Wong ha lavorato per le compagnie di effetti visivi Image Engine e Digital Domain, occupandosi degli effetti speciali di blockbuster quali Watchmen e X-Men: Apocalisse. Nel 2018 Zhang Yimou lo mette a capo dell'intero processo degli effetti visivi per il suo film Shadow. Abbiamo incontrato Samson Wong a Rotterdam.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento