Jack Reacher – La prova decisiva

Jack Reacher – La prova decisiva

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Scritto e diretto da McQuarrie, Jack Reacher – La prova decisiva gioca con i cliché con alterni risultati, rilancia l’intramontabile giustizialismo da selvaggio west, ma può contare su una confezione inappuntabile e su un contrappunto musicale e sonoro degno di nota.

Spara che ti passa

Quando un cecchino uccide cinque persone con sei colpi, tutte le prove indicano la colpevolezza del sospettato in arresto. Durante l’interrogatorio, l’uomo concede poche parole: “Trovate Jack Reacher!”. Ha così inizio una straordinaria caccia alla verità, in cui Jack Reacher si misura con un nemico inaspettato, con una propensione alla violenza e un segreto da nascondere… [sinossi]

Tom Cruise, classe 1962. Prima o poi dovrà arrendersi al passare degli anni, alle rughe, al fisico che si appesantisce, ritagliandosi ruoli meno furibondi. Per il momento, incurante di tutto questo e in forma invidiabile, prosegue dritto per la propria strada, incarnando ancora una volta la figura dell’eroe indistruttibile, ironico, postmoderno, non proprio immacolato e seduttore, sempre e comunque. Insomma, parecchio Jason Bourne, un po’ James Bond (ma quello duro, mica alla Roger Moore o Pierce Brosnan), capacità deduttive degne di Sherlock Holmes e un pizzico di faccia tosta alla Maverick: perché, come detto, gli anni per il Tom Cruise attore/produttore non passano e il sorriso sfrontato è sempre quello di Top Gun.

Uno dei difetti di Jack Reacher – La prova decisiva, diretto e sceneggiato da Christopher McQuarrie (Le vie della violenza e soprattutto lo script de I soliti sospetti), è proprio figlio del Cruise produttore e dell’inevitabile forza accentratrice dell’attore/personaggio. Nulla di male, se il cast fosse composto da onesti figuranti e lo script puntasse alla linearità e alla brevità. Il film, al contrario, gioca di accumulo, eccede nella durata, nei rovesciamenti di prospettiva (alla lunga meccanici e prevedibili) e soprattutto sperpera un gustoso parterre de rois. Werner Herzog, Robert Duvall e Richard Jenkins finiscono infatti per fare da banale contorno, presenze straordinarie sulla carta ma relegate in secondo piano: si veda l’efficace entrata in scena di Herzog/The Zec, criminale dai tratti luciferini, accantonato per tutta la durata della pellicola e quasi ridicolizzato nel finale. Insomma, un lungometraggio cruise-centrico nella scrittura e nella messa in scena, sulla scia dei vari Mission: Impossible (l’intenzione è proprio quella…) e de L’ultimo samurai, che piegava la fierezza dei guerrieri nipponici alle necessità divistiche della star statunitense [1]. Concedere un po’ di spazio (e di spessore) in più anche a Rosamund Pike, impegnata giusto per sgranare gli occhioni, e alla canadese Alexia Fast, nome da tenere a mente, avrebbe giovato.

Questo costoso altare pagano al fisico e alle abilità atletiche di Cruise si lascia comunque apprezzare per l’ottimo incipit, per l’utilizzo del sonoro e, in fin dei conti, anche per la foga di accumulare, un po’ scomposta ma piuttosto fertile: l’ironia non sempre funziona, soprattutto nella bizzarra sequenza slapstick, a tratti stempera l’alone drammatico, e il siparietto romantico non è certo una ciliegina sulla torta, ma la detection regala qualche brivido e le sequenze a uso e consumo di super-Cruise sono degne di nota – dalla rissa “tutti contro uno” fuori dal pub allo spettacolare inseguimento in macchina, con i rumori di ruote e motori che si trasformano in una trascinante colonna sonora.

Jack Reacher – La prova decisiva gioca con i cliché con alterni risultati, rilancia l’intramontabile giustizialismo da selvaggio west, ma può contare su una confezione inappuntabile e su un contrappunto musicale e sonoro degno di nota. Rimarchevole, ad esempio, l’azzeramento della colonna sonora nella sequenza iniziale, tutta giocata su primi piani e totali, campi e controcampi, per una costruzione meticolosa della tensione, fino a sfociare in un orrore asettico, coi corpi che cadono uno a uno, abbattuti da un cecchino invisibile. McQuarrie riesce a dar corpo allo spazio urbano, mettendo in scena un teatro di guerra metropolitano e dando un significato altrimenti imprevedibile e angosciante all’inquadratura di un palazzo, di un ponte, di una semplice passante. Poi entra in scena Cruise. E tutto, nel bene e nel male, (ri)diventa hollywoodiano, spettacolare, sovrabbondante.

Note
1.
Tra gli altri film prodotti da Cruise vale la pena ricordare, tra alti e bassi, anche The Others di Alejandro Amenábar, L’inventore di favole di Billy Ray, Vanilla Sky ed Elizabethtown, entrambi di Cameron Crowe. Annunciato per il 2015 Mission: Impossible 5, scritto e diretto da McQuarrie.
Info
Il trailer italiano di Jack Reacher – La prova decisiva.
Il sito ufficiale di Jack Reacher.
Jack Reacher su twitter.
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