Avanti
di Emmanuelle Antille
Stralunato road movie, costellato di momenti intimisti e con un’estetica da indie scolorito, Avanti è l’esordio nel cinema di finzione della videomaker Emmanuelle Antille. In concorso al Trieste Film Festival 2012.
A spasso con Hanna Schygulla
Lea, 28 anni, odia il suo lavoro di commessa, rifiuta l’amore del suo ragazzo e ha problemi con la sua famiglia. Mantiene i legami con persone che la circondano filmandole con regolarità, in particolare Suzanne, la madre malata di mente. Lea vive il conflitto tra la negazione della malattia di sua madre e la paura di diventare come lei. Durante un fine settimana quando Suzanne viene fatta uscire dalla clinica, Lea, contro il parere di tutti, decide di portarla nella vecchia casa di famiglia. E quando è oramai giunto il momento di rientrare, Lea la porta via. In viaggio, madre e figlia scoprono un intenso sentimento di libertà… [sinossi]
Tra i film del Concorso Lungometraggi visti al Trieste Film Festival, quello della svizzera Emmanuelle Antille ci è parso senz’altro il più debole. Originaria di Losanna, la cineasta in questione ha trascorsi rilevanti nel mondo della videoarte, mentre Avanti è il suo primo lungometraggio di finzione. I limiti maggiori di tale esordio risiedono proprio, a nostro avviso, in quella forma spuria che poco ha tenuto conto della particolare tempistica e delle differenti modalità rappresentative, che un cinema di narrazione normalmente propone. E l’essersi affidata a interpreti di valore, tra cui figure a dir poco leggendarie quali Hanna Schygulla e Miou Miou, pare non averla messa al riparo da certi rischi, connessi anche con l’ambizione di voler esplorare universi femminili intimi, privati, fondamentalmente complessi.
L’asse portante del film è costituito da un rapporto madre/figlia senza dubbio assai delicato. Da un lato abbiamo Suzanne, donna dall’equilibrio mentale turbato, che è solita alternare la permanenza in una clinica specializzata con brevi visite ai familiari. Per interpretarla la regista elvetica ha scomodato, come si accennava prima, una formidabile icona del cinema moderno, quella Hanna Schygulla già musa di Fassbinder e di altri autori importanti. Da parte sua la Schygulla, facendosi forte di un’aria perennemente trasognata e di comportamenti estremamente liberi, imprevedibili, ha saputo dare un senso al temperamento, così instabile, del personaggio affidatole. Quasi altrettanto brava la giovane Nina Meurisse nei panni di Lea, sua figlia, in rotta per altri motivi con un microcosmo familiare dove le figure maschili appaiono quanto mai marginali, mediocri; tanto radicata e profonda, l’insofferenza fin lì accumulata, da spingerla a un’improbabile fuga con Suzanne, piccolo spazio di libertà ideato approfittando della temporanea assenza della donna dall’istituto. Da quel momento in poi, si ha l’impressione di assistere a uno stralunato road movie, costellato di momenti intimisti e di confronti anche aspri tra le due protagoniste.
Cosa c’è, allora, che in Avanti ci è parso artefatto e poco convincente? Innanzitutto la macchinosa interazione tra i segmenti di video-diario, riproposti in maniera ossessiva e al limite petulante, e la narrazione della fuga stessa, coi suoi toni da scolorito “indie movie”: la componente on the road, lungi dall’essere veramente incisiva, sembra infatti una scopiazzatura piuttosto stereotipata e amorfa delle atmosfere e del canovaccio di tanti film già visti al Sundance, o in contesti simili. Ne deriva che anche il rapporto tra le protagoniste, rapporto dalle venature agrodolci, dia spesso la sensazione del già visto, nonostante l’impegno profuso dalle interpreti. Ed è così che la potenziale vivacità del soggetto, incastonata in una forma incerta che ne spegne ben presto gli impulsi più genuini, cede troppo presto il passo a un andamento del racconto prolisso e meno coinvolgente di quanto si vorrebbe.
Info
Il trailer di Avanti su Youtube.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Avanti
- Paese/Anno: Belgio, Svizzera | 2012
- Regia: Emmanuelle Antille
- Sceneggiatura: Emmanuelle Antille
- Fotografia: Stéphane Kuthy
- Montaggio: Anne-Laure Guégan
- Interpreti: Baptiste Coustenoble, Christophe Dimitri Réveille, Frank Arnaudon, Hanna Schygulla, Hervé Sorrenti, Jean-Piere Gos, Jean-Pierre Gos, Joss Capra, Liliana Cabral, Marc Mayoraz, Miou-Miou, Monique Mélinand, Nina Meurisse, Olivier Yglesias, Raphael Bonacchi, Virginie Lièvre, Yannick Guiraud
- Produzione: Box Productions
- Durata: 85'







